ARRESTATO imprenditore casertano. Miscela di rifiuti di colla, solventi e vernici e dipendenti in nero nella sua azienda

21 Maggio 2026 - 09:36

CASERTA – Un controllo dei Carabinieri connesso alla vigilanza della cosiddetta Terra dei Fuochi si è trasformato in un intervento a tutto campo. I militari della Stazione di Orta di Atella, insieme ai colleghi del Nucleo Forestale di Marcianise e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, hanno fatto visita a un laboratorio calzaturiero della zona. L’ispezione, avvenuta nella giornata del 20 maggio, ha portato alla luce una serie di irregolarità che spaziavano dal lavoro nero alla sicurezza sul lavoro, fino allo smaltimento illecito di rifiuti tossici.

L’attività è stata svolta congiuntamente con l’Ispettorato del Lavoro di Caserta e l’Inps, nell’ambito del progetto di contrasto allo sfruttamento lavorativo ed al caporalato denominato A.L.T. Caporalato T.R.E. finanziato del Fondo Nazionale Politiche Migratorie con la partecipazione e il supporto di mediatori OIM- Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. L’ispettorato del lavoro ha sospeso l’attività imprenditoriale ai sensi dell’art. 14 TU Sicurezza sul Lavoro per la presenza del 50 % di lavoratori in nero e per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

All’interno dell’opificio i militari hanno trovato quattordici persone al lavoro. Di queste, ben nove risultavano irregolari: per sette non era stata nemmeno comunicata l’assunzione, mentre altri due erano privi della copertura assicurativa all’Inail. Oltre ai lavoratori in nero, sono emerse anche numerose violazioni in materia di sicurezza: mancava la formazione dei dipendenti, non c’era il documento di valutazione dei rischi, i dispositivi di protezione individuale non erano stati forniti e la sorveglianza sanitaria era del tutto assente. Anche i macchinari non erano adeguatamente manutenuti e l’ambiente di lavoro presentava carenze strutturali. Per questo motivo l’attività è stata immediatamente sospesa.

Ma l’aspetto più grave è emerso sul fronte ambientale. I Carabinieri Forestali hanno scoperto che all’interno dello stabilimento venivano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, tra cui imballaggi contaminati, residui di colla e solventi. Secondo quanto accertato, quegli scarti venivano lasciati all’aperto, esposti alla pioggia, generando così liquidi inquinanti che rappresentavano una minaccia per l’ambiente circostante. L’intera area e i rifiuti sono stati quindi sequestrati.

Il titolare dell’azienda, un imprenditore di 72 anni, è stato arrestato in flagranza per la gestione e la miscelazione illecita di rifiuti pericolosi. Al termine delle formalità, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Le sanzioni amministrative e penali complessive ammontano a circa 112mila euro. Si precisa che l’indagato è presunto innocente fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.