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MONDRAGONE. La doppia identità di Fabio Spatrisano. La mattina indossa la divisa da vigile, ma poi va a lavorare in un altro ufficio del Comune

26 Luglio 2018 - 11:58

MONDRAGONE – Finisce nuovamente sotto la lente di ingrandimento il concorso per 12 poliziotti locali estivi del Comune di Mondragone. Sotto accusa questa volta un candidato che dopo aver superato le selezioni per l’assunzione a tempo determinato, anziché abbracciare la divisa, è stato impiegato come amministrativo negli uffici del Municipio. Si tratta di Fabio Spatrisano.

In tutto questo però si ha la sensazione, dato che abbiamo setacciato l’albo pretorio, che a qualcuno sia sfuggito qualche passaggio indispensabile e che sia utile mettere al proprio posto tutti i tasselli.

E allora ci affidiamo alla buona volontà e a una costruttività del rapporto, che sembra essere molto scemata ultimamente, tra l’amministrazione comunale e Casertace, affinchè il sindaco Pacifico o il comandante dei vigili di Nardo ci forniscano rassicurazioni precise e circostanziate sul rispetto di procedure che sono stampate nei repertori delle leggi e nelle gazzette ufficiali.

La legge quadro dell’Ordinamento di Polizia Locale n.65 del 7 Marzo 1986 specifica che per poter spostare un dipendente con qualifica di operatore agente polizia locale da un ufficio all’altro, occorre una delibera di giunta comunale indirizzata all’ufficio del personale affinché vengano emanate tutte le procedure di mobilità interna per i dipendenti iscritti alla categoria giuridica C che intendano passare, per esempio, all’ufficio tributi.

Conseguenzialmente il responsabile dell’ufficio personale indice un avviso di mobilità interna aperto a tutto il personale.

Senza voler troppo andare avanti, fermiamoci al primo punto: è stata prodotta una delibera per intraprendere la mobilità interna, dando la stura a una serie di altri passaggi che garantiscano equità e pari opportunità a tutti coloro che posseggono i requisiti per parteciparvi?

E’ come all’università: il problema della esistenza dell’appena citata delibera è una discriminante, è un dato propedeutico agli ulteriori passaggi.

Inoltre, nel momento in cui un dipendente viene trasferito in un’area diversa, perde tutte le qualifiche afferenti al ruolo di poliziotto locale così come previsto dalla legge sopra indicata. Inoltre perde anche tutti gli accessori previsti per chi espleta quel tipo di lavoro (turnazioni, reperibilità, eccetera). Se la persona è in possesso della qualifica di pubblica sicurezza, la Prefettura di competenza, previa comunicazione al primo cittadino, deve revocarla.

È vero sì che parliamo di un pupillo della vecchia amministrazione, amico di un ex assessore e benvoluto dalla nuova per le sue indubbie qualità professionali, ma la legge è legge e va dunque rispettata.

Rimaniamo a disposizione del sindaco Virgilio Pacifico e del comandante della Polizia Locale Antonio Di Nardo, che della legalità dice di fare il suo faro ispiratore, per qualsiasi chiarimento in merito alla faccenda.