Giornalista vs giornalista: Velardi contro il blog di Michele Raucci. Ora è un “vecchio navigatore a libro paga”, ma durante la campagna elettorale era “un innovatore”

MARCIANISE (M.C.V.) – Con un po’ di ritardo, ad “acque ferme” (o almeno apparentemente), ci prendiamo qualche minuto per fare una valutazione sulla vicenda che ha interessato il giornalista marcianisano Michele Raucci, soggetto di un’accesa invettiva da parte del sindaco Velardi.

Cosa è successo: Raucci ha pubblicato sul suo blog “Il pescatore di idee” (CLICCA QUI), com’è solito fare per dare giustissimo – e lodevole – risalto agli atti pubblici prodotti dal Comune di Marcianise e “affissi” all’albo pretorio online dello stesso, una determina dirigenziale che elencava tutte le spese di rappresentanza affrontate dall’ente nell’anno 2017. Spese che, va constatato con onestà, sono state molto contenute.

Nel pubblicare la determina, Raucci non ha fatto nessun commento nel merito della spendita effettuata, non ha dato nessuna lettura personale dell’atto, nè elogiativa nè polemica; solo l’atto nudo e crudo, con un titolo perfettamente aderente alla realtà, niente affatto sensazionalistico: “Ecco tutte le spese di rappresentanza (dolci, spumante, targhe, fiori, bibite, cornici) sostenute dal comune di Marcianise l’anno scorso“.

Ebbene. Il sindaco, da giornalista scafato qual è, riconoscendo a Raucci (siamo ironici, chiaramente) il sacrosanto diritto-dovere di giornalista di proporre notizie, commentarle e, nel caso, anche criticare con argomentazioni valide l’operato dell’amministrazione comunale, ha risposto al post come se Raucci gli avesse pestato un piede: “Leggendo quel titolo, da sindaco mi sono sentito un mezzo ubriacone con il diabete alle stelle, con la mania dei fiori e delle targhe – ha scritto sul suo diario – Mi sono sentito uno sprecone“.

Velardi si riferisce a un titolo – lo avete letto – che è pulito, lineare, veritiero. Si stenta a credere che ad accusare il giornalista Raucci, parlando come chi (ci si perdoni l’utilizzo del gergo marcianisano) “si è preso la botta”, sia un altro giornalista. E non un novellino del mestiere, ma il caporedattore centrale de “Il Mattino”, uno che dovrebbe saper per natura e deformazione professionale valutare un servizio giornalistico anche a prescindere dal titolo e valutare un titolo per quello che oggettivamente esprime.

E invece l’invettiva strumentale al blog di Michele Raucci, a maggior ragione l’accusa allo stesso Raucci di essere “un vecchio navigatore della politica, a libro paga di uno dei grandi carrozzoni della politica campana“, diventa l’esempio lampante della dicotomia e del doppiopesismo che connotano le esternazioni del sindaco: Michele Raucci diventa un “amico degli amici” dopo essere stato, durante la campagna elettorale di Velardi, “un uomo con idee innovative, la dimostrazione che Marcianise sta davvero avanti“; il Consorzio Idrico diventa il “carrozzone politico dove sono saliti tutti a sbafo, ovviamente a spese nostre” quando paga lo stipendio a Raucci, ma non quando a salirci a sbafo è, per esempio, la moglie di un consigliere comunale della sua maggioranza (MARCIANISE. Ecco la prova degli incarichi remunerati avuti dalla moglie di G.B. Valentino al Consorzio Idrico).

Tant’è.

 

Di seguito, la risposta di Michele Raucci al post del sindaco:

SINDACO DELL’ALTRO MONDO