Fiumi di cocaina, blitz contro il clan: il boss dirigeva tutto dai domiciliari

27 Maggio 2026 - 10:25

L’inchiesta ha preso avvio nel marzo del 2023, dopo l’arresto di due soggetti vicini al clan trovati in possesso di ben 19 chilogrammi di cocaina. Da quel momento gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di una vera e propria struttura criminale a conduzione familiare

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CASERTA – Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, militari del Nucleo di
Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone (di cui una sottoposta alla misura della custodia in carcere, tre a quella degli arresti domiciliari)
gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione a fine di spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della sezione Goa del Gico di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, il gruppo sarebbe stato guidato da un parente stretto di Nicola Sautto, ritenuto il capo dell’omonimo clan camorristico di Caivano e attualmente detenuto.

L’inchiesta ha preso avvio nel marzo del 2023, dopo l’arresto di due soggetti vicini al clan trovati in possesso di ben 19 chilogrammi di cocaina. Da quel momento gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di una vera e propria struttura criminale a conduzione familiare capace di garantire continuità al traffico di droga anche con il presunto capo ristretto ai domiciliari in Puglia.Proprio dalla Puglia, infatti, secondo gli inquirenti, il referente del gruppo avrebbe continuato a dirigere le attività di approvvigionamento e distribuzione della cocaina destinata alle piazze di spaccio tra Napoli e il Casertano.

Fondamentale sarebbe stato il supporto della rete familiare. La moglie del presunto capo avrebbe avuto il compito di custodire la droga e la cassa dell’organizzazione, mentre altri parenti si sarebbero occupati materialmente del trasporto degli stupefacenti.

Nel corso delle indagini la Guardia di Finanza ha documentato numerosi episodi di approvvigionamento, detenzione e cessione di cocaina, ricostruendo così la piena operatività del gruppo criminale nonostante le misure restrittive già esistenti nei confronti del presunto vertice.


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