MONNEZZAGATE AD AVERSA. Come al solito, dopo che CasertaCe ha scoperto l’inganno: il comune dice no al passaggio tra Tekra e Risam, legate a triplo filo
26 Gennaio 2026 - 18:54
AVERSA – C’è una svolta nel capitolo dedicato alla gestione rifiuti ad Aversa. Il Comune ha infatti respinto il subentro della società RI.SAM srl che aveva affittato dalla Tekra il ramo d’azienda relativo al servizio di igiene urbana della città.
Come spiegato nei giorni scorsi, è del settore Ambiente dell’ente normanno il compito di adempiere le dovute analisi prima di acconsentire al passaggio di fitto tra le due ditte che tutto parrebbero, fuorché sconosciute l’una all’altra, come già ampiamente anticipato da noi in un articolo pubblicato nella giornata di ieri (CLICCA E LEGGI).
E così, dalle informazione ricavate, i dirigenti del comune di Aversa hanno potuto constatare alcune criticità che hanno reso, ai loro occhi, più responsabile una propensione per il “no” al nuovo accordo. Si fa riferimento ad alcune perplessità sulla ristrutturazione societaria e non solo.
Il comune di Aversa lamenta la mancata dimostrazione dei requisiti economico-finanziari e tecnici da parte della Risam, la non iscrizione alla White List e all’Albo Gestori Ambientali e l’assenza di comunicazioni sindacali obbligatorie in caso di cessione di ramo d’azienda.
Dunque, poche ore sono passate da quando CasertaCe ha sollevato delle domande che, alla luce dei provvedimenti presi dall’ente normanno, risultano essere state inchiodanti e determinanti. Le riproponiamo, in via indiretta, anche qui: appena ieri, infatti, ci chiedevamo come fosse possibile che la Risam (società nata nell’aprile 2025) possedesse i requisiti tecnici ed economici necessari per subentrare a una realtà consolidata come la Tekra.
La risposta a cui eravamo giunti riguardava il ricorso all’avvalimento ovvero quel meccanismo attraverso cui un’azienda si avvale, per l’appunto, dei requisiti di un’altra. Requisiti che la società affittuaria, la Risam, facilmente potrebbe ottenere dalla Tekra, visto il buon rapporto, sancito dalla cessione del ramo, ma soprattutto dal fatto cheil legale rappresentante della ditta neonata (con sede a Milano) risulta essere un certo Vincenzo Vanacore, dipendente della stessa Tekra.
Infine, anche sul fronte fiscale la situazione non sarebbe delle migliori, con la Tekra sarebbe “in debito” con l’Agenzia delle Entrate. C’è da dire, tuttavia, che sia Tekra che Risam potrebbero comunque decidere di impugnare l’atto davanti al TAR. Il rigetto del subentro da parte dell’ente locale rappresenta un atto impugnabile e le due società – se riterranno di avere elementi validi a sostegno delle proprie ragioni – potrebbero presentare ricorso
