VERGOGNA ASL. Completati i lavori PNRR da milioni di euro in mano a Raffaele Pezzella, sotto processo per corruzione e camorra, e al suo “socio” accusato di aver pagato mazzette a Giorgio Magliocca
12 Maggio 2026 - 13:17
CASERTA – Possiamo dire che, almeno, hanno visto la fine i lavori, finanziati con 15 milioni di euro dai fondi PNRR, che la Regione Campania, su progetti redatti dall’ASL Caserta, relativi alla costruzione di una Casa di Comunità Hub nel comune di Sant’Arpino e di una Casa di Comunità Spoke nel comune di Caiazzo, ovvero i centri sanitari pubblici pensati per rendere più facile l’accesso alle cure di base vicino a casa, senza dover andare sempre in ospedale. Una specie di mini polo sanitario di quartiere con medici di base, infermieri e specialisti.
E onestamente è l’unica buona notizia di questa storia. L’appalto è stato vinto attraverso un accordo quadro sottoscritto dall’ASL con un raggruppamento temporaneo di imprese. In questo raggruppamento figura la società Marrel, riconducibile a Raffaele Pezzella, imprenditore di Casal di Principe sotto processo per corruzione, in due casi con aggravante di aver favorito il business del clan dei Casalesi, e attualmente posta sotto il controllo di un amministratore giudiziario, insieme al consorzio bolognese Fenix. Nei giorni scorsi, per una delle vicende che lo vede imputato, la procura di Benevento ha chiesto una condanna a 7 anni e un mese.
Marrel è una delle ditte più famose dell’imprenditore casalese. Si tratta del nuovo nome dato nel 2022 alla ditta individuale omonima Raffaele Pezzella. La particolarità di quella storia è che la trasformazione di questo soggetto economico, questa nuova denominazione societaria nasce mentre l’imprenditore è agli arresti domiciliari per il caso della mazzetta pagata a un funzionario, rimasto incredibilmente anonimo, dell’amministrazione provinciale di Caserta. La Marrel venne sequestrata dal tribunale di Napoli, su richiesta della Dda. Questo non ha certo fermato l’imprenditore, visto che ha continuato a partecipare e vincere gare d’appalto, come abbiamo visto.
Il ruolo di esecutrice materiale dei lavori per Fenix è stato affidato alla società cooperativa La Rocca, di proprietà dell’imprenditore Giampaolo Benedetti. Proprio Benedetti è recentemente finito nelle indagini della magistratura, sospettato di essere uno corruttore di Giorgio Magliocca, ex sindaco di Pignataro Maggiore e presidente della Provincia di Caserta, due dei pochi protagonisti per cui la procura di Santa Maria Capua Vetere non ha chiesto l’archiviazione del procedimento a loro carico.
E’ una storia di cui già abbiamo scritto mesi fa e della quale seguiamo ogni passaggio, data l’importanza cronachistica, economica dell’appalto e giudiziaria dei protagonisti. Poi, dal punto di vista giuridico, non c’è nulla di sbagliato qui. Ma la circostanza che l’appalto più importante del decennio relativo alla sanità casertana sia stato affidato a un imprenditore accusato di corruzione e legami con la camorra, innocente fino a condanna definitiva, e ad un suo socio in affari, indagato anche lui per una presunta mazzetta, a nostro avviso mostra chiaramente quel pericolo che dal 2021, dall’arrivo dei “soldi dell’Europa”, vadano a rimpinguare le casse di società e di businessman dal passato discutibile, se non, come avvenuto in altri casi, con palesi rapporti con la criminalità organizzata
Un bel quadro di insieme se si pensa che questi soldi sono nati per riattivare l’economia italiana, attraverso un lodevole progetto di insieme, ovvero rendere il sud del nostro Paese leggermente più decente rispetto alla sua gestione sanitaria. Un epilogo triste che, qualora dovessero essere confermate le accuse delle procure DDA e di Benevento per Pezzella, della procura di Santa Maria per Benedetti, andrebbero a sancire che i soldi del PNRR sono finiti in mano ad imprenditori corruttori. Quasi speriamo che vengano assolti da tutte le accuse, non perché facciamo il tifo per qualcuno, ma per evitarci di dover raccontare l’ipotesi appena descritta.
