MARCIANISE, scontro sulla memoria di Don Mimì Dragone: la famiglia blocca le messe in suo nome e lancia un duro richiamo al rispetto delle sue volontà. “L’attuale sacerdote non pronunci più il suo nome”
28 Aprile 2026 - 12:05
La famiglia precisa infine “che Don Mimì Dragone non vivrà più spiritualmente nel santuario di Nostra Signora di Fatima, da lui stesso fondato, fino a quando non verranno ristabilite le condizioni di rispetto da lui richieste”
MARCIANISE – Una decisione netta, destinata a far discutere. La famiglia di Don Mimì Dragone ha annunciato la sospensione di tutte le sante messe celebrate in suo suffragio, richiamando esplicitamente le volontà espresse dal sacerdote prima della sua morte.
Secondo quanto comunicato, la scelta non nasce da una presa di posizione autonoma dei familiari, ma da un preciso lascito verbale del fondatore del santuario di Nostra Signora di Fatima. Don Mimì avrebbe infatti disposto l’interruzione delle celebrazioni nel caso in cui si fossero verificate situazioni ritenute contrarie o irrispettose rispetto alle modalità del suo commiato e alla gestione della sua memoria.
Nel testo diffuso, la famiglia entra anche nel merito di alcune questioni che lasciano intravedere tensioni con l’attuale gestione ecclesiastica. In particolare, viene sottolineato che, qualora il commiato o gli spazi legati alla figura del sacerdote fossero modificati rispetto alle indicazioni originarie, non sarebbe consentito intitolare iniziative o luoghi al suo nome. Una scelta motivata dalla volontà di evitare, si legge tra le righe, operazioni ritenute incoerenti con l’identità e il messaggio del fondatore.
Tra le indicazioni attribuite a Don Mimì Dragone, compare anche il desiderio di un segno commemorativo ben preciso: un busto realizzato dalla comunità e affidato all’artista Don Battista Morello, figura a lui legata da rapporti di stima e amicizia.
Non solo. La famiglia riferisce che, in presenza di ulteriori contrasti o mancanze di rispetto, lo stesso Don Mimì avrebbe chiesto che il suo nome non venisse più pronunciato dall’attuale sacerdote, come forma di tutela della propria dignità spirituale.
Per il momento, dunque, le celebrazioni in suffragio restano sospese. I familiari fanno sapere che eventuali messe potranno essere organizzate in futuro, ma in contesti che garantiscano il rispetto delle volontà del fondatore.
Nel comunicato si evidenzia anche una presa di distanza simbolica dal santuario da lui stesso fondato: secondo quanto riportato, Don Mimì “non vivrà spiritualmente” in quel luogo fino a quando non saranno ristabilite le condizioni ritenute adeguate.
Infine, viene avanzata una richiesta legata alle tradizioni religiose locali: il ripristino dell’uscita della Madonna di Fatima ogni cinque anni, consuetudine introdotta dallo stesso Dragone e oggi, a quanto pare, non più osservata.
La famiglia, pur ribadendo di non avere nulla di personale, si dice disponibile al dialogo con le autorità ecclesiastiche per arrivare a una soluzione condivisa, nel rispetto di quanto lasciato dal sacerdote prima della sua scomparsa.
Di seguito, il testo integrale della lettera diffusa dalla famiglia:
La famiglia di Don Mimì Dragone comunica che, in conformità alle volontà espresse dal fondatore stesso, viene confermata la sospensione di tutte le Sante Messe celebrate in suo suffragio. Tale decisione deriva dal lascito verbale spirituale del sacerdote prima della dipartita, che aveva disposto l’interruzione delle celebrazioni qualora si fossero verificati — come già accaduto — atti di contrarietà o mancanza di rispetto nella realizzazione del suo commiato voluta dal popolo.
Precisazioni sulle volontà del fondatore
La famiglia aggiunge inoltre che, qualora venisse rettificato o modificato il commiato, non è consentito intitolare alcuna iniziativa o celebrazione al nome di Don Mimì Dragone. Tale scelta, come da sue volontà, sarebbe considerata controproducente e irrispettosa nei confronti del fondatore defunto, e come mettere il marchio fiat , su una ferrari testa rossa, non è credibile in tal caso.
Mettere il suo su una sala rettificata per altri scopi è poco rispettosa nei suoi confronti. Tutta più e lecito dire sempre dai lasciti che voleva un busto fatto dalla comunita per mano dell’artista Don Battista Morello già noto per la creazione delle nuove porte a pompei e un carissimo e valido amico del fondatore stesso.
Inoltre, per esplicito lascito verbale comunicato alla famiglia circa un mese prima della sua dipartita, Don Mimì Dragone ha richiesto che se si verificherassero tali contrarietà ,l’attuale sacerdote non pronunci più il suo nome, per devozione e per rispetto della sua dignità spirituale.
Indicazioni future sulle celebrazioni
La famiglia si impegna a comunicare successivamente luoghi e date delle Sante Messe che verranno celebrate in suffragio di Don Mimì Dragone, affinché tutti coloro che desiderano venerarlo possano farlo nel rispetto delle sue volontà.
In coerenza con il suo lascito, si precisa infine che Don Mimì Dragone non vivrà più spiritualmente in questo santuario di Nostra Signora di Fatima, da lui stesso fondato, fino a quando non verranno ristabilite le condizioni di rispetto da lui richieste Per tanto già prima di natale scorso non sono state rinnovate le sante messe da noi per tutto l’anno in suo sufragio propio per questo motivo. Puntualmete in modo automatico il sommo sacerdote con un bigliettino si presentò con tutto l’annuale, Puntualmente il sommo sacerdote si presentò con il fogliettino con tutte le sante messe ma a tal proposito già stavamo applicando tale lascito che ancor oggi si ostenta a farlo sasepere mostrandosi non corrisposto ad eventuali incontri con il sommo vescovo…La Famiglia non ha nietne di personale , ma intendere rispettare il lascito verbale di don mimì ad un mese prima della dipartite. Inoltre intediamo specificare in tal caso che qualora non c’era questo lascito del sommo rettore non era nostro intento di intrometterci qualora fosse stata rettifica ldela commiato e farla sapere. Infine ci teniamo a esplicetarvi che non vorremmo che possono essere fatte uteriori interfereze dove sarà collocato .E Sempre per sua dignità e devozione pertanto chiediamo al l’attuale sacerdote emerito di instaurare come da tradizione l”uscita della madonna di Fatima regalata da Don Mimì stesso, che fù a sua volta instaurata dal fondatore ogni 5 anni per un valido motivo, cosa che ad oggi è stata tolta questa tradizione, lo Chiediamo sempre solo nel rispetto della sua volotà e dignità.
Rispettiamola Dignitosamente le sue volontà , restiamo serenamente aperti per qualunque chiarimento con il sommo sacerdote in collaborazione con il sommo vescovo emeritro Pietro Lagnese.
