MONDRAGONE. SCANDALO VIGILI URBANI. La casa abusiva scoperta da CasertaCe e il delirio di Bonuglia: “Io a capo della cupola”

19 Maggio 2026 - 09:42

Delirio sì, ma fino ad un certo punto se pensiamo a quanto potere ha avuto Mondragone nelle dinamiche di questa provincia, ma adesso tra lui, Zannini, l’ex sindaco Pacifico e altri, questa forza sembra essere solo figlia di comportamenti illeciti, cosa che avevamo denunciato dal 2020

MONDRAGONE – Il processo all’ex comandante della polizia municipale di Mondragone, David Bonuglia, attualmente agli arresti domiciliari, è proseguito dinanzi alla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Rosetta Stravino. Bonuglia è accusato di corruzione, concussione, peculato, falso e violenza privata. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati due luogotenenti dell’ente, che hanno fornito un quadro dettagliato delle presunte irregolarità commesse dal loro superiore.

Il luogotenente in quiescenza Salvatore Pagnani ha riferito che, dopo il trasferimento del comando in via Duca degli Abbruzzi, Bonuglia avrebbe fatto realizzare senza autorizzazione una serie di lavori edilizi, scoop al tempo della giornalista Maria Cavallo fatto per noi di CasertaCe – Guarda il video. Tra questi, una parete in cartongesso al primo piano dell’edificio, utilizzata per delimitare un alloggio di cui solo il comandante aveva le chiavi. All’interno dell’appartamento c’erano una camera da letto e una cucina. I lavori, secondo quanto emerso, sarebbero stati eseguiti dalla ditta di Francesco Verazzo, la stessa che si era occupata della realizzazione di alcuni attraversamenti pedonali su disposizione del comandante. Pagnani ha inoltre dichiarato che la ditta non risultava iscritta nella white list della Prefettura, l’elenco dei fornitori e appaltatori non sospettati di legami con la camorra.

Il responsabile dell’ufficio tecnico del comune aveva disposto il ripristino dello stato dei luoghi. Durante un sopralluogo, furono smontate la cucina e la camera da letto e scattate foto. Secondo Pagnani, però, il ripristino fu solo parziale. Bonuglia avrebbe continuato a vivere nel comando. Il luogotenente ha aggiunto che la camera da letto proveniva da un’altra ditta. Una prima fattura fu inviata al comune, una seconda fu intestata direttamente a Bonuglia.

Il secondo testimone, il luogotenente Antonio Tarantino, ha dichiarato di avere denunciato, insieme ad altri colleghi, alcuni abusi. Tra questi, la trasformazione di locali destinati ad altri usi. Al pian terreno, dove la planimetria prevedeva un ufficio, sarebbe stata ricavata una sala relax. Il deposito sarebbe stato trasformato in armeria. L’alloggio del comandante era stato ricavato chiudendo alcuni spazi con un tramezzo e riadattando locali che dovevano essere spogliatoi. Tarantino ha confermato che Bonuglia aveva le chiavi in esclusiva dell’appartamento. Quando il responsabile dell’ufficio tecnico emise l’ordinanza di ripristino, il sopralluogo fu fatto alla presenza dello stesso Bonuglia, circostanza che fece apparire strana al teste la vicenda del controllore e del controllato. Il mobilio, dopo essere stato rimosso e riposto in una sala relax chiusa a chiave, sarebbe tornato al suo posto una volta terminati i controlli. Bonuglia si giustificava dicendo di dover dormire al comando per sorvegliare l’armeria, nonostante la presenza di un sistema di allarme e telecamere.

Entrambi i testimoni hanno parlato dei rapporti con il comandante. Pagnani ha riferito di dissidi sorti durante il periodo del Covid, culminati in numerosi rapporti disciplinari, senza mai conoscerne l’esito. Ha raccontato anche di essere stato incaricato di un servizio di igiene urbana per controllare gli sversamenti illeciti di rifiuti, nonostante il periodo pandemico rendesse l’attività potenzialmente pericolosa. Bonuglia non avrebbe voluto sentire ragioni. Tarantino ha infine riferito che Bonuglia minacciava chiunque osasse ribellarsi, sostenendo di essere sempre in grado di sapere tutto grazie all’aiuto di altre forze di polizia. Secondo il teste, l’ex comandante si vantava di essere al vertice di una “cupola del potere” contro la quale nessuno poteva nulla.