Imputato per aver chiesto Rolex, salvato dallo scandalo appalti a CASERTA e “braccio armato” di Piero Cappello (dice Pezzella). La discutibile storia di Luigi Vitelli, nuovo presidente degli ingegneri casertani
1 Giugno 2026 - 18:32
La sua elezione è un grave atto di responsabilità compiuto dalla popolazione degli ingegneri, i quali, nella maggioranza, si rispecchiano nei metodi di Vitelli
CASERTA – Da qualche giorno Luigi Vitelli, funzionario del comune di Caserta, è il nuovo presidente dell’Ordine degli ingegneri di Caserta. La sua lista è stata la più votata, complimenti a lui. Ma non possiamo fare finta di non vedere, accanto al curriculum professionale di Vitelli, anche la sua storia, certe vicende che rendono discutibile il fatto che ricopra questo ruolo.
Partiamo dal fatto tecnicamente più seria. Luigi Vitelli è sotto processo, imputato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per il reato di induzione indebita, una specie di reato simile alla concussione, per aver richiesto un rolex e regali alla dona che gestiva il mercato del baratto a San Tammaro, comune dove operava fino alle 2018.
Poi, c’è la vicenda forse più grave, secondo chi vi scrive. L’amministrazione comunale di Caserta, come si sa, nel giugno 2024 viene travolta dall’inchiesta sugli appalti truccati. Finiscono agli arresti domiciliari i dirigenti Franco Biondi, Giovanni Natale, l’assessore Massimiliano Marzo, l’imprenditore Gioacchino Rivetti. E tra i vari indagati c’è il nome di Luigi Vitelli, ritenuto responsabile dalla procura di Santa Maria Capua Vetere di abuso d’ufficio. Poi, però, arriva il ministro Nordio e l’abuso d’ufficio viene abrogato. Una decisione politica che salva paro paro Vitelli da un secondo e inevitabile rinvio a giudizio.
Veniamo alla terza vicenda. L’imprenditore, sotto accusa per corruzione, aggravata dall’agevolazione al clan dei Casalesi, l’ormai mitologico Raffaele Pezzella, parla in auto con Sabatino Esposito e un certo Vittorio Della Corte. A un certo punto si fa riferimento a Piero Cappello, finito sotto processo assieme a Pezzella proprio per un caso di presunta corruzione, al tempo presidente ASI Caserta.
Ad un certo punto Pezzella, non esattamente l’ultimo scemo della comitiva, parlando di Cappello dice che lui sta sistemando tutto “ha messo il braccio armato suo, i fratelli gemelli“. E chi sono? La DDA di Napoli li identifica in Nicola Vitelli e Luigi Vitelli, ovvero l’attuale presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Caserta. E attenzione, Pezzella e i suoi interlocutori non stanno parlando di operazioni in trasparenza e limpide, bensì di appalti aggiudicati in maniera illecita – CLICCA E LEGGI.
E allora cosa possiamo pensare se non un certo dispiacere rispetto alla scelta, in primis, della commissaria straordinaria del comune di Caserta, Antonella Scolamiero, di lasciare intatte le deleghe a Vitelli, nonostante sia protagonista, seppur salvato dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, della vicenda che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del comune di Caserta, ovvero il motivo per cui lei è seduta sullo scranno di amministratrice della città. Per non parlare della situazione di Lello De Rosa, anche lui al comune di Caserta e ad un passo dal rinvio a giudizio per corruzione, accusato di aver favorito la Isvec, società che sarebbe stata controllata dal clan Capaldo-Zagaria.
E ci dispiace anche per i tanti, non la maggioranza però, di ingegneri casertani che hanno votato le liste avverse a Vitelli, probabilmente con la speranza di cambiare la storia dell’ordine professionale che vede alla guida, prima come vicepresidente per diversi anni, oggi come leader, proprio Luigi Vitelli.
Evidentemente, però, la forma mentis degli ingegneri casertani ritiene che il modo di operare molto spesso opaco – cercate Luigi Vitelli CasertaCe su Google e ci saranno una sfilza di articoli su gare d’appalto e affidamenti discutibili – che ha avuto il neo presidente degli ingegneri, che tutte queste vicende, giudiziarie e non, siano coerenti con la loro visione della professione, con un’etica del proprio lavoro che, se è accettabile da loro, è onestamente molto, molto discutibile.
