EX MACRICO Il vescovo Lagnese diserta platealmente l’incontro che aveva con il Comitato Macrico Verde…secondo noi vuol dire una cosa sola: è tutto già deciso alle spalle della città
26 Novembre 2025 - 19:24
Caserta (pm) – Ieri, nel dare notizia dell’incontro diretto previsto stamattina tra il vescovo Lagnese ed il Comitato Macrico Verde – che lo richiedeva con un’articolata lettera del 30 ottobre scorso – (QUI la nota), avevamo espresso tutte le nostre perplessità per la distanza delle rispettive posizioni (chissà se e quanto conciliabili tra di esse) sul destino da dare all’area verde dell’ex Macrico, ubicata nel cuore della città e di proprietà della chiesa casertana.
E’ andata peggio di così. Perché non è stato possibile alcun confronto, in quanto il vescovo non si è fatto proprio trovare. Al suo posto, i rappresentanti del Comitato erano attesi da alcuni delegati del presule. A quel punto al sodalizio non è restato che andarsene.
A parte lo sgarbo e l’irritualità del fatto, perché l’eventuale impedimento sopraggiunto del vescovo e la delega all’incontro data ad alcuni collaboratori dovevano essere comunicati per tempo al Comitato, l’episodio a nostro giudizio mostra in maniera plastica, se ce fosse ancora bisogno, che i giochi sui 15 milioni di euro in ballo sono già stati fatti e che Lagnese non sente ragioni e non ammette interferenze. Altro che l’artificiosa consultazione pubblica e la presunta adesione cittadina ai progetti vescovili ostentate ad ogni occasione. Persino l’informazione regionale, a più larga diffusione, è apparsa platealmente condizionata a tanto. Ed è un caso che Carmela Mucherino, sbiadita ex assessore all’ambiente della sciolta giunta Marino, a qualche giorno dalle elezioni regionali a cui si è presentata senza successo, rispunti con il Macrico e con il ruolo che vi deve avere la Regione? Figurarsi in che conto possono essere tenute le fondate obiezioni di merito e tecniche sollevate dal Comitato e ribadite anche nel comunicato stampa appena diramato per questo inciampo e che pubblichiamo. Noi, ci si scusi la franchezza, crediamo che se ne ridano, perché sicuri del fatto proprio, per quanto totalmente distante dall’autentico interesse della città. E dunque, anche questa seconda richiesta di incontro con il vescovo, ora rinnovata da parte del Comitato, prevediamo che sarà destinata ad un nulla di fatto.

Comunicato Stampa
Il giorno 30 ottobre del corrente anno indirizzammo al signor Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta Pietro Lagnese una richiesta di essere da lui ricevuti per chiedere alcuni chiarimenti sulle sorti dell’area ex Macrico. Il giorno 6 novembre dalla segreteria dell’Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta ci arrivava la convocazione per il 26 novembre alle ore 11. La nostra delegazione con sorpresa non ha trovato l’Arcivescovo ma Don Antonello Giannotti, il segretario della Fondazione Casa Fratelli Tutti Elpidio Pota, il segretario del Campo Laudato sì Raffaele Zito, la preside Di Pippo. La nostra delegazione, preso atto dell’assenza, ha lasciato immediatamente la Curia diocesana; se il Comitato avesse voluto incontrare delegati avrebbe rivolto richiesta direttamente a loro. Del resto, gli intervenuti oggi hanno già chiarito il loro pensiero nell’ultima conferenza stampa, cui ha fatto seguito un’intervista del TG3 per opera del giornalista Nocchetti che ci definisce “una miscroscopica frazione della popolazione di Caserta”. Avremmo voluto, ancora una volta, chiedere al Vescovo chiarimenti riguardo a: 1. La Regione ha concesso un finanziamento per l’anno giubilare a luoghi di culto e aree ad essi connessi. Un’area ex militare non è in alcun modo definibile un luogo di culto, ma si è fatto riferimento per la richiesta alla cappellina diruta in essa esistente, che non ha mai avuto alcuna funzione pastorale pubblica. La particella dove si trova la suddetta cappellina è però stata staccata con un frazionamento. 2. Quando e con quale motivazione la Regione avrebbe chiesto tale frazionamento? 3. L’ Istituto diocesano sostentamento clero, al quale i fondi sono stati concessi, non può però riceverli. E’ stato costituito quindi a questo scopo un Ente del Terzo Settore ramo diocesi: come è possibile che il finanziamento possa essere trasferito ad un Ente del Terzo Settore? Inoltre l’ETS non ha certo finalità religiose: come è possibile che diventi protagonista di un finanziamento che ha finalità con aree collegate al culto? 3. Con una valutazione di appena 2 milioni (cifra alla quale pare sia stato ceduto il diritto di superficie dell’area), la Conferenza Episcopale Italiana è stata di fatto esclusa dall’obbligo di dare un parere sull’ operazione Macrico, dovendo essa intervenire solo per beni che hanno valutazioni maggiori. Sarà vero che appena qualche anno fa l’area era stata valutata dall’IDSC 12 milioni? 4. Il finanziamento per l’anno giubilare verrà erogato all’ETS, che avrà il diritto di superficie sull’area MACRICO, esclusa la particella, frazionata, in cui si trova la cappellina, che è stata la prima motivazione del finanziamento: quindi proprio essa, rimanendo in possesso dell’Istituto diocesano sostentamento clero, non ne godrà? 5. Come è possibile che la Regione conceda un finanziamento per un parco polifunzionale nel Macrico, senza che l’area stessa abbia una destinazione urbanistica? Rinnoviamo quindi al Vescovo Pietro Lagnese la nostra richiesta di incontro, fiduciosi che venga accolta.
Caserta, 26 novembre 2025
Il Comitato Macrico
