LA RICHIESTA DI ARRESTO PER ZANNINI. Voleva sapere da Blasotti i nomi della commissione dell’appalto 118. E allora lo diciamo: in un’indagine dei Nas è stato intercettato “a fare il tifo” in un’auto della Bourelly

2 Febbraio 2026 - 18:30

I due elementi, quello presente nella richiesta di arresto per Zannini e quello nelle indagini dei Nas, combaciano perfettamente

CASERTA (g.g.)Esiste una validissima indagine compiuta dai Nas dei carabinieri sull’ultima gara d’appalto per l’assegnazione a ditte esterne, pardon associazioni (grande ipocrisia del mondo che unisce la pubblica amministrazione agli imprenditori che ne succhiano le risorse, altro che associazioni!) del servizio del 118 dell’ASL di Caserta.

Va premesso che questa gara era stata bandita non molto tempo dopo lo scandalo determinato dall’inchiesta giudiziaria che aveva coinvolto pesantemente dipendenti dell’ASL di Caserta e l’associazione delle associazioni, in poche parole “di quel tipo là”, vale a dire la Misericordia di Caivano.

Noi scrivemmo alcuni articoli, il bando non fu ritirato ma molto probabilmente si determinò un esito un po’ diverso da quello preventivato, più salomonico con la storia della ripartizione della provincia di Caserta in quattro quadranti, in cui però la solita Misericordia nella sua versione caivanese e in quella casoriana conquistò il 50% dei settori, mentre gli altri furono aggiudicati uno a Bourelly e l’altro alla famigerata Croce Bianca di Salerno. L’indagine dei Nas è terminata da più di un anno e i documenti sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non entriamo oggi in tutte le assurdità di quel bando che evidenziavano, secondo noi, un’idea tendenziosa, una sorta di abito fatto su misura per le associazioni che dovevano aggiudicarselo.

Ci fece riflettere quella vicenda perché capimmo che l’attitudine di gestire in un certo modo la pubblica amministrazione è un male incurabile. Perché tutto ti puoi aspettare da persone normali, eccetto che mettano in atto certi meccanismi a morto ancora caldo, cioè a poca distanza di tempo dal momento in cui un giudice ha firmato mandati d’arresto e altre misure cautelari sul 118 dell’ASL di Caserta. Dentro a quegli articoli scrivemmo di aver raccolto notizia di un intervento pesante da parte di un politico casertano nella partita di quella gara. Non formulammo un nome per evitare di danneggiare un’indagine al tempo ancora in corso.

Eh sì, perché noi siamo fessi e sbagliamo, dato che un giornalista, assumendosi tutte le responsabilità di ciò che scrive, non dovrebbe crearsi il problema di creare nocumento all’attività della magistratura inquirente. Ciò perché non dovrebbe tifare per i pubblici ministeri e per la polizia giudiziaria, in quanto quello di giornalista e quello di magistrato dell’accusa sono due mestieri diversi che si guardano, si raccontano, ma non si dovrebbero mai intersecare.

Ma siccome è più forte di noi, siccome questo ragionamento ordinario, ortodosso, è condizionato dalla straordinarietà che connota il grado di corruzione che pervade la pubblica amministrazione in provincia di Caserta, decidemmo di non scrivere quel nome (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO A CUI CI RIFERIAMO), in qualche modo registrato mentre si trovava all’interno dell’auto di un rappresentante di una delle associazioni in lizza per la gara: un nome a caso, la Bourelly.

Oggi però quel nome esce fuori da sé, e noi non l’abbiamo nemmeno dovuto cercare più di tanto. Nella richiesta di applicazione di misura cautelare in carcere, formulata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nei confronti del consigliere regionale Giovanni Zannini, è saltata fuori un’intercettazione la quale dimostra che il medesimo era fortemente interessato agli esiti della gara d’appalto del 118.

Lo era al punto da chiedere notizie dettagliate all’allora direttore generale Amedeo Blasotti sui nomi di chi sarebbe stato nominato nella commissione giudicatrice. Ora, dire che si trattava di una domanda impropria, di una domanda financo illegale, perché che c’azzecca un politico con la commissione giudicatrice di una gara d’appalto, tra l’altro di milioni e milioni di euro? Non c’azzecca nulla, mai un politico dovrebbe porre una domanda del genere che riguarda un procedimento amministrativo dal quale i politici dovrebbero stare a mille miglia di distanza.

E invece Giovanni Zannini, proponendo quella domanda a Blasotti, dimostra quello che era il suo interventismo in quella gara. E dunque questo fatto va a dare riscontro a tutto ciò che è stato ascoltato nell’ambito dell’indagine dei Nas in quell’auto, nella conversazione tra Zannini e il rappresentante di Bourelly.