I GUAI DI MISTER PORSCHE. Il prestito da 50 MILA EURO per il rogito di una casa: così Ivano Balestriere di Isvec finisce in mano Alfonso Ottimo, imprenditore del clan Zagaria. LA STORIA

2 Giugno 2026 - 09:00

E il “rischio” di colui che aveva fatto da tramite: Franco Lombardi e il papà Vincenzo

CASERTA – Andando ad analizzare la vicenda del clan Zagaria, che ormai possiamo definire Zagaria Capaldo, dato il ruolo dei nipoti prediletti del boss, Michele Zagaria, ovvero Nicola e Filippo Capaldo, veri imprenditori facoltosi della fazione del clan dei Casalesi, emerge il ruolo di tre soggetti, più volte raccontati da CasertaCe.

Partiamo da Franco Lombardi, faccendiere esperto, che qualche anno fa è stato scelto dagli stessi Capaldo come referente economico di tante cose, uomo capace di far fruttare il denaro del clan. Altro ruolo economico finanziario è ricoperto da Alfonso Ottimo, imprenditore dei supermercati di San Marcellino, socio in affari di Zagaria e dei Capaldo, che l’investitura, l’imprimatur della fiducia lo ebbe direttamente dal superboss Michele Zagaria, come ha raccontato il collaboratore di giustizia, Attilio Pellegrino.

Poi c’è figura di Ivano Balestriere, imprenditore attivo nel settore dei rifiuti soprattutto con Isvec che, proprio negli anni di cui scriviamo, 2019, 2020, 2021, era diventato un player importantissimo, dato che la sua impresa si era aggiudicata il servizio di raccolta rifiuti, a Mondragone nel modo in cui abbiamo scritto, ovvero con l’interessamento – secondo la DDA – di Giovanni Zannini; a Caserta aveva visto aggiudicarsi una gara da 6 mesi, con sei prorogabili, restano molto più tempo alla corte di Carlo Marino. Queste le due vicende più note, ma Isvec a Caserta e provincia era quasi ovunque, comprese San Marcellino e Casapesenna, due roccaforti del clan Zagaria-Capaldo.

Non di rado, almeno secondo quanto emerge dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia napoletana, Balestriere si trovava in difficoltà economiche. Una circostanza che non dispiaceva a Lombardi ed Ottimo che, così, erano sicuri di poter entrare e gestire la Isvec, con i relativi introiti negli appalti rifiuti e potendo elargire favori alla politica con le assunzioni.

Prendiamo il caso dell’estate 2020. Per saldare un rogito immobiliare imminente, Balestriere chiede un prestito di 160 mila euro. A fare da tramite con una possibile persona facoltosa disponibile a prestare il denaro è Franco Lombardi. Il quale, ovviamente, va a bussare da Alfonso Ottimo, un imprenditore che certamente ha disponibilità economiche.

Dopo una serie di trattative iniziali andate a vuoto, Ottimo si rende disponibile a prestare non più 160 mila euro, ma una somma inferiore: 50 mila euro. La condizione posta da Ottimo, però, è molto chiara. Il denaro dovrà essere restituito entro una data precisa, il 13 settembre 2020. In caso di inadempienza, il debito dovrà essere onorato direttamente da Franco Lombardi e da suo padre Vincenzo, che si erano fatti garanti dell’operazione. Quindi, da un lato Ottimo non dice no a Lombardi, persona comunque di fiducia, connessa strettamente al suo giro di business, ma dall’altro lo avverte: i soldi o li dà Balestrieri, oppure li cacci tu.

Vincenzo Lombardi, da quanto emerge dagli atti, appare fin da subito contrario a fare da garante. Teme che Balestriere non sia in grado di restituire il denaro e che la responsabilità ricada su di loro. Tuttavia, il figlio Franco sembra spingere per andare avanti, convinto di poter poi rientrare del denaro in altro modo, ovvero tramite gli introiti della Isvec Balestriere.

Il passaggio di denaro avviene l’11 agosto 2020. Franco Lombardi si reca da Ottimo, ma non riceve l’intera somma pattuita. Ottimo consegna solo 33 mila euro in contanti, contenuti in una busta. Lombardi, deluso, telefona subito al padre dicendogli che sono “33 litri” e non 50 litri”. Il linguaggio è criptico, ma il senso è chiaro: la somma è inferiore al previsto. Nei giorni successivi, Balestriere non riesce a rispettare i patti. I debiti si accumulano e la tensione cresce. I

Lombardi discutono animatamente con Balestriere, che si giustifica addducendo le difficoltà economiche della sua azienda. A fine settembre, Vincenzo Lombardi si dice pronto a diffidare formalmente Balestriere, temendo che il mancato pagamento possa compromettere il rapporto con Ottimo. In una conversazione, Franco Lombardi riassume la situazione: Balestriere avrebbe dovuto corrispondere tremila euro al mese a lui, al padre e ad Alfonso Ottimo, ma i pagamenti non arrivano.