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CASERTANA & COVID. Non si scappa: o mente la Lega o il presidente D’Agostino. Spunta fuori una PEC che nel comunicato di Ghirelli non esiste

23 Dicembre 2020 - 17:18

Pubblichiamo in calce al nostro articolo il comunicato di D’Agostino che legittimamente, per carità, formula “apprezzamenti” verso questo giornale dicendo una cosa giustissima. Tutti gli altri per lui sono corretti, mentre noi non lo siamo. Detto ciò, questa è l’ultima risposta. Perché se vogliamo parlare di mozzarelle, chapeau, porte aperte a D’Agostino, ma se vogliamo pallare di pelota, questa non c’entra con la trecciona

CASERTA (g.g.) – A ognuno il suo. Non possiamo metterci a discettare di diritto sportivo ed altro con una persona che magari è la massima autorità italiana e mondiale sui temi riguardanti la filiera agroalimentare della mozzarella di bufala, ma di calcio e regolamenti ha dimostrato di non capirci granché.

D’altronde, Giuseppe D’Agostino non migliorerà perché quanto uno è tecnicamente ignorante e ritiene, fanculo Socrate, di sapere, non saprà mai. Semplicemente perché non si pone il problema dello studio, della documentazione, dell’esperienza che esiste solo quando una persona è consapevole dei propri limiti. E’ d’altronde non è che Socrate fosse questo coglione analfabeta. Se affermava questa cosa, lo faceva per rubricarla all’interno del suo sistema di pensiero filosofico: guai a non essere consapevoli di se stessi e su se stessi. Nelle cose in cui ti cimenterai non otterrai alcun risultato. D’Agostino sa fare la mozzarella e su questo non c’è dubbio. Lì ha raggiunto un livello di erudizione eccellente che, attenzione però, come Socrate insegna, non è sufficiente per dire che è il miglior mozzarellaro del mondo e non deve imparare nulla. Ma sul calcio stiamo proprio a zero.

La PEC dell’Asl che lui cita non è stata spedita evidentemente alla Lega, altrimenti questa non avrebbe fatto il comunicato mandato in rete domenica e lunedì, nelle quali specifica la sua posizione, dichiarandosi convinta che per la Casertana non ricorressero le condizioni per ottenere sic et simplicter il rinvio della partita. Allora, delle due, l’una. O mente la Lega o mente la Casertana.

Il protocollo emendato, rielaborato rispetto a quello in vigore nei campionati professionistici e messo a punto dai burocrati della UEFA prevede diverse scappatoie, rispetto al punto fondamentale del regime che informa i protocolli tra società e dunque leghe, federazioni e governo. In quel comunicato la Lega dice che le società hanno a disposizioni un jolly che possono giocarsi, chiedendo e ottenendo il rinvio di una partita anche se solo 4 dei tesserati siano risultati positivi al covid. E la Casertana questo jolly se l’è giocato. Poi la Lega scrive un’altra cosa ancora: si torna alla regola europea quando una società ha esaurito il jolly dell’auto-rinvio della partita. Si torna, dunque, all’obbligo di scendere in campo qualora siano a disposizione 13 calciatori, compreso almeno un portiere. Ma non finisce qui, la platea dei disponibili contiene anche gli indisponibili. Sembra una boutade ma non è così. Diciamo che la UEFA non si fida delle società di calcio e teme che per ottenere un rinvio si possano falsificare, taroccare, certificati medici per infortuni extra covid. E’ una regola discutibile, anzi, discutibilissima.  Se di mezzo non ci fossero certo marpioni che sono al comando di tante squadre delle massime serie e di quelle inferiori, sarebbe una regola da impugnare dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Però c’é, dura lex, sed lex. Va rispettata. Criticata, combattuta, ma deve essere rispettata.

Ora, se la Lega Pro sostiene, come ha fatto testualmente nel suo comunicato, che per Casertana-Viterbese non sussistevano le condizioni per il rinvio della gara, vuol dire che la Lega era sicura che tra disponibili e indisponibili extra covid, più squalificati, il numero di 13 la Casertana lo raggiungeva. Ma perché affermiamo che una tra Lega e Casertana mente? Lo affermiamo perché tra le deroghe al regolamento europeo, la Lega Pro scrive nel comunicato, che D’Agostino forse non ha letto e non ci stupirebbe, c’è quella che porta al rinvio automatico della partita dinanzi ad una certificazione ufficiale di un’ASL che dichiari l’esistenza di un effettivo pericolo di contagio.

Ora, se lei, Presidente, dice che ha mandato una PEC alle 13, come mai la Lega il giorno dopo racconta tutta un’altra storia? O mente lei o mente il presidente Ghirelli. Poi, d’accordo sulla PEC, ma trascorrendo le ore e avvicinandosi l’orario del match, cioè le 17:30, è mai possibile che lei, uno dei 59 (visto che il Trapani ha tirato le cuoia da tempo) presidenti dell’assemblea di C e non possiede una schifezza di contatto telefonico del presidente, di un segretario di qualche sottoprodotto qualsiasi??

Ecco perché lei deve fare la mozzarella e il calcio, a meno che lei non lo ammetta, dicendo “non capisco un tubo, ho bisogno di supporto”.

IL COMUNICATO DELLA CASERTANA:

Il presidente Giuseppe D’Agostino interviene in seguito ad un articolo apparso sul sito Casertace.net dal titolo “Ecco tutta la verità che non ha raccontato il presidente D’Agostino…”:“Sono stati giorni intensi e difficili, in cui in cima ai nostri pensieri c’è stata innanzitutto la salute di chi vive quotidianamente il mondo Casertana. Ci stiamo lasciando alle spalle l’amarezza per una domenica in cui sono stati negati i principi fondanti del mondo dello sport. Una domenica in cui sono venute meno le reali priorità. In queste ultime ore, inoltre, abbiamo dovuto prendere atto di altri contagi all’interno del nostro gruppo squadra. Coda di quanto accaduto nello scorso week-end. Insomma chiuso questo capitolo, vorremmo davvero pensare a metabolizzare l’accaduto per ripartire. Soprattutto una volta che gran parte della squadra rientri dall’isolamento in cui è costretta, per tornare ad una vita normale.

In questi giorni ne abbiamo sentite tante. Tantissime. Vere, verosimili e false. Le ricostruzioni parziali, poi, fanno parte del gioco. Ognuno cerca di tirare l’acqua al proprio mulino. La quasi totalità della stampa locale e non ha trattato l’argomento con massimo rispetto, professionalità ed attenzione. Consapevole di viaggiare spesso lungo un filo sottile. Fatto sta che sulla scia di questo lungo disquisire, non poteva mancare la solita voce che cerca di essere fuori dal coro. Non per dovere di informazione, ma per necessità di ritagliarsi uno spazio. Dire la propria a prescindere. Di rivendicare la propria esistenza. Anche se della Casertana e dei suoi colori si conosce poco e ci si limita a cavalcare soltanto l’onda di fatti extracalcistici o delle voci di corridoio alimentate da chi cerca di piazzare solo ostacoli lungo il cammino di chi prova a costruire. E anche questa volta dalla colonne di Casertace.net arriva un affannoso tentativo in extremis di mettere in cattiva luce la Casertana e chi in essa e per essa opera. La solita caricatura a cui il sottoscritto viene ridotto dalla solita penna. Fatti captati in maniera frammentaria e ricomposti per cercare di rendere ridicola la nostra società. Della mia estrazione, del mio lavoro ed anche dei miei limiti sono orgoglioso. Per questo non mi offendo di fronte a questi imbarazzanti tentativi di spostare l’attenzione.

Osservazioni, analisi e giudizi, sono all’ordine del giorno. Ma non posso accettare che si raccontino fatti in maniera errata. Con certe cose non si scherza. E insinuare inesattezze circa il numero di contagi lo trovo di cattivo gusto. Il passaggio dell’articolo in cui si dice “Perché oggi pomeriggio altre fonti ugualmente accreditate parlano di otto positivi, più altri sette indisponibili per altre ragioni: 5 per infortuni vari e due squalificati”. Su questo non ci sto. L’ultima PEC inviata dall’ASL alle ore 13 di domenica 20 tracciava un aggiornamento schematico e chiaro e parlava di 15 contagi, di cui uno relativo ad un dirigente. Forse alle fonti ugualmente accreditate, a cui anche qualcun altro ha attinto, sarebbe giusto dare un nome e un cognome per accertarne la credibilità e trasformare il sentito dire in fatti concreti. Cosa che la stampa in queste ore ha fatto in maniera quasi sempre impeccabile. Sulla questione dei calciatori da ritenere disponibili non è certo un mistero su come funzioni. In data 17 e 19 dicembre la Casertana FC aveva richiesto il rinvio delle gare con Viterbese e Juve Stabia alla luce del quadro certificato di contagi da Covid-19 a cui poi venivano allegati ulteriori certificazioni di infortuni di lungo corso, che chi segue costantemente le nostre vicende, conosce bene. Sui contatti costanti con Lega Pro e figure apicali di essa, mi sembra riduttivo stare qui a parlare di cose che fanno parte della routine, figurarsi in momenti così delicati. Se da parte della Viterbese ci fosse stata la disponibilità al rinvio, tutto sarebbe stato più semplice. Non ci siamo tirati indietro, abbiamo preteso che fosse la Lega Pro a decidere se dovessimo scendere in campo o meno. La nostra richiesta di posticipo alle 21 ne è la conferma. Volevamo pur scendere in campo, ma con la certezza che i tre sospetti non fossero positivi. Richiesta minima che non è stata soddisfatta. Abbiamo dei limiti. Lo sappiamo. Ci confrontiamo con essi ogni giorno e lavoriamo per superarli. Ma non accetto che si ridicolizzi la Casertana e, di conseguenza, chi crede fortemente in essa. Capisco, però, che in questo particolare periodo dell’anno ogni argomento possa tornare utile in vista di chissà quale interesse. Avrei voluto chiuderla qui, non tornare più sull’argomento. Ma non potevo restare in silenzio ed accettare passivamente un tale racconto”.