VARIANTE MISTERIOSA e i 980 mila euro del campo sportivo. La tesi del sindaco Marrandino a cui spieghiamo perché si sbaglia di grosso e perché la determina vìola la legge

17 Aprile 2026 - 19:16

Non rispondiamo certo alle violente invettive dei suoi amici indirizzateci dai suoi amici attraverso Facebook. Ma gli diciamo che costituiscono per noi interessante materiale di tipo antropologico. E non scherziamo. Perché mentre negli altri comuni quando un sindaco riceve le nostre critiche ci ritornano contestazioni che però hanno ognuno un connotato individuale, a Castel Volturno c’è un clima da clan, nel senso letterale di questo termine. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma le modalità con cui si muove all’unisono il coro dei supporters, dei sodali di Marrandino ha qualcosa di inquietante ed esprime una mentalità che puzza di qualcosa di grave

CASTEL VOLTURNO (a.c./g.g.) – A distanza di due giorni dalla pubblicazione del nostro articolo (clicca e leggi) sulla determina del comune di Castel Volturno in merito alla realizzazione di un nuovo impianto sportivo, documento contenente una determina dai contenuti non chiari, abbiamo deciso di rispondere ai messaggi molto civili e costruttivi che abbiamo ricevuto dal sindaco Pasquale Marrandino dove esprimeva il suo punto di vista in merito alle ragioni dell’oscuramento di questa variante dal corpo dell’atto.

In modo particolare, ci riserviamo un paragrafo per parlare delle invettive a noi indirizzate, non perché non sappiamo accettare le critiche, ma perché siamo disposti a riceverle quando esse si definiscono tali. Gli insulti li tolleriamo anche, ma questa modalità un po’ dubbia non la tolleriamo proprio tanto.

In partenza, il primo cittadino nota con piena ragione una carenza nel nostro articolo che non coglie – ci scusiamo con i nostri lettori – un punto importante relativo alla perizia di variante relativa ai lavori del campo sportivo, a suo tempo appaltati con base d’asta di circa 980 mila euro. Si trattò, infatti, di una procedura gestita direttamente dal governo e, nel dettaglio, da quello che al tempo era il Dipartimento Sport, attivo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in un esecutivo che non prevedeva, a differenza di quello in carico, un Ministro dello Sport. Anche la perizia di variante è stata valutata e approvata da quel dipartimento e non dal comune di Castel Volturno.

Riconosciuto a Marrandino quello che è giusto riconoscergli, ora veniamo alla parte che non regge. Il sindaco non può pensare di allontanare ogni responsabilità dell’amministrazione comunale, del dirigente dell’area Lavori Pubblici e sue, in quanto vertice della macchina castellana. Riportiamo testualmente le parole del sindaco: “Noi abbiamo fatto solo da passacarte, i nostri sono atti dovuti per una perizia di variante approvata e gestita dal ministero.” Inoltre, dice a noi: “se aveste fato un accesso agli atti, avreste scoperto queste cose.

Ma ora calma, non semplifichiamo tutto con un semplice scaricabarile perché, se è vero come è vero ciò che dice il primo cittadino riguardo alla gestione della gara e della variante da parte del Dipartimento Sport, è altrettanto vero, e siamo costretti a dirlo citando le fonti ufficiali, che il fatto che la procedura sia fatta dal governo non elide gli obblighi gravanti su un comune e che derivano dall’art. 6 del d.lgs. 33/2013 “Qualità delle informazioni”:

Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione, l’indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilità secondo quanto previsto dall’articolo 7.”

Un atto che non comprende quantomeno l’indicazione economica della perizia di variante non è né integra, né automaticamente completa. Non è il governo a vìolare l’articolo perché il Ministero tutti gli elaborati grafici ed economici li aveva inviati al comune. Francesco Pirozzi, l’ingegnere responsabile del progetto che firma la determina, afferma che gli atti sono disponibili all’interno dell’Area III degli uffici comunali e questo rappresenta in pieno la responsabilità dell’ingegnere, quindi del comune, in quanto la singola procedura del Dipartimento Sport ha bisogno del perfezionamento tramite la determina.

Quindi, a maggior ragione, è la determina che deve essere “integra e completa“, rifacendoci al testo dell’art.6 del decreto che abbiamo citato prima. E sia ben chiaro che, per chi ci ha vivamente contestato, tale provvedimento non l’abbiamo scritto noi, redazione di CasertaCe, ma l’esecutivo che presentò questa legge, per essere precisi, il governo Renzi. Quindi la definizione di “passacarte” utilizzata da Pasquale Marrandino è giusta fino a un certo punto, perché il comune è in parte protagonista della procedura in quanto il direttore dei lavori non è nominato dal Dipartimento Sport, ma dal comune di Castel Volturno che lo individua nella persona dell’ingegnere Giuseppe Rosario Borrata di Casal di Principe.

In ultima istanza, per quanto riguarda la completezza, l’indicazione della cifra risulta essere un pilastro del contenuto dell’atto amministrativo che non si occupa di vendite di gelati bensì di un aggravio di spesa pubblica su un appalto già di per sé significativo in quanto partito con una base d’asta di 980 mila euro e di cui, ripetiamo, sulla determina non viene specificato importo, percentuale, o alcun dato economico. E qui ci viene in soccorso di nuovo il Decreto Trasparenza (33/2013) con l’articolo 38 in cui viene esplicitamente spiegato che: “le pubbliche amministrazioni pubblicano tempestivamente gli atti di programmazione delle opere pubbliche, nonché le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche in corso o completate.

Avendo quindi attuato la sussistente responsabilità del comune e dell’ufficio tecnico nella pubblicazione dei dati, quantomeno economici, della variante in questione che non sono stati resi noti, ci teniamo a dare “la nostra opinione sulle vostre opinioni”. Questo perché, come abbiamo detto nel sommario, ognuno è libero, anzi liberissimo di esprimere la propria opinione e ringraziamo il cielo che sia così, ma dal momento in cui il pensiero altrui sfocia nell’invettiva e nell’offesa non più costruttiva, ma personale, per di più attuata in coro, allora significa che c’è qualcosa di sbagliato. Ed è qui che la locuzione di clima da clan ovviamente è espurgato da qualsiasi riferimento alla criminalità organizzata, bensì di clan nel senso letterale di un gruppo sociale, le persone legate al sindaco Marrandino e alla sua amministrazione, che si muovono all’unisono, in questo caso, per difendere la fascia tricolore e criticare, attaccare questo giornale.