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L’EDITORIALE. L’operatore 118 che si è incatenato denuncia le stesse cose di quelli che parlarono a “Striscia”. L’asl di CASERTA, i volontari (?) della Misericordia e l’ipocrisia delle istituzioni che sanno e non intervengono

31 Luglio 2020 - 11:47

In una decina d’anni questo giornale, voce solitaria perchè ha individuato nel conformismo farisaico del sistema Caserta, del sistema Campania, il vero cancro del nostro territorio, scrive queste cose. Ultimamente è intervenuta anche Striscia la Notizia, ma campa cavallo….

 

di Gianluigi Guarino

La vicenda specifica, che si sta consumando in queste ore a Mondragone, nei pressi degli uffici del locale distretto sanitario asl, va correttamente inquadrata per comprenderne ogni elemento, ogni aspetto, in special modo quelli, forse non raffigurati in questo caso nel fatto di cronaca preso in sè e per sè, che hanno portato questo operatore del 118 ad inscenare la sua clamorosa forma di protesta che da stamattina lo tiene auto incatenato ad un palo, a causa del licenziamento, lui lo chiama così, subito dalla coop Misericordia, a seguito, afferma sempre l’operatore, della propria iniziativa di denunciare al leader della Lega ed ministro degli interni Matteo Salvini la condizione di lavoro massacrante con turni lunghi anche 24 ore. La protesta si sta consumando sotto la tremenda canicola che oggi potrebbe, previsioni alla mano, proiettare la colonnina del mercurio a 38 gradi all’ombra.

Premettiamo e precisiamo che questa persona è da applaudire per due motivi: perchè ha scelto una forma di protesta non violenta e dunque nobilissima per attirare l’attenzione della pubblica opinione sul problema che denuncia e perchè le ragioni che lui espone non costituiscono solamente una sua afflizione, che pur esiste, ma rappresentano, anzi “sono il problema” per decine e decine di operatori del 118 dell’asl di Caserta che si sottopongono a turni massacranti e, come abbiamo già scritto nei mesi scorsi, guadagnandoci l’immancabile querela, stavolta di provenienza caivanese, inaccettabili in un paese in cui non dovrebbero esistere (ma in realtà ci sono, basta pensare al fenomeno del caporalato) tracce di sfruttamento dei lavoratori che lambiscono, in certe occasioni, la schiavitù.

Diamo per assodato, perchè questo abbiamo il dovere di scrivere, fino a prova contraria, che questa deriva non sia alimentata da intenzioni dolose da parte della cooperativa Misericordia di Caivano, ormai inamovibile titolare del servizio somministrato di pronto soccorso, in provincia di Caserta ma non solo, attraverso lo strumento fondamentale del 118. Ciò detto, però, non è che se quelli della Misericordia presentano altre 10 querele nei confronti del sottoscritto e nei confronti di CasertaCe, il problema si risolve e lo sfruttamento de facto scompare.

Perchè questa non è una opinione e dunque non è materia opinabile. Lasciando in pace, ma fino ad un certo punto, Galileo Galilei e tutta la vicenda che lo riguardò, attinente al “movimento di rivoluzione” del pianeta Terra attorno al sole che sconvolgeva l’idea geocentrica dell’universo, in vigore fino ad allora, qui siamo di fronte ad un altro movimento terrestre, quello attorno al proprio asse. Galileo Galilei riposi in pace, ma, dicevamo, fino ad un certo punto perchè assodato che il sole è stella inamovibile, ciò, oltre alle 4 stagioni, qualifica anche l’altro movimento terrestre, cioè quello di rotazione attorno al proprio asse. E un giro completo, cari amici della Misericordia, dura 24 ore oppure 24 ore e qualche decimo di secondo.

E se la Terra fa questo da miliardi di anni e si affatica non poco e ormai sappiamo tutti come sta combinata, un miliardesimo, una parte infinitesimale di essa, cioè il povero operatore del 118 di Mondragone, è destinato ad esaurirsi, a consumarsi ben prima di quanto non farà il pianeta in cui abita.

Per questi motivi, agli amici della Misericordia, dico e diciamo ancora che la matematica, pienamente dentro alle lancette di ogni orologio e che prima ancora era nelle clessidre e prima ancora nei rudimentali calcoli fatti attraverso la rotazione dell’ombra, non è una opinione. Per cui, possono presentare anche altre 100 querele, ma noi difficilmente faremo come alla fine fu costretto a fare Galileo Galilei che non se la sentì di farsi accoppare dalla Inquisizione.

Dunque, non ritratteremo. Perchè se ritrattassimo, contesteremmo che la giornata è di 24 ore, cosa che neppure il cattolico più folle che pensa ancora di vivere ai tempi della Santa Inquisizione, si permetterebbe di contestare. E un uomo, una donna, non possono lavorare 24 ore di seguito, perchè prima ancora di costituire un problema, una questione attinente alla civiltà, alle conquiste compiute nei diritti umani, ciò è per biologia, di per sè, almeno in partenza, variabile indipendente, impossibile.

Ma siccome a noi piace, perchè tra le cattive abitudini abbiamo anche quella di essere liberali, porre costantemente in discussione le nostri tesi, ipotizziamo che l’operatore in protesta sia solo uno “scassambrell”, uno, cioè, che rompe le scatole e fa casino enfatizzando il disagio suo e dei suoi colleghi.

Ma noi, in pieno lockdown, abbiamo visto un servizio di Striscia la Notizia, che pubblichiamo in calce, in cui altri operatori del 118, altri dipendenti (pardon, giuro di non averlo fatto apposta a utilizzare la parola dipendente, sarà, stavolta sì, quello “scassambrell” di Freud), altri volontari, ufficialmente così sono definiti, della Misericordia hanno denunciato a viso aperto, al cospetto di Luca Abete, le stesse cose che, in linea di massima, denuncia stamattina l’operatore mondragonese.

Gente singolare, sui generis, dunque, questi volontari della Misericordia. Al mondo delle istituzioni, a tutte, nessuna esclusa, cioè all’asl che potrebbe pur porsi il problema, essendo un ente pubblico, della condizione in cui lavora il personale, pur somministrato dall’esterno; e poi a chi dovrebbe indagare; e ancora ai politici che vagano sotto la canicola a caccia di voti in ogni modo e con ogni mezzo, poniamo una domanda: ma voi avete mai visto dei volontari così incazzati per una funzione, per un’attività che svolgono, sulla carta, “volontariamente” e per spirito filantropico, ricevendo in cambio un rimborso spese?

Se uno è volontario, opera volontariamente con gioia e soddisfazione. Quando la volontà l’abbandona, non è più gioioso e non è più soddisfatto. Ordunque, non gli garba più di fare il volontario. Per cui, sta a casa e soprattutto non dice di essere stato licenziato, perchè il licenziamento è una conseguenza dell’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente, sancito da un negozio giuridico tra azienda e lavoratore incastrato in un contratto nazionale. Uno che è volontario e ha perso la voglia e l’entusiasmo per continuare ad esserlo, non va ad incatenarsi a 40 gradi, sotto ad una sede periferica dell’asl.

Che dire: noi notizie del genere e commenti del genere noi li pubblichiamo da più di un decennio e continueremo a farlo perchè ci fa star bene occuparci di queste cose, perchè rallegra il nostro umore, nel modo con cui noi ce ne occupiamo. Pensare ad un cambiamento in un contesto sistemico in cui ognuno, a partire dalle istituzioni, fa finta di non vedere, di non capire, quando sa bene come funzionano le cose, è uno dei miraggi appartenenti a queste giornate di pesante calore africano.

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