LE RACCOMANDAZIONI DI ZANNINI/2. L’imprenditore sotto accusa per corruzione a CASERTA premiato dalla Provincia. La “guerra” con i Marzo, una gara da 2 MILIONI sospetta
27 Gennaio 2026 - 16:27
Pasquale Crisci parla di Raffaele Nunziante e di Gesim rispetto alle volontà del consigliere regionale di Mondragone di favorirlo. Ma c’è un’aggiudicazione per il liceo Pizzi di Capua che sembra avere una struttura troppo simile alle storie raccontate dall’ex vicepresidente della Provincia e dai dirigenti Paolo Madonna e Gerardo Palmieri
CASERTA – Raffaele Nunziante, figlio di Ciro Nunziante, è un imprenditore che a Caserta è molto noto. I lavori affidati alla loro Gesim dall’amministrazione del sindaco Carlo Marino sono stati tanti. Quando ne abbiamo scritto, abbiamo segnalato un rapporto tra Nunziante e la famiglia di Paolo e Massimiliano Marzo.
Un rapporto che, però, per la procura di Santa Maria è anche corruttivo. Raffaele Nunziante, infatti, è attualmente sotto processo insieme a Massimiliano Marzo, Emiliano Casale, Franco Biondi e altri ancora, con l’accusa di corruzione. Il giovane imprenditore, classe 1993, avrebbe comprato a 50 euro ciascuno voti in favore di Massimiliano Marzo alle elezioni comunali del 2021. Il cambio di ciò, Marzo avrebbe aiutato una nuova impresa di Raffaele Nunziante a ricevere incarichi firmati dai dirigenti Franco Biondi e Giovanni Natale.
Attualmente, la Gesim lavora alla ristrutturazione del teatro Izzo, di proprietà della Parrocchia di nostra signora di Lourdes. Dei lavori dal valore di circa un milione di euro che vedono quale protagonista, in qualità di committente, il prete titolare della chiesa del rione Acquaviva, nonché presidente dell’Istituto di sostentamento del clero di Caserta, don Antonello Giannotti.
Di questi lavori parlammo del marzo del 2025, ricevendo “in omaggio” anche una felpata minaccia da una persona che, ci dicono, familiarmente legata a Raffaele Nunziante (CLICCA E ASCOLTA).
BATTAGLIA DI VOTI FINITA A COLTELLATE
I lettori di CasertaCe ricorderanno bene la battaglia a suon di voti che ci fu tra Massimiliano Marzo ed Emiliano Casale, rispettivamente sostenuti dalle famiglie Capone e Rondinone. Uno scontro che tracimò in una lite tra queste due famiglie dei rioni che affacciano su piazza Pitesti, con il giovane Raffaele Capone che, proprio nei giorni della tornata elettorale del 2021, accoltellò un Rondinone, per poi concludersi con un clamoroso quanto particolare pareggio: 886 voti a testa
Raffaele Nunziante era un imprenditore vicino alla famiglia Marzo. Ma la capacità degli imprenditori casertani è quella di saper capire dove va il vento. Subito dopo le elezioni, infatti, Giovanni Zannini, entrato nel consiglio comunale grazie ad Emiliano Casale, suo uomo nel capoluogo, iniziò una battaglia politica con Massimiliano e Paolo Marzo, dopo aver costituito insieme la lista Caserta nel Cuore.
E pian piano, il mondragonese iniziò a togliere consiglieri comunali ai Marzo, che passavano dalla sua parte. È presumibile, quindi, che anche Raffaele Nunziante si fosse reso conto di cosa stava succedendo tra Marzo e Zannini e qual era in quel momento, il carro vincente.
LAVORI ALLA PROVINCIA? BUSSARE ZANNINI
Passare per Giovanni Zannini era uno step necessario per avere lavori all’amministrazione provinciale di Caserta. Questo lo scriveva a CasertaCe già anni fa, ma lo conferma anche Pasquale Crisci, ex vicepresidente della provincia ed ex uomo di fiducia di Giovanni Zannini, in un interrogatorio presente nella richiesta di arresto in carcere per il consigliere regionale mondragonese.
E Crisci si fa proprio riferimento a Gesim e a Raffaele Nunziante. La società sarebbe stata segnalata da Crisci al dirigente Gerardo Palmieri su volontà di Giovanni Zannini, proprio per l’interessamento che l’imprenditore aveva avuto aiutando l’elezione del sindaco Carlo Marino. Così, in breve, quello che dichiara Crisci ai pubblici ministeri Giacomo urbano e Gerardina Cozzolino.
Secondo il racconto dell’ex consigliere di Santa Maria a Vico, il dirigente Gerardo Palmieri avrebbe dato un affidamento per lavori sulla strada provinciale 668 nel dicembre 2021 alla Gesim. Ma non solo.
E LA GARA DA DUE MILIONI PER IL LICEO PIZZI?
Cercando nell’ormai vasto archivio di CasertaCe, abbiamo trovato un’altra aggiudicazione che premiò la Gesim, in quel caso come ditta esecutrice in nome per conto del consorzio Oscar, che qui da noi ha lavorato con i Nunziante molto spesso, aggiudicatario dei lavori di adeguamento sismico e messa in sicurezza del liceo Pizzi di Capua.
Un grosso appalto per i Nunziante dal valore di 2 milioni e 190 mila euro, affidato dall’ufficio del dirigente Paolo Madonna, il quale ha dichiarato di aver subito pressioni da Zannini, tramite Crisci, e da Magliocca, per affidare lavori, in quei casi sottosoglia, a ditte vicine ai due politici accomunati da gravi e pesanti accuse.
A questo punto ci viene da porre una domanda: siamo sicuri che questa gara da oltre due milioni di euro non sia dall’interesse e dall’attenzione che Giovanni Zannini aveva nei confronti della Gesim di Giovanni Nunziante? C’è una corrispondenza di amorosi interessi tra Zannini e Nunziante, come dichiara Crisci; ci sono lavori affidati dall’ufficio Edilizia Scolastica guidato da Paolo Madonna, che ha denunciato pressioni politiche per favorire l’imprenditore di turno; soprattutto, c’è l’aggiudicazione del settembre 2023, un atto che rende possibile, verosimile una risposta positiva alla nostra domanda
Chiudiamo questo articolo con un altro piccolo tassello che non rende assurda l’ipotesi appena paventata: il coordinatore del piano di sicurezza del progetto, scelto tramite affidamento diretto dal responsabile di questo appalto, Paolo Madonna, fu Nicola Colombiano, sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia. L’incarico a Colombiano junior sarebbe stato una delle diverse raccomandazioni fatte al dirigente Madonna da Crisci, su volontà del consigliere regionale Giovanni Zannini (CLICCA E LEGGI).
