CASERTA. Parla la dottoressa casertana che ha fatto nascere un bambino su un volo Ita: “Non ho fatto altro che il mio dovere, come negli ultimi 40 anni”
3 Maggio 2026 - 12:30
Mohammed Alessandro è nato settimino, inaspettatamente, a 10mila metri d’altezza
C’è qualcosa di profondamente umano che supera ogni altitudine, ogni distanza, ogni paura. A oltre diecimila metri da terra, dove il cielo sembra sospeso e il tempo rallenta, è accaduto ciò che più di ogni altra cosa ci ricorda chi siamo: è nata una vita.
Dopo il racconto della straordinaria vicenda del parto avvenuto su un volo ITA, arriva ora la voce della dottoressa Maria Antonietta Serino, protagonista discreta ma fondamentale di quei momenti carichi di tensione e meraviglia. La dottoressa è stata anche candidata alle elezioni amministrative della città di Caserta del 2021.
Le sue parole non hanno il tono dell’eroismo, ma quello, più raro, della misura e della responsabilità:
“Desidero ringraziare di cuore i tanti apprezzamenti che mi sono pervenuti per la mia partecipazione alla nota vicenda del bimbo nato sul volo ITA nei giorni scorsi. Da parte mia, non ho fatto altro che prestare la mia opera di medico con oltre quarant’anni di professione, come era del resto mio dovere, assistendo con responsabilità professionale al delicato evento.”
Nessuna enfasi, nessuna autocelebrazione. Solo il richiamo a una vita spesa nella medicina, a quell’etica silenziosa che guida chi, davanti all’imprevisto, non si tira indietro.
Ma nel racconto della dottoressa emerge anche il valore del lavoro condiviso, di quella catena umana che si è attivata in pochi istanti tra le nuvole:
“Occorre d’altra parte ringraziare l’infermiera presente, vera e materiale esecutrice del parto, gli assistenti di volo, così efficienti e premurosi, e la stessa Compagnia di volo che era fornita di ogni risorsa medica e di ogni strumento utile per fronteggiare l’insolita situazione.”
È in queste parole che si coglie il senso più autentico della vicenda: non un gesto isolato, ma una comunità improvvisata che si stringe attorno a una nascita, trasformando un volo qualunque in un luogo di cura, di attenzione, di solidarietà.
E poi, il finale. Quello che resta. Quello che conta davvero.
“Infine, ciò che più ha rallegrato tutti, compresi i passeggeri del volo, che pure hanno subito non pochi disagi, è che sia stata assicurata una nuova vita, il che per me è un grande segno di fiducia e di speranza.”
