Da Geolier ai giocatori del Napoli, Spalletti e ADL. Quanti vip nel ristorante La Baita, sequestrato e passato allo Stato. E su Facebook, di nuovo, i Maravita “smentiscono” la Questura
15 Febbraio 2026 - 13:30
Ancora oggi, a due anni di distanza dalla sua pubblicazione, ci chiediamo chi abbia avuto l’idea di far fare quel video allo chef Pasquale Maravita in cui diceva che il sequestro era un’invenzione dei giornali. Stavolta si ripete il copione, però in maniera più sobria
CASERTA (l.v.repola) – L’attore Luca Bizzarri, membro del duo comico Luca e Paolo, da qualche anno conduce un podcast, una rubrica giornaliera audio dedicata a quei personaggi pubblici, soprattutto politici, che sembrano uscire da un film della commedia all’Italiana. Il podcast si chiama Non hanno un amico e questo nasce da una domanda che il comico si fece: è mai possibile che quando un politico sta per dire qualcosa di stupido, fuori luogo, evidentemente non centrato, non ci sia qualcuno che gli voglia bene che lo stoppi, lo fermi? Cioè, non hanno un amico?
In piccolo, è qualcosa di molto simile a quello che pensammo quando, nel giugno 2024, dopo il sequestro di conti correnti e società, riconducibili a Michele Maravita, tra cui le quote della srl che gestisce il ristorante, lo chef de La Baita, ovvero il cugino di Michele, Pasquale Maravita, pubblico un video additando di aver lanciato fake news sulla sua attività e che questa non era sequestrata.
E lì pensammo, con il tono ironico che gemma dal podcast, che Pasquale Maravita non aveva un amico tra chi doveva curare la sua comunicazione e gli consigliò di definire un provvedimento di sequestro, sancito da un tribunale e reso noto da un comunicato stampa della Questura di Caserta, come un banale accertamento (CLICCA E GUARDA IL VIDEO).
Quindi, nel momento in cui ieri mattina la Polizia di Stato ha reso noto la confisca di quanto sequestrato due anni fa, citiamo testualmente, “disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sez. Misure di Prevenzione, su proposta del Questore di Caserta, nei confronti di Michele Maravita, titolare del ristorante ‘La Baita Braceria’, a Valle di Maddaloni, genero del boss del clan Belforte, Antonio Della Ventura destinatario del decreto“, abbiamo avuto la conferma che, forse, quella scelta di comunicazione non fu la più azzeccata.
Inoltre, scrivono gli inquirenti, “la confisca ha ad oggetto due unità immobiliari, quattro società con annessi beni strumentali, tra cui un noto ristorante di carne, diversi rapporti finanziari e bancari, autovetture ed un’imbarcazione per un valore complessivo di oltre un milione di euro. Nel corso delle indagini, svolte dalla Divisione Anticrimine nell’ambito del procedimento di prevenzione, è emersa altresì la riconducibilità in capo al preposto di un altro ristorante ubicato nell’isola spagnola di Ibiza. Il sequestro della citata attività commerciale, disposto dal Tribunale di S.Maria C.V.- sezione misure di prevenzione è stato inviato, per il tramite di Eurojust, alle Autorità Spagnole che hanno provveduto ad eseguire la misura ablativa.“
Quindi il decreto di confisca ha colpito anche il ristorante La Baita, nato proprio due anni fa, in quel di Ibiza, dove il rapper di Secondigliano Geolier e la compagna Chiara Frattesi, sorella del centrocampista dell’Inter, Davide Frattesi, hanno passato insieme Ferragosto, con tanto di foto abbracciati a Pasquale Maravita (GUARDA IL VIDEO).
Ma non si tratta dell’unica celebrità passata per La Baita che, nonostante quanto successo in questi anni, è stato sempre un locale rinomato per la qualità della carne proposta ai clienti. Dal Napoli di Gattuso, Mertens, Insigne, Koulibaly, fino ai campion d’Italia di mister Spalletti, con tanto di presenza di Aurelio De Laurentis, gli azzurri sono stati ospitati in più occasioni nel ristorante di Valle di Maddaloni. Non a caso, ad esempio. Pasquale Maravita ha gestito parte del catering del matrimonio di Matteo Politano, esterno offensivo del Napoli.
Ancora una volta, però, nonostante il decreto di confisca sia stato comunicato ufficialmente dalla questura, La Baita ha deciso di porre la questione in maniera differente, scrivendo che i giornali hanno ricevuto notizie non corrette. Quindi, Michele Maravita, Pasquale Maravita, o chi si occupa della loro comunicazione, state dicendo che la Questura di Caserta invia notizie sbagliate ai giornali? Non c’è stata la confisca di conti correnti e quote societarie? Noi siamo a disposizione per ascoltare la vostra versione.
Però, come consiglio, da amici, forse smentire un comunicato stampa ufficiale di un organo come la Questura è qualcosa di complesso e bisogna andare oltre la storia sui social, che leggete in calce all’articolo. Poi, attenzione, noi siamo convinti che il locale resterà aperto. Anzi, i locali. Il concetto della confisca è il passaggio della proprietà di un determinato bene, mobile o immobile, dall’originario titolare, in questo caso Michele Maravita, allo Stato, in considerazione di una presunta natura illegale di questo patrimonio, e che successivamente venderà questi beni, le quote societarie all’asta, altro momento che sarà molto delicato e interessante da seguire.
Chiaramente, il decreto diventerà definitivo con una sentenza della corte di Cassazione, dove, molto sicuramente arriverà il procedimento, visto che Pasquale e Michele Maravita non crediamo lasceranno passare i giorni necessari per rendere questo decreto definitivo e lo impugneranno.

