CARINOLA ALLE ELEZIONI. Se Pasquale Di Biasio e Antonio Russo che si sputavano in faccia fino alla settimana scorsa, si sono messi d’accordo nottetempo a casa di Zannini, garante Capriglione, può essere questa una nobile intesa?

3 Settembre 2021 - 13:14

…o ci sono degli interessi personali e politici, quelli sì in grado di far superare ogni divergenza, quelli in grado di mettere da parte ogni astio, quelli sì in grado di buttare nel cesso ogni forma di dignità personale? Un nostro pensiero su queste elezioni, che riteniamo importanti anche al di là dei confini territoriali in cui si svilupperanno, perchè in controluce c’è quell’autentico letamaio del consorzio idrico, letteralmente sbranato con le loro clientele dalla coppia di Di Biasio-Zannini

 

CARINOLA (Gianluigi Guarino) Un caso di scuola. Di che scuola si tratti, poi, lo facciamo decidere ai nostri lettori, che non incontreranno alcuna difficoltà a stabilirlo nel momento in cui apprenderanno i nomi delle persone coinvolte.

Cos’hanno in comune Pasquale Di Biasio e Giovanni Zannini? Praticamente, tutto. Genetica ed antropologia. Il loro legame è condannato a rimanere inscindibile, perchè quando uno stabilisce una linea di comportamento comune nella gestione delle cose, quando due persone condividono le turpitudini compiute nella incredibile modalità con cui vengono distrutte le pubbliche finanze nel consorzio idrico di Terra di Lavoro, vero ricettacolo del peggiore clientelume familistico, poi non si può separare, perchè ognuno, potenzialmente tiene, come si suol dire, “per le palle” l’altro. 

Cos’hanno in comune, come trio, Pasquale Di Biasio, Giovanni Zannini e Pasquale Capriglione? Tutto. Molto più delle origini territoriali più o meno comuni, visto che Zannini è di Mondragone, Capriglione è un “mezzo sangue” carinolese e falcianese e Di Biasio abita nei pressi, in quel di Carinola. Molto di più perchè il mastice, il gradiente di fusione di questo vero e proprio trio delle meraviglie non è certo di tipo etnico. Tutti e tre, infatti, ritengono che la vita, attenzione, non semplicemente la politica, ma la vita tout court debba essere vissuta, debba essere scandita, debba essere alimentata dalle rendite parassitarie. Della serie, io piglio i voti perchè prometto e do i posti di lavoro, io do i posti di lavoro in quanto vinco gli appalti dei comuni e degli altri enti pubblici e, dato che ci sono, mi costruisco anche una posizione economica invidiabile. Nessuno di questi passaggi viene effettuato con un centesimo di euro prodotto dall’ingegno, cioè dalla capacità di rapportarsi anche ad una produttività sociale, che l’uso delle risorse pubbliche dovrebbe solo stimolare, configurandosi come autentico investimento. Al contrario di quello che realmente e stabilmente e diffusamente capita nel momento in cui le risorse pubbliche sono utilizzate solo ed esclusivamente per gli interessi personali ed economici di certi politici.

Al riguardo, che dite, vogliamo parlare dei 21mila voti di preferenza presi da Zannini alle elezioni regionali, frutto dell’impegno di una schiera scelta ed intellettualmente evoluta, moralmente ineccepibile, di grandi elettori di questa nostra disgraziatissima provincia? O vogliamo parlare del numero impressionante di gare aggiudicate, in aree diverse di questa provincia, a Pasquale Capriglione nei vari Ambiti intercomunali dei servizi sociali controllati militarmente dalla politica, a partire da quelle vinte nella zona di Mondragone, dove il Capriglione, da quando c’è Giovanni Zannini a fare il sindaco (non è un lapsus), è diventato praticamente un monopolista, come del resto lo diventò a Caserta capoluogo, nell’epoca post Angelo Grillo, quando creò un feeling intensissimo con l’allora sindaco Pio Del Gaudio che oggi riscontra la riconoscenza di Pasquale Capriglione, nel momento in cui questi infila il suo commercialista, Pontillo, in una delle liste a sostegno del citato Del Gaudio.

O per caso, vogliamo parlare della vita e delle opere di Pasquale Di Biasio, degli incarichi attribuiti dal consorzio idrico allo studio D’Angiolella (a proposito Di Biasio, lei non doveva querelarci? Si accomodi, faremo il processo del secolo), dove oggi lavora la figlia, la povera Giuseppina Di Biasio, autentica comparsa e, politicamente, nulla di più che una testa di legno, di fronte a questi campioni del voto acchiappato in un modo o nell’altro, ma sempre e comunque, a tutti i costi.

Ma a Carinola non siamo di fronte ad un terzetto, bensì ad un quartetto. E allora riprendiamo con la teoria delle domande: cosa c’entra Pasquale Di Biasio con Antonio Russo, l’ultimo sindaco in carica in ordine di tempo, che il presidente del consorzio idrico ha cercato in tutti i modi e per anni di accoppare politicamente, ordinando ai suoi di sparare a palle incatenate verso di lui in modo da distruggerlo, da eliminarlo totalmente dalla vita politica carinolese? Cosa c’entra? Proprio niente. Tra le persone perbene, questi due non avrebbero nulla da spartire. Perchè è vero che la politica è l’arte del possibile, è vero che in politica bisogna anestetizzare, neutralizzare gli asti personali, ma questo può avvenire ed è accettabile che avvenga a vantaggio di un interesse superiore, quello del popolo, quello della comunità che prevale nettamente sulle passioni personali, sulle pur comprensibili ragioni della propria dignità offesa.

Ma qui, parliamoci chiaro, l’accordo tra Di Biasio e Russo, sancito, a quanto pare, nella casa mondragonese di Giovanni Zannini, può essere mai legato al fatto che un connubio di questo tipo possa fornire utilità, governabilità, serenità al popolo di Carinola? Le due fazioni si sono schifate fino a ieri e non se lo sono certo mandate a dire. Se, di notte, a casa del consigliere regionale di Mondragone, si sono messi d’accordo, vi chiediamo, cari carinolesi, al di là delle vostre posizioni politiche, al di là che possiate essere legittimamente amici di Di Biasio o di Russo, tra di voi, c’è qualcuno che possa sostenere un’argomentazione convincente sul fatto che questi due si siano messi insieme per nobili motivi? No, non potete perchè è impossibile, viste le premesse, visto tutto ciò che è successo negli ultimi due anni, che una sintesi tra Di Biasio e Russo possa essere avvenuta in funzione degli interessi del popolo di Carinola.

Se hanno trovato un’intesa e se, per giunta, Russo ha disarmato le sue pregiudiziali che ha, invece, tenuto ferme quando trattava con Grimaldi dall’altra parte; se ha rinunciato alla candidatura a sindaco, attenzione, non per un candidato equidistante, di sintesi, ma a favore della figlia di Pasquale Di Biasio, una roba del genere, per giunta, ripetiamo, non casualmente, per la terza volta, “chiusa” a casa di Giovanni Zannini, una roba del genere, lo chiediamo a voi carinolesi che conoscete bene fatti, circostanze e situazioni, può mai avere un retroterra, una ragion d’essere nobile?

Se fino a tre giorni fa Di Biasio e Russo si sputavano in faccia, com’è possibile ora che i due vadano d’amore e d’accordo? Cosa li unisce? Per caso, la spiritualità di un sentire comune, maturata davanti a uno o più bicchieri di Falerno, serviti da Giovanni Zannini nel corso della riunione mondragonese? Non c’è partita. Noi non sappiamo neppure chi sia il candidato che ha messo in qualche modo insieme, contro questa autentica ammucchiata, i due socialisti Grimaldi e Oliviero. Non abbiamo mai, infatti, sentito parlare di Ugo De Crescenzo che però è una figura nuova, per cui, tutto sommato è un bene che noi qui da Caserta non abbiamo mai intercettato le coordinate della sua identità. Sappiamo però che la sua designazione è avvenuta a coronamento di alcuni gesti di nobiltà politica, primo fra tutti, quello attuato da Rosa Di Maio, già assessore provinciale ai tempi della giunta Zinzi, apprezzato avvocato che lo studio lo tiene aperto sul serio con tanto di scrivanie mondate quotidianamente dalla polvere e che, per l’ennesima volta, ha messo da parte le proprie legittimissime e giustificatissime ambizioni per raggiungere un’intesa che potesse dare uno spessore elettorale significativo in questo cartello di salute pubblica, messo insieme nelle ultime serate di questa settimana.

Guardate, chi scrive non è mai stato un estimatore, nè di Massimo Grimaldi, nè di Gennaro Oliviero. Al contrario, negli anni, nulla, ai due, è stato risparmiato da questo giornale, vero Zannini, tu che sei salito e sceso dalla redazione come e quando ti pareva? Qui non si tratta di Grimaldi e di Oliviero. Carinola dovrà scegliere prima di tutto se riaprire le porte del comune al comitato formato da Pasquale Di Biasio, da Giovanni Zannini e da Pasquale Capriglione.

Per cui, De Crescenzo, la Di Maio, una qualsiasi persona, per carità non uno o una perfetta, non un puro di cuore ma una persona di normale educazione, di normale moralità politica, va bene lo stesso. Il voto di Carinola non avrà, infatti, il significato classico di strumento premiale per uno o per quell’altro candidato. Il voto di Carinola sarò pregno di una proposizione più complessa: la gente dovrà, cioè, decidere se accetta di continuare a vivere in una dimensione di 70 anni fa, quando tu stavi lì, zitto e buono e in quanto semi analfabeta o pseudo scolarizzato, attendevi l’atto munifico del politico-feudatario di turno che ti consentiva, ad un certo punto, di campicchiare dandoti un posto di lavoro o dandolo ad un figlio tuo, in un percorso di vita che non avrebbe mai segnalato un atto, un gesto di autonoma dignità di quelle persone che effettivamente però arrivavano dalla fame e che erano disposte a tutto per non continuare a soffrire.

Al contrario, stavolta si è aperto, nelle elezioni comunali di Carinola, uno spiraglio in grado di far diventare la dignità, il progresso, l’idea stessa che ogni cittadino possa dire la sua, e dicendo la sua, possa condizionare i processi di governo, le funzioni di potestà, come capita in qualsiasi posto civile del mondo.

Secondo voi, carinolesi, è possibile attuare una ribellione, con gli strumenti della burocrazia, ad una arretrata sudditanza nei confronti di persone che rispetto a voi non hanno nulla di più, se non una spregiudicatezza, un modo di attaccare e realizzare i propri obiettivi che li distingue dagli altri, solo perchè la maggior parte degli altri, pur sapendole potenzialmente fare certe robe, non le fanno perchè le considerano immorali?

Questo 2021, ci rivolgiamo sempre ai carinolesi, che non può sottomettersi al 1948 o al 1950, può essere interpretato da persone con il modus operandi di Giovanni Zannini, di Pasquale Di Biasio e di Pasquale Capriglione? Ecco, questa deve essere la domanda che vi dovete porre prima di andare in cabina. Se la risposta è affermativa, se ritenete in grado questi tre di interpretare le necessità sociali di questo tempo, votate Zannini, Capriglione e Di Biasio, attendendo poi di misurarvi con l’esito di questa vostra spericolata aspettativa e che, comunque, va rispettata come una qualsiasi espressione di democrazia. Se, invece, ritenete che la storia di questi uomini, il modo con cui fanno politica, non possano, per nessun motivo, incrementare la misura della dignità di un popolo che vuol essere una comunità del 2021 e non del 1948, allora, votate anche il diavolo o lo spirito santo, ma non potrete dare il consenso al quartetto del comitato.