Per la DDA è un imprenditore vicino al clan dei Casalesi, ma per i giudici no. Ecco chi ha vinto l’appalto da UN MILIONE per i depuratori di CAIAZZO

21 Gennaio 2026 - 10:06

Unica ditta in gara, la società Etica Spa, sequestrata e poi dissequestrata, sarebbe di proprietà di Antonio D’Amico, imprenditore 80enne napoletano che per anni è stato connesso dall’antimafia agli interessi economici di Michele e Pasquale Zagaria, prima dell’assoluzione in primo grado dell’ottobre 2024

CAIAZZO – Da qualche settimana si è conclusa la procedura per la gestione dell’impianto di depurazione che si trova nel comune di Caiazzo. Nella sostanza non cambia più di tanto per la visto che l’appalto dal valore di oltre un milione di euro è stato aggiudicato alla Etica spa, precedentemente nota con il nome Entei.

Leggendo i documenti di questa impresa che ha sede ad Assemini, ovvero a due passi da Cagliari, Il titolare è un avvocato napoletano, Carlo Russo. Ma secondo secondo la direzione distrettuale Antimafia di Napoli, Questa sarebbe una delle molte imprese attive nel settore ambientale degli imprenditore ottantenne Antonio D’Amico.

D’AMICO, ANNI DI INDAGINI SUL CLAN ZAGARIA

Non dirà molto questo nome ha tanti lettori di CasertaCe, in una decina di anni fa il suo nome era spesso e volentieri sulle pagine dei giornali non in maniera positiva. Infatti, Antonio D’Amico venne indagato nell’inchiesta sugli interessi del clan dei Casalesi nel settore dei rifiuti assieme a Giuseppe Carandente Tartaglia, ritenuto esponente di spicco della fazione Zagaria e condannato nel 2021 a sette anni di reclusione per concorso esterno.

Un presunto rapporto talmente stretto che portò all’interdizione da parte la prefettura di Napoli ad una delle società di Antonio D’Amico, ovvero la IBI che, se non andiamo errato, e la ditta che ha costruito l’impianto rifiuti di Chiaiano.

Dicevamo, tanti anni in cui si sono lette accuse di pentiti, tanti anni in cui la DDA di Napoli ha provato a dimostrare la teoria che D’Amico fosse socio In affari con uomini del clan dei Casalesi. Ad esempio, fu Gaetano Vassallo a raccontare nel 2008 che i Carandente sono due fratelli entrambi legati al clan Mallardo. “Antonio D’Amico e Giuseppe
Carandente sono in rapporti con Pasquale Zagaria, fratello di Michele
“, aggiunse il pentito.

IL SEQUESTRO E POI L’ASSOLUZIONE

L’anno decisivo, però, è stato il 2024. A gennaio la Etica Spa viene sequestrata, su richiesta della direzione distrettuale Antimafia di Napoli, proprio perché ritenuta di proprietà di Antonio D’Amico. Ma ad ottobre, invece, il tribunale di Napoli lo ha assolto dalle accuse di reati ambientali, ma soprattutto dall’aggravante di aver favorito la criminalità, l’imprenditore ottantenne.

All’inizio dell’articolo abbiamo scritto che questa procedura di gara Poco cambia nella sostanza dei fatti. Sì, perché la Etica Spa ha già in mano la gestione dell’impianto di depurazione di Caiazzo da diverso tempo. Con questa procedura di gara bandita dal comune guidato dal sindaco Stefano Giaquinto e ora arrivata a termine, passando per la stazione appaltante della Valle di Comino, che utilizza la piattaforma ASMEL, la gestione del depuratore di Caiazzo diventa in maniera organica e continuativa un lavoro nelle mani dell’impresa riferibile a D’Amico.

SENZA AVVERSARI, RIBASSO DELL’1% E OFFERTA TECNICA PRATICAMENTE PERFETTA

L’importo complessivo dell’appalto ammonta a 1.034.457,51 euro (oltre IVA), a fronte di un valore a base di gara di 1.035.490,52 euro, in pratica mille euro di ribasso, circa l’1%. Un’offerta molto bassa che è stata comunque l’unica presente, essendo stata la Etica la sola impresa che si è presentata alla gara.

Nella seduta pubblica del 2 dicembre 2025, dopo aver esaminato in seduta riservata la proposta tecnica, la Commissione ha aperto la busta economica. All’offerta di Etica Spa è stato attribuito il massimo dei punteggi: 85/85 per la parte tecnica e 15/15 per quella economica, totalizzando 100/100 punti. Sulla base di questa graduatoria, la Commissione ha quindi formulato la proposta di aggiudicazione definitiva a favore di Etica Spa, per l’importo di 1 milione, 34 mila e 457,51 euro.

Venendo ai lavori, dai documenti di gara si evince che l’aggiudicataria dovrà garantire per dieci anni il corretto funzionamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria, il controllo analitico e la piena conformità normativa degli scarichi dei quattro depuratori. Sono inoltre previsti e quantificati nel capitolato specifici lavori di manutenzione straordinaria da realizzarsi all’inizio del contratto, per un importo complessivo di 195.490 euro, comprendenti interventi come l’impermeabilizzazione di bacini, la sostituzione di tubazioni, diffusori, quadri elettrici e sistemi di aerazione.