CHE “SPETTACOLO”, Giacomo Capoluongo e la moglie Luisa Guarino meglio di Paperon de’ Paperoni. In pochi minuti contarono più di 150mila euro di banconote contanti

23 Novembre 2021 - 13:48

La presenza fisica del Capoluongo rafforza quella relazione tra Giuseppe Guarino, il suo gruppo e il clan dei casalesi che dunque svolgeva un ruolo attivo nel maxi riciclaggio del danaro sporco legato a truffe Iva. E il fatto che le banconote fossero suddivise in diversi pacchi, dimostra chiaramente che le destinazioni erano multiple e che dunque andavano presumibilmente verso le famiglie degli esponenti più importanti del clan, ridotti in stato di carcerazione

 

TRENTOLA DUCENTA/SAN MARCELLINO(g.g.) Lo stralcio di ordinanza che pubblichiamo oggi è forse quello più evidente, diretto nella definizione di quei gravi indizi di colpevolezza a carico di Giuseppe Guarino e della sorella Luisa, anche per quanto riguarda l’aggravante camorristica.

Contenuti che hanno sicuramente inciso quando, circa una settimana fa, il tribunale del Riesame ha rigettato in toto i ricorsi presentati dagli avvocati difensori, confermndo la validità dell’impianto accusatorio della Dda.

Si tratta di due intercettazioni in cui la farmacista Luisa Guarino, che oltre ad essere sorella di Giuseppe è anche la moglie di Giacmo Capoluongo, pesantemente pregiudicato per reati di camorra, conversano, ma più che conversare contano i soldi coem il migliore dei cassieri di banca o dei cassieri postali. Velocemente enumerano 600 banconote da 50 euro l’una per un totale di 30mila euro.

Insomma, quei soldi che arrivano d a Giuseppe Guarino sono contati da Giacomo Capoluongo in persona. E questi è un esponente del clan dei casalesi con certezze giudiziarie che prevalgono e superano anche su quelle relative al cognato Giuseppe Guarino.

Poi c’è un’altra conversazione in cui i due arrivano a contare banconote in contanti per un valore di 90.150 euro. Si tratta, secondo il giudice, di soldi che certamente sono arrivati presso la casa di Luisa Guarino e di Giacomo Capoluongo da parte di Giuseppe Guarino. Dall’altra parte del telefono c’è una sorta di prestatore d’orpera, definito misterioso interlocutore, che fornisce istruzioni per l’uso e per il conteggio suggerendo la suddivisione del denaro in pacchi. Il che lascia pensare, affemra ancora il gip, che questi soldi siano destinati anche a terzi soggetti.

 

QUI SOTTO LO STRALCIO DELL’ORDINANZA