MORTO POST CHIRURGIA DIMAGRANTE. “Il medico ha sbagliato, ecco quando”. L’esperto della procura parla in aula
26 Maggio 2026 - 12:59
TRENTOLA DUCENTA – Ieri, lunedì, si è tenuta una nuova udienza del processo a carico del chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, accusato di omicidio colposo per la morte di Francesco Di Vilio e di lesioni gravi nei confronti di Angela Iannotta, entrambi residenti a Santa Maria Capua Vetere. Dinanzi al giudice monocratico Sergio Enea, della prima sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno testimoniato i consulenti tecnici nominati dal sostituto procuratore Anna Ida Capone: i professori ordinari di chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, Bruno Di Filippo e Giovanni Gallotta.
I due esperti hanno spiegato le ragioni della colpa medica che sarebbe stata commessa da Cristiano nella gestione della paziente Angela Iannotta. Secondo la loro ricostruzione, l’errore sarebbe ravvisabile nella fase post operatoria. La donna era stata sottoposta a due interventi di bypass gastrico, al termine dei quali era finita in coma a causa della necrosi degli organi interni. Solo successivamente, al Secondo Policlinico di Napoli, fu salvata grazie a un complesso intervento di ricostruzione degli organi danneggiati.
La prossima udienza è stata fissata per il mese di giugno. In quella sede saranno ascoltati gli ufficiali di polizia giudiziaria che si occuparono della vicenda di Iannotta. Sarà inoltre sentita la grafologa incaricata di riferire sugli accertamenti compiuti in relazione alla firma della paziente apposta sul modulo di consenso informato prima dell’operazione, una firma che la donna ha sempre disconosciuto.
Francesco Di Vilio, operato da Cristiano per tre volte in pochi giorni, morì il 1° gennaio 2022 a causa della necrosi degli organi interni. La difesa di Cristiano è affidata agli avvocati Massimo Damiani e Michela Andresano. Le parti civili costituite sono assistite dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo. La Clinica Villa del Sole è rappresentata dall’avvocato Ferdinando Trasacco. Si precisa che l’imputato è presunto innocente fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
