IL CASO. Nipoti e cognata del sindaco appena decaduto beccati: “non hanno pagato l’Imu”
5 Luglio 2026 - 13:20
Per anni il cognome Santarpia è stato associato al mondo della riscossione dei tributi. Ora però, la famiglia di esattori, si ritrova a dover affrontare una vicenda che la porta inevitabilmente dall’altra parte del tavolo
FRIGNANO (fede.borr.) – Per quattro lunghi anni Lucio Santarpia è riuscito a rimanere saldamente incollato allo scranno più alto dell’Assise, quello da primo cittadino e presidente del consiglio di Frignano, fino a quando, con l’ultimo civico consesso del 29 giugno, non è arrivata la sua decadenza da sindaco per incompatibilità, prevista dall’articolo 61 comma 1-bis del Testo unico degli enti locali, legata al ruolo ricoperto dal fratello Gaetano Santarpia, legale rappresentante della Getet, società appaltatrice della riscossione dei tributi dell’ente frignanese.
Una battaglia fatta di ricorsi e notifiche difficili da far recapitare al diretto interessato che, come abbiamo più volte spiegato, ha la sua residenza nella città molisana di Venafro, in quanto proprietario di un casolare che di abitabile non ha neanche il giardino.
Ora però che Lucio Santarpia non è più sindaco, e al suo posto è subentrato il suo vice, lo zanniniano di ferro Giuseppe Seguino, quale facente funzioni, vengono pubblicate sull’albo pretorio dell’ente tre delibere di giunta che portano a galla una storia rimasta finora sottotraccia e che ha per protagonisti proprio alcuni strettissimi congiunti dell’ex sindaco.
Si tratta infatti di Maria Assunta Pisani e di Generoso e Mario Santarpia, rispettivamente cognata e nipoti del professore universitario frignanese: tutti e tre risultano essere destinatari di un avviso di accertamento Imu relativo all’annualità 2020.
Per farla breve, l’immobile in questione apparteneva a Sebastiano Santarpia, fratello di Lucio, scomparso nel 2022. Dopo la sua morte, la proprietà è passata in mano agli eredi succitati, la moglie e due dei suoi quattro figli, che ne sono pienamente titolari in quota parte.
Oggi, leggendo le delibere in argomento, apprendiamo che il Comune di Frignano ha formulato nei confronti dei Santarpia un avviso di accertamento nel 2024 che, tuttavia, sarebbe stato notificato ai destinatari soltanto nel marzo 2026.
Alt! A questo punto, qualche malizioso potrebbe pensare che la sfortuna ce l’abbia proprio con questa famiglia – da sempre legata al mondo dei tributi e maestri nell’esazione delle tasse, con un cognome che ha calcato le pagine anche del processo Spartacus, ma da cui poi ne è uscita indenne – dal momento che qualche problema, qualche ritardo, con la ricezione delle notifiche non è la prima volta che le capita.
Ebbene, mai come in questo caso la notifica è arrivata in maniera tempestiva. Trattandosi, come dichiarato sopra, di un presunto omesso o insufficiente versamento relativo all’Imu 2020, il Comune aveva tempo di notificare l’avviso entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato. A questo termine, però, vanno aggiunti gli 85 giorni di proroga previsti durante l’emergenza Covid, motivo per cui la notifica del marzo 2026 risulta comunque effettuata nei termini di legge.
Comunque, sempre visionando i documenti che vi lasciamo in calce a questo articolo, veniamo a conoscenza del fatto che la famiglia Santarpia ha deciso di impugnare l’accertamento, presentando ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria. Ed anche il Comune di Frignano, certo della sua posizione e del lavoro svolto dai suoi uffici, ha deciso di resistere in giudizio. Come si dice in questi casi, l’ultima parola resta dunque ai giudici, chiamati a stabilire se l’accertamento dell’ente reggerà oppure se a prevalere saranno le ragioni dei ricorrenti.
