DIESEL DI CONTRABBANDO. Imprenditore casertano arrestato e scarcerato. Il pedinamento dei finanzieri fino alla sede della sua società

3 Febbraio 2026 - 11:36

Indagati con lui altri 3 dipendenti. I militari stavano seguendo l’autobotte perché intestata ad un’impresa con precedenti. Ma poi hanno scoperto tutt’altro

CASERTA – Torniamo a parlare del maxi-sequestro avvenuto nella giornata di ieri in merito a quel che abbiamo definito “Diesel di contrabbando” (clicca e leggi). Un’operazione che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un imprenditore, già noto alle autorità per reati fiscali sempre riguardo ai carburanti, ed a capo della società petrolifera ritenuta responsabile di un’evasione di circa 120 mila euro.

Abbiamo maggiori dettagli riguardo la vicenda che avvolge proprio la figura dell’imprenditore accusato (di cui non sono state rese note le generalità) e sula dinamica nella quale è avvenuto il sequestro. Per quel che sappiamo i militari della Guardia di Finanza di Nola hanno seguito un autobotte, intestata ad una società con svariati precedenti di illeciti fiscali relativi proprio alla vendita benzina, dal punto di partenza nella città di Nola fino a San Marco Evangelista, in cui il camion si è fermato per rifornirsi illecitamente del carburante.

In questo posto è avvenuto il sequestro vero e proprio. Dopo alcune indagini è emerso che la società che figurava sul mezzo pesante non era direttamente riconducibile all’imprenditore che è poi risultato arrestato e scarcerato, ma era l’impresario ad utilizzare i mezzi di un’altra società, ricordiamo già con precedenti in questo ambito.

Il fatto è abbastanza singolare e solleva alcuni interrogativi a cui, purtroppo, ancora non sappiamo rispondere: perché mai un titolare di un’azienda dovrebbe delegare un servizio (illegale) ad una società con precedenti e, quindi, già nota in ambito giudiziario per reati connessi proprio al trattamento fiscale della benzina?

A seguito di tale operazione portata avanti con successo dalla Guardia di Finanza di Nola, sono finiti sotto indagine 4 operatori del casertano: uno, il titolare dell’impresa di cui vi abbiamo parlato, era stato inizialmente arrestato, poi scarcerato con obbligo di firma. Nel mirino degli inquirenti anche tre dipendenti della società collegata all’impresario, tutti residenti nella provincia di Caserta.