POLITICA E CAMORRA. La DDA vuole ancora “incastrare” Luigi Bosco. Ecco le domande poste al noto imprenditore dei servizi sociali Raffaele Basso

3 Gennaio 2026 - 13:14

Si tratta dei documenti depositati dal pubblico ministero Maurizio Giordano al tribunale del Riesame di Napoli dove sono ancora in corso le udienze sui ricorsi presentati contro le decisioni del gip del tribunale di Napoli relative al rigetto delle richieste di applicazione di misure cautelari

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CASERTA/CASAPULLARaffaele Basso napoletano, patron della cooperativa sociale Esculapio è un personaggio molto noto nei comuni della provincia di Caserta a partire da quello capoluogo proprio perché è titolare di molti servizi finanziati in maniera anche molto copiosa da fondi pubblici provenienti per la maggior parte dalla Regione Campania attraverso la legge 328.

Basso è un imprenditore abile. Capisce bene che per curare e affermarsi nel settore in cui opera ha bisogno di avere buoni rapporti con la politica. Con tutti i politici senza eccezioni di schieramenti e di posizionamenti. Nel terzo settore è un nome di riguardo e compare nella inchiesta, realizzata dalla Dda di Napoli e imperniata sulla figura di Nicola Ferraro, come testimone convocato dunque come persona informata dei fatti.

Rende interrogatorio il 15 settembre scorso e parla del suo rapporto con Luigi Bosco ex consigliere regionale e indagato in questa ordinanza e, come abbiamo scritto in uno degli ultimi articoli, non attinto da alcuna misura richiesta dal pubblico ministero, per decisione del gip. Ora, studiando un po’ queste informative andremo a capire se c’è stato un ricorso al Riesame del pm e se questo ricorso riguarda solo uno o due richieste di misura formulate a suo tempo al gip del tribunale di Napoli.

Qualcosa ci deve essere altrimenti non avrebbe avuto senso inserire nei documenti presentati al Riesame l’interrogatorio di Raffaele Basso, avente per oggetto i suoi rapporti con Bosco.

Basso in pratica ha raccontato ai pm di lavorare del terzo settore sin dal 2011. Sempre Basso svela che la cooperativa Esculapio è gestita formalmente da suo figlio Nicola ma anche lui stesso ne è concreto attore. Basso definisce Luigi Bosco come un “buon amico”. C’ è un incontro che segna l’inizio di un rapporto più stretto legato a una difficoltà che Basso incontra nell’entrare, diciamo così, nella partita degli affidamenti dei servizi sociali al Comune di Santa Maria Capua Vetere. Ma è nel 2019 che Basso chiede a Bosco esplicitamente di intercedere nei confronti dell’allora dirigente Erminia Cecere, tra le altre cose conosciuta dai lettori di CasertaCe che hanno seguito negli anni i nostri articoli relativi alle dinamiche dei servizi sociali del comune sammaritano e dell’Ambito intercomunale di cui S. Maria C.V. è capofila. La Cecere gli da tutte le spiegazioni sui motivi per i quali non era riuscito ad aggiudicarsi certe gare, ma allo stesso tempo lo invita a non demordere perché una volta o l’altra sarebbe riuscito a farcela. Basso parla anche di un incontro nel quale Bosco si sarebbe presentato con Pietro Natale definito “un amico politico”. Si tratta, aggiungiamo noi, di un personaggio di Casapulla nominato, quando Bosco era in grande sintonia con Giorgio Magliocca e Giovanni Zannini, nel cda di Terra di Lavoro spa società in house dell’amministrazione provinciale che si occupa della gestione ma soprattutto sulla riscossione relativi alle caldaie da riscaldamento domestico, nei 4/5 della provincia di Caserta.

In un’altra occasione Basso riferisce anche della presenza di altre persone, tra cui Nicola Ferraro riconosciuto solo successivamente, dopo aver visto le sue fotografie sui giornali in relazione alle vicende giudiziarie che lo riguardavano. Durante l’incontro, secondo il racconto, non vi sarebbe stato alcun dialogo diretto con Ferraro, limitandosi a un semplice saluto.

A Basso viene formulata, dal pm, anche una domanda su Giuseppe Rea, risponde di non conoscerlo e di aver incrociato il suo nome solo leggendolo dagli organi di informazione. Mostrate alcune fotografie estratte dall’informativa dei carabinieri, Basso riconosce Luigi Bosco e Pietro Natale, oltre a identificare con certezza Nicola Ferraro in una delle immagini. Ha infine aggiunto di aver ridotto i contatti con Bosco dopo aver appreso delle sue vicende giudiziarie, pur rimanendo legato a lui da un rapporto di amicizia. “Quando ho capito che frequentava Nicola Ferraro – ha dichiarato – ho pensato che si stesse mettendo nei guai, considerata la notorietà della sua figura in ambito giudiziario”.