Dirigente comunale indagato viene “spostato” dal suo ufficio. I giudici dicono sì al risarcimento: ECCO QUANTO INCASSERA’

12 Maggio 2026 - 11:22

SANTA MARIA LA FOSSA – Un ex dipendente del Comune di Santa Maria la Fossa, identificato con le iniziali G.C., ha ottenuto una parziale vittoria in Cassazione. L’uomo, che ricopriva il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico, era stato trasferito ad altro ufficio a seguito del suo coinvolgimento in vicende di carattere penale. Nella nuova posizione, era stato di fatto tenuto inattivo o adibito a mansioni semplici e ripetitive, incompatibili con la sua qualifica professionale.

Difeso dall’avvocato Domenico Carozza, G.C. si è rivolto al giudice del lavoro di Santa Maria Capua Vetere per far dichiarare il demansionamento e ottenere il risarcimento dei danni. Il tribunale ha accolto la richiesta, dichiarando il demansionamento. La sentenza è stata successivamente confermata in appello.

In un secondo giudizio, sempre assistito dall’avvocato Carozza, G.C. ha chiesto al giudice del lavoro di quantificare i danni subiti. Il tribunale ha condannato l’ente a pagare la somma di 54.069,74 euro, oltre interessi. La Corte d’Appello, tuttavia, ha ridotto tale importo di oltre la metà. Contro questa decisione, il dipendente ha presentato ricorso in Cassazione.

I giudici della Suprema Corte, con decisione dell’11 maggio 2026, hanno accolto le tesi difensive dell’avvocato Carozza. La Cassazione ha dichiarato arbitrari i criteri utilizzati dai giudici di appello per ridurre il risarcimento. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio. La Corte d’Appello dovrà ora adottare criteri congrui rispetto al demansionamento effettivamente subito da G.C. e ricalcolare l’importo del risarcimento.