QUALITA’ DELLA VITA. La classifica del Sole. Quest’anno non ce ne frega un tubo, CASERTA 101esima, ma a questo popolo di ignoranti irreversibili non è mai importato un cazzo

CASERTA(Gianluigi Guarino) Stavolta facciamo promessa solenne. La dobbiamo all’ignoranza, all’indifferenza e al relativismo catastrofico che abita almeno l’80% dei presunti e sedicenti cittadini di questa provincia: ci occuperemo poco, pochissimo dell’annuale classifica sulla qualità della vita, pubblicata stamattina dal Sole24Ore. Come poco ci siamo occupati di quella che, un mesetto fa, ha pubblicato l’altro quotidiano economico Italia Oggi.

Ci limiteremo allo strettissimo indispensabile. La provincia di Caserta dalla maglia nera totale e assoluta, relativa all’anno 2016, passa al 101° posto dell’anno 2017.

Istruzioni per l’uso per chi non ha dimestichezza con la materia micro statistica: non ci ricordiamo quanti indicatori di valore furono rilevati l’anno scorso. Sappiamo, invece, che quest’anno sono 42 e sono suddivisi, riteniamo, ognuno in ragione di 7, all’interno di 6 macro indicatori: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e società; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.

Per ognuno di questi, ci sono 7 micro indicatori di valore. 6 per 7, 42, più due 44 e così facciamo lo Zecchino d’Oro e così ravviviamo questi passaggi, già ampiamente disertati dall'”intelligentissimo e preparatissimo” popolo casertano.

Un dato importante per capire cosa significhino i valori emersi sia nel numero indice generale che in quelli parziali, è lo stabilire quanti fossero gli indicatori l’anno scorso, allo scopo di omogeneizzare i vari numeri indici e il già citato indice complessivo risultante dalla media dei 6 macro indicatori, ognuno dei quali, a sua volta, risultante di una media, non sappiamo se aritmetica o ponderata, dei 7 micro indicatori che lo compongono. 

Per cui, se questa crescita di 7, 8, 9 posti di Caserta sia frutto di un pur modesto incremento di qualcuno degli indicatori, va verificato in maniera approfondita.

Ma noi non lo faremo, perchè dato che negli anni scorsi abbiamo dedicato giornate intere a far questo lavoro, mettendolo a disposizione dei casertani, affinchè potessero rifletterci e potessero anche cominciare a capire per quale motivo la loro provincia è un totale merdaio, incassando in cambio l’indifferenza degli stolti,in grande e schiacciante maggioranza in questa terra, i quali nella merda ci si rotolano con lo stesso piacere con il quale gli estrosi de “Lo famo strano” coatto si rotolano a far festa nella cioccolata.

Ai suddetti, propineremo, invece, non abbiano paura, la quotidiana dose di puttane, ricottari, arraffoni, corruttori, papponi e compagnia cantata.

Unici argomenti a suscitare interessi autenticamente corali, a dimostrazione della grande cifra culturale media di queste genti.

In conclusione, ribadiamo a quelle due o tre mosche bianche in grado di arrivare alla lettura di questa parte finale del nostro articolo, che per quanto riguarda la valutazione su questa 101esima posizione, 9 caselle guadagnate rispetto alla maglia nera assoluta dell’anno passato, occorrerà sviluppare qualche conticino aritmetico e algebrico per capire se l’indice di quest’anno, ci riferiamo al numero indice riassuntivo di tutti quelli delle macro aree di analisi, a sua volta, determinato da quelli parziali di ognuno dei 42 micro ambiti rilevati, sia confrontabile realmente con quello dell’anno scorso.

In parole povere, potrebbero essere arretrati gli indici degli altri, più che cresciuto quello di Caserta. Che poi, zucconi che non siete altro, è l’unica cosa che conta, più che la classifica. Questo perchè, modificandosi ogni anno numero degli indicatori e anche tipologia identificativa degli stessi, la graduatoria è solo un dato empirico, utile a tirar fuori qualche titolo suggestivo da un giornale.

E siccome noi non siamo dei pataccari, mentre per cultura, educazione siamo portati ad affrontare un argomento che mette insieme, come in questo caso, un’analisi specifica di indicatori economici, sociali, culturali, socio-ambientali con la loro riduzione ad espressione numerica attraverso semplici operazioni aritmetiche e micro statistiche, ci asteniamo.

Tanto, e noi lo possiamo dire bene perchè per 7, 8 anni abbiamo trascorso giornate intere ad analizzare dati, a commentarli, a rifletterci sopra, a spiegarli, non serve a un cazzo.

Mentre serve alla nostra panza e alla nostra tavola che, a questo punto, è l’unica cosa cui teniamo, vista l’irrecuperabilità del popolo casertano, che oggi una moglie fedifraga, dribbli il marito andandosi a scopare il capo ufficio, sbagliando però il posto per consumare il tradimento, scegliendo per esso un bagno, un vetro trasparente del bar Margherita a Caserta, davanti al quale si concentri una folla di curiosi e di perdigiorno ad assistere e a commentare. Lì sì che le visite schizzano, altro che qualità della vita, destino di questa e delle prossime 3 generazioni, stato di salute del pianeta, coscienza civile e puttanate del genere.

E allora, sotto a chi tocca.

 

QUI SOTTO LA CLASSIFICA DEL SOLE24ORE