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MARCIANISE. Al contrario di Eros e Michelle, la storia di Velardi e Fecondo riprende grazie a “Gigetto”, neo-redattore del Siad

17 Agosto 2018 - 17:33

MARCIANISE – Per Luigi Colella, Gigetto per gli amici, è festa di Ferragosto, perchè una roba importante come il Siad, ovvero lo Strum Integrato per l’apparato distributivo, nuova definizione dell’antico Piano Commerciale, è stato affidato a lui, badate bene, con incarico diretto.

Senza alcuna selezione, senza un avviso pubblico, senza nulla di nulla.

Esattamente come facevano e come fanno i Comuni che connotano la loro gestione con impronta personalistica e rozzamente clientelare.

Anche perchè, con tutto il rispetto di Gigetto, non è che il sindaco Velardi abbia scelto un erede di Victor Uckmar, una personalità dell’accademia al di sopra di ogni discussione, con un lignaggio frutto di esperienze e pubblicazioni.

No, ha scelto il buon Gigetto, affermando in pratica che si tratta di una vera e propria autorità nel settore dell’integrazione tra gli strumenti urbanistici generali di pianificazione territoriale e quelli specifici, nel caso di specie, quello specifico relativo alle collocazioni delle strutture distributive.

Vabbè, ci informeremo su questo Gigetto, magari cominciando ad appurare se, ultimamente, ha avuto degli incarichi all’interno di quelle che vogliamo un po’ scherzosamente definire le major dell’economia commerciale targata Interporto.

Perchè se questi incarichi ci sono stati, da un lato possono rappresentare biada da curriculum, dall’altra parte possono configurare un dubbio stato di compatibilità o incompatibilità con l’incarico appena assunto.

A prezzi, va detto, piuttosto modici: 7mila euro più i contributi.

Da un punto di vista squisitamente politico, Velardi ha preteso, dicendo in pratica al dirigente Spasiano che a comandare è il sindaco e nessun altro, la nomina di Gigetto Colella, imponendola a Spasiano, che senza fiatare ha dovuto redigere la determina, che anche agli occhi di uno rotto, ma proprio rotto a tutte le esperienze, appare troppo ardita.

Ma qui di mezzo c’è la ricostituzione del rapporto tra Velardi e il suo ispiratore Filippo Fecondo, rovinatosi ai tempi del famoso documento dei consiglieri del Pd e delle successive dimissioni-barzelletta del sindaco.

Gigetto potrebbe essere proprio il cemento giusto, essendo il professionista molto legato, anche personalmente, a Filippo Fecondo.

Chi tra i romantici cullanti non si è augurato che l’appello, il grido di dolore di Eros Ramazzotti, cogliesse l’obiettivo di un ripensamento della Michelle, al tempo però plagiata da una setta…

E invece quel “No, non può finir così la storia di noi due”…finì eccome.

Stavolta, invece, il prodigioso Velardi ha compiuto il miracolo di dar soluzione a quell’appello straziato e straziante. La storia sua e di Fecondo non finirà, ma riprenderà, cementata da nuovi incarichi, naturalmente pagati dai cittadini, di amici e parenti.

Evviva l’amore!

 

determina_n_145 a gigetto colella