ESCLUSIVA. La multinazionale Vailog Segro offre 222 MILIONI DI EURO per pagare i debiti e per rilevare l’Interporto. Ma il Tribunale di S.MARIA C.V. per il momento blocca tutto

10 Giugno 2022 - 19:03

Sulla consistenza economica e sulla reputazione di Vailog Segro, colosso franco-olandese, non si discute, perché questi qua di mestiere ne fanno solo uno da anni: costruiscono e fittano capannoni e grandi impianti industriali. L’hanno fatto per Amazon, per Md, per Leroy Merlin, per Ovs, per Lidl, per Ikea, per Sda e sono anche quelli che stanno costruendo a Maddaloni un nuovo Decathlon che aprirà a febbraio. In controluce l’operazione finanziaria di un fondo americano che avrebbe già cartolarizzato e acquisito molta parte del debito finito nella procedura del concordato preventivo, aperta al Tribunale di S.Maria C.V.

MARCIANISE/MADDALONI (G.G.) – Che sfortuna: questo sì che era un articolo da scriverci almeno 200 righe in modo che alla fine ci potessero arrivare solo i più resistenti, resipiscenti e, vabbè, non ci vogliamo privare del piacere di utilizzare la parola più pronunciata degli ultimi tre anni e nei trecento anni precedenti agli ultimi tre. Dunque, un articolo di 200 righe di CasertaCE, per i più resistenti, per i più resipiscenti, e rullo di tamburi, per i più resilienti.
Purtroppo ci dobbiamo rassegnare a scrivere solamente che una delle sezioni civili del Tribunale di S.Maria C.V. ha considerato non valida l’offerta presentata dalla multinazionale franco-britannico-olandese Vailog, delle grandi costruzioni industriali e grandi promotrici di logistica, controllata dalla molto più grande società inglese Segro.
Com’è noto, il patron dell’interporto Giuseppe Barletta dopo le vicissitudini giudiziarie che l’hanno portato oggi a essere imputato in un processo in pieno svolgimento davanti ai giudici del tribunale di S.Maria C.V., ha chiesto e ottenuto l’accesso alla procedura di concordato preventivo attraverso la quale, portando come si suol dire i libri in tribunale, ha consegnato al giudice naturale la piena potestà di attivare procedure finalizzate a trovare acquirenti che possano fronteggiare una massa debitoria che ammonta, spicciolo più spicciolo meno, a 222 milioni di euro, che per gli antichi fruitori della lira equivalgono a 429 miliardi 851 milioni 940mila lire.

Si tratta, per la maggior parte, di esposizioni bancarie. Ma c’è anche una montagna di debiti, contratti con gli enti locali. Celeberrimi, al riguardo, sono diventati ormai i 10 milioni di euro che, da una vita, l’Interporto Sud Europa deve al Comune di Maddaloni per morosità ormai decennali nel pagamento delle imposte locali, a partire dalla tassa rifiuti che, incredibilmente, Barletta e Campolattano non pagano da tempo immemorabile, mentre ogni cittadino che tira la cinghia, se non lo fa, viene subissato dai pignoramenti.
Non possiamo sviluppare l’articolo ulteriormente perché non conosciamo la motivazione esplicitata dal giudice che, almeno in linea generale, sarebbe ascrivibile al fatto che questa offerta, presentata dalla Vailog Segro in busta chiusa al Tribunale, è, al momento, l’unica in campo e per questo motivo non soddisferebbe la necessità di creare condizioni di concorrenza funzionali ad incassare il più possibile dall’operazione.
La materia è molto complessa e necessita di un serio approfondimento che non può non partire dalla lettura attenta, analitica, dei contenuti che il giudice ha trasfuso nelle sue motivazioni.
Sul piano del buonsenso che sortisce dall’attitudine del buon padre di famiglia, possiamo comunque affermare che sicuramente il plotone di creditori dell’Interporto non sia rimasto molto contento, perché l’offerta di Vailog avrebbe permesso loro di incassare il dovuto, cioè tutto quello che per anni e anni la gestione di Giuseppe Barletta gli ha negato, facendolo diventare un vero e proprio maltolto.
D’altronde, se Vailog Segro ha formulato questa offerta, il fatto non desta grandissima sorpresa. Si tratta di una società di enormi dimensioni, che si occupa esclusivamente di attività immobiliare relativa alla costruzione di manufatti industriali.
Vailog Segro ha edificato capannoni per Amazon, per Md, per Leroy Merlin, per Ovs, per Lidl, per Ikea, per Sda e anche per Decathlon, che utilizziamo come staffa di un elenco altrimenti ancora lungo da declinare, di autorevolissime aziende.
Abbiamo lasciato per ultimo questo marchio proprio perché sono ormai in dirittura d’arrivo i lavori che Vailog sta realizzando per la costruzione di uno dei più grandi centri di vendita al dettaglio di Decathlon dell’Italia meridionale.
Aprirà a Maddaloni nel prossimo febbraio, con data già stabilita.
A fronte della enormità del volume di affari di Vailog, una s.r.l., divenuta appetibile per Segro un’azienda molto più grande, di sicuro livello europeo quotata alla Borsa di Londra. C’è l’estrema pragmaticità dell’iniziativa imprenditoriale: Vailog ha cominciato, a suo tempo, a costruire piccoli capannoni industriali, che poi ha fittato, e oggi continua a costruire capannoni industriali naturalemnte molto più grandi, tra i più grandi d’Europa che, però, non vende, ma, nella maggior parte dei casi, affitta, anche perché un canone di locazione, grande o piccolo che sia, può essere scaricato da un’azienda per alleggerirsi, e non di poco, sul piatto contenente i costi della bilancia dei pesi e contrappesi fiscali.

Se un’impresa mette in busta una cifra del genere e la consegna al presidente di una sezione di un Tribunale, ben difficilmente bluffa. Perché il rischio di subire gravi conseguenze, anche penali, sarebbe troppo alto, un vero e proprio esercizio temerario, non in linea, non logicamente prevedibile per un’azienda che possiede le referenze di Vailog.
Insomma, la procedura di concordato preventivo di Ise resta aperta in quel di S.Maria C.V.
Un ultimo passaggio, che ugualmente dobbiamo trattenere ad uno stadio di tipo generale: a quanto pare, buona parte dei 222 milioni di euro, cioè i crediti in mano alle banche, sarebbe stata rastrellata da un fondo americano del quale, di qui a qualche giorno, vi daremo anche il nome.
Un’operazione esclusivamente finanziaria che può permettersi chi ha quattrini in carta e filigrana in mano e può dire ad una banca creditrice, mettiamo creditrice per 30 milioni di euro, eccone qua 18 veloci e maledetti, te li metti in cassa immediatamente e mi cedi il tuo credito.
Da quelli che masticano un po’ di economia spicciola questa operazione viene definita cartolarizzazione.
Tutto sommato questa azione di rastrellamento del fondo americano avrebbe operato, potrebbe non essere in contrasto con l’intenzione di Vailog di rilevare l’Interporto. Ma questo si vedrà.
Torneremo a lavorare sul dossier-Interporto, comunicando in coda un’ultima indiscrezione, legata alla sorpresa con cui la proprietà di questa grande azienda franco-olandese-britannica ha accolto la decisione del giudice del Tribunale di S.Maria C.V.
Vailog avrebbe pronto già un piano B.
L’acquisizione dell’Interporto di Nola qualora su Maddaloni-Marcianisesorgessero ulteriori difficoltà.