I casinò nel Sud Italia: un sogno rimasto tale

22 Marzo 2022 - 20:06

È una storia vecchia quasi quanto quella del ponte di Messina: da anni si parla di potenziali aperture di casinò nel Sud Italia, ma fino ad ora non se n’è fatto nulla. Ad oggi, in Italia esistono soltanto quattro casinò, e sono tutti situati al Nord (nello specifico a Campione d’Italia, Saint-Vincent, Sanremo e Venezia). Lo Stato sembra non volerne proprio sapere di autorizzare nuove case da gioco al Sud, anche se ciò potrebbe avere conseguenze estremamente vantaggiose in termini turistici e, di conseguenza, anche economici.

Le alternative

I residenti del Sud che vogliono provare l’esperienza di gioco dal vivo non hanno quindi altra scelta che recarsi in una delle località del Nord sopracitate oppure andare all’estero. Chiaramente, però, non per tutti è possibile viaggiare, che sia

per ragioni economiche, logistiche, o per l’attuale emergenza sanitaria. Per questo motivo, da quando il gioco online è stato legalizzato dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, sempre più italiani scelgono di usufruire dei casinò online: grazie a questi siti, è infatti possibile divertirsi con moltissimi giochi dalla comodità di casa propria. Questa valida alternativa, tuttavia, non ha cancellato la speranza di molti giocatori di provare il brivido di una casa da gioco reale, in particolar modo in Sicilia, dove un tempo ne esisteva una di grande successo.

Il casinò di Taormina

Attivo negli anni Sessanta e situato nella splendida Villa Mon Repos, il casinò di Taormina rappresentò una meta esclusiva per gli attori internazionali più famosi dell’epoca: si pensi a celebrità del calibro di Marlene Dietrich e Cary Grant, tra i più sensazionali frequentatori della casa da gioco siciliana. Le serate mondane da favola del casinò di Taormina ebbero però vita breve, perché dopo solo qualche anno fu chiuso dallo Stato e mai più riaperto. Oggi Villa Mon Repos ospita un elegante hotel, ma in moltissimi chiedono a gran voce il ritorno del casinò: in particolare Orlando Russo, sindaco della vicina Castelmola, ha recentemente riportato l’attenzione sul progetto. La riapertura del casinò di Taormina potrebbe infatti incrementare il turismo nazionale e internazionale, rilanciare le attività locali (alberghi, bar, ristoranti e negozi) e creare nuovi posti di lavoro: tutti elementi di cui l’economia italiana, e in particolare quella del Sud, ha un disperato bisogno. Senza contare che l’apertura di casinò autorizzati contribuirebbe ad aumentare gli introiti dello Stato sotto forma di tasse e a diminuire sensibilmente il volume del gioco d’azzardo illegale.

Il caso della Campania

Anche in Campania si è parlato a lungo della possibilità di aprire nuove case da gioco (a Ischia, Capri e Sorrento), ma nessun progetto di questo tipo è mai andato in porto. Sede di veri e propri tesori storici, paesaggistici e culturali (dalla Reggia di Caserta alla Costiera Amalfitana, dai siti di Pompei ed Ercolano al Parco Nazionale del Cilento) la regione del Sud Italia è una delle mete preferite dai viaggiatori di tutto il mondo; ma purtroppo è soggetta al fenomeno del cosiddetto turismo “mordi e fuggi”, in cui cioè i visitatori si fermano solo per un breve periodo di tempo. Se concepita come integrazione alle attività già presenti sul territorio, l’apertura di case da gioco potrebbe essere un incentivo per i turisti a restare più a lungo, e dunque a contribuire maggiormente all’economia campana nel contesto dell’attuale crisi economica da Covid.

L’esempio dell’estero

Basta guardare all’esperienza di Paesi come Malta per capire in che misura l’apertura dei casinò possa giovare all’economia di uno Stato. La nota isola del Mediterraneo, situata a pochi chilometri dalla Sicilia, si è infatti trasformata in una delle mete preferite dai giocatori di tutta Europa: grazie al regime fiscale agevolato e alle normative ad hoc, Malta è riuscita a rendere il gioco legalizzato una delle sue principali attività economiche, che assicura un turismo sostenuto in ogni stagione dell’anno e contribuisce adoltre il 10% del PIL nazionale. Sulla base di questo e altri esempi di successo (come Slovenia e Francia), non resta quindi che sperare che il governo italiano riconosca il potenziale dei casinò per l’aumento del tasso di occupazione e il contributo alla ripresa economica, con un focus sul Sud Italia che troppo spesso, si sa, quando si tratta di riqualificazione viene purtroppo lasciato indietro.