MAXI SEQUESTRO. IL NOME dell’imprenditore al centro delle indagini sugli abiti usati smaltiti in maniera illegale. Lavoratori in nero e sull’autorizzazione all’impianto…
2 Febbraio 2026 - 18:00
CAPUA – Un vasto deposito illegale di rifiuti è stato scoperto e sequestrato a Capua, nell’ambito delle attività di contrasto all’illecita gestione dei rifiuti nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”, coordinate dalla Prefettura di Caserta (clicca e leggi il resoconto ufficiale della guardia di finanza).
I finanzieri del Comando Provinciale di Caserta, in collaborazione con i tecnici dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania), hanno posto sotto sequestro un opificio di 600 metri quadri, utilizzato come luogo di lavorazione e stoccaggio. All’interno sono state rinvenute circa 65 tonnellate di rifiuti, classificati come speciali non pericolosi.
Si tratta principalmente di balle di indumenti usati, provenienti per la maggior parte dalla raccolta nei centri urbani del Nord Italia, insieme a materiale plastico e cartaceo. Secondo le prime accertate dagli investigatori, questi tessuti non erano stati sottoposti ai prescritti processi di selezione e igienizzazione, restando quindi a tutti gli effetti rifiuti.
La società, DSTEX, con sede nella seconda traversa di via Scarano, non distante dalla zona Pierrel di Capua, che gestiva l’impianto, il cui amministratore unico risulta essere il napoletano Domenico De Luca Bossa, operava sotto la denominazione di “commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero”. Tuttavia, dalle indagini è emerso che l’azienda era priva delle necessarie autorizzazioni ambientali per il trattamento dei rifiuti, nonostante avesse già avviato un impianto di messa in riserva e recupero di rifiuti non pericolosi.
L’attività illegale non si limitava alla gestione ambientale. Durante i controlli, spiega la Finanza nella sua nota stampa, i militari hanno anche rilevato l’impiego di lavoratori in nero, intenti a operare in assenza delle preventive comunicazioni di assunzione obbligatorie. Il rappresentante è stato deferito alla Procura per il reato di illecita gestione di rifiuti. Parallelamente, è stata inviata una segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la sospensione dell’attività. Oltre al materiale, è stato disposto il sequestro dell’immobile e dei mezzi da lavoro in esso contenuti.
La vicenda amministrativa dell’impianto, che non avrebbe avuto il necessario via libera per lo stoccaggio rifiuti, l’avete letta in passato su CasertaCe quando abbiamo trattato anche il caso della World Metal. Infatti, dopo alcuni articoli di questo giornale dedicato ai due siti di stoccaggio rifiuti, il comune dichiarò il fabbricato non conforme ai permessi edilizi rilasciati in passato. La posizione critica dell’area, che ricadeva all’interno – e non solo in prossimità – di una zona agricola protetta da un vincolo regionale (V16), portò la Conferenza dei Servizi a non esprimere un parere favorevole per la prosecuzione dell’iter autorizzativo.
Secondo quanto era emerso nel discorso pubblico sul caso, nel tentativo di sbloccare la situazione, la DSTEX aveva cercato di rassicurare gli enti coinvolti, precisando che avrebbe trattato esclusivamente rifiuti non pericolosi e che lo stoccaggio massimo previsto sarebbe stato di 41,40 tonnellate. La Conferenza dei Servizi, tuttavia, decise di sospendere ogni determinazione, imponendo all’azienda due precise scadenze per rispondere alle obiezioni.
Entro 30 giorni, la società avrebbe dovuto integrare la documentazione richiesta da ARPAC e dall’ASI (Consorzio per l’Area Industriale). Entro 90 giorni, avrebbe invece dovuto fornire chiarimenti a un gruppo più ampio di enti, comprendente ancora ARPAC, l’EIC (Ente Idrico Campano), il Comune di Capua e la Regione Campania. Queste risposte, come sarebbe emerso dalle indagini culminate nel sequestro, non sono mai pervenute. Il vuoto autorizzativo ha quindi creato le condizioni per l’avvio di un’attività non autorizzata, illegittima.
Chiaramente, restiamo a disposizione del signor De Luca Bossa e dell’impresa DSTEX qualora ci siano passaggi da chiarire, specificando nel merito la questione
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Si precisa che l’indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e che il sequestro, misura cautelare reale, è stato adottato in assenza di contraddittorio. Spetterà al Giudice, nella fase processuale, valutare definitivamente le responsabilità.
