TUTTI I NOMI. Le carte e i dati rubati dagli uffici delle Poste per una truffa da quasi MEZZO MILIONE: 12 ARRESTI
16 Marzo 2026 - 17:44
La pace tra i due clan della periferia nord est di Napoli, il casertano costretto all’esilio e anche un “esperto” fregato
CASERTA – Parlavano con accento lombardo per sembrare credibili, utilizzavano numeri telefonici “sdoppiati” per far risultare le chiamate come provenienti dalle vere filiali bancarie e avevano allestito due sedi operative, una nella periferia orientale di Napoli e l’altra in Spagna.
Il clan camorristico dei Mazzarella aveva trasformato il tradizionale raggiro del falso bancario in un’impresa criminale dai profitti stratosferici, capace di generare incassi fino a quattrocentomila euro in una sola giornata, con un singolo bonifico che in un’occasione ha raggiunto i sessantamila euro.
L’inchiesta della DDA di Napoli ha portato in carcere dodici persone, tra cui i vertici dell’organizzazione: Michele Mazzarella, la moglie Marianna Giuliano, insieme ad Alberto e Ciro Mazzarella. In manette sono finiti Emanuela Brusco, Gennaro Brusco, Ferdinando Coronella, Umberto Costagliola, Ernesto De Carlo, Giuseppe Messina, Marco Ostroschi, Antonio Pisanti e Valerio Ripoli.
Mentre per Vincenzo Crisci, casertano, originario di Arienzo, Aniello Evangelista e Anna Imparato è stato disposto il divieto di dimora in Campania. Va detto anche che un ruolo centrale per la DDA di Napoli sarebbe stato quello di un indagato a piede libero. Antonio Licciardi, secondo gli investigatori, avrebbe realizzato un vero e proprio assalto al centro di smistamento delle poste di Milano, dove vennero trafugate numerose carte di credito.
Da quel bottino avrebbe preso il via la catena delle truffe: i criminali, entrati in possesso dei dati, contattavano direttamente i titolari fingendosi operatori bancari e, grazie a un sofisticato sistema di sdoppiamento dei numeri telefonici, facevano risultare le chiamate come provenienti dalle reali filiali di appartenenza. Le vittime, verificando online la corrispondenza del numero, abbassavano ogni difesa e finivano per consegnare codici di sicurezza e accessi ai conti.
Circa sessanta cittadini sono caduti nella rete, tra cui anche un dipendente bancario, dimostrando l’elevata professionalità raggiunta dall’organizzazione. L’aspetto più sorprendente emerso dall’indagine riguarda però la collaborazione tra clan storicamente rivali. I Licciardi, tradizionalmente contrapposti ai Mazzarella sul piano militare, avrebbero fornito ai nemici di sempre un proprio informatico specializzato, realizzando un’alleanza operativa finalizzata al profitto che supera le tradizionali divisioni territoriali.
