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S. MARIA C.V. Abuso d’ufficio e truffa alla Conservatoria, la prescrizione “assolve” tutti

17 Ottobre 2023 - 16:44

Sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

SANTA MARIA CAPUA VETERE Arriva la prescrizione e cadono le accuse di abuso d’ufficio e di truffa. Lo scorso 13 ottobre Giovanni Caparco, ha emesso sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dei dipendenti della Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere, di utenti beneficiari e professionisti che rispondevano di questi reati. Le vicende oggetto del processo sono avvenute tra novembre e dicembre del 2015 e ruotano intorno a Graziano Castaldo, 62 anni di Carinola, coordinatore del servizio ispezioni e certificazioni ipotecarie, a Raffaele Gagliardi 70 anni di Macerata Campania e Andrea Ventriglia, 67 anni di Macerata Campania, addetti entrambi ai servizi di ispezione e certificazione dell’Ufficio. L’accusa per i funzionari è di aver fornito certificazioni, ispezioni e visure catastali in violazione di legge.

Risultavano indagati Nunzio Di Fuccia, Ciro Florio, Grazia Caserta, Luigi Del Vecchio, Giovanni Palma, Assunta Ruotolo, Filomena Campi, Sergio Abbate, Olimpia Russo, Angela Valentino, Vincenzo Perrotta, Claudio Antonucci, Alfonso Capone, Carmine Caiazzo, Giovanni Traettino, Carlo Rocco Caterino, Domenico Perrotta, Aldo Ardita, Gennaro Maione, Gavino Napolitano, Mattia Ruggiero, Pasqua Infante, Fabrizio Gentile, Angelo Izzo, Graziano Castaldo, Andrea Ventriglia e Raffaele Gagliardi.

Il collegio ha quindi ritenuto che effettivamente i reati siano estinti per intervenuta prescrizione. Ed invero, come emerge dalla contestazione effettuata dal P.M., i reati in questione sarebbero stati consumati al più tardi nel mese di dicembre del 2015. Non è tra l’altro, emerso in maniera evidente che i fatti non sussistono o che gli imputati non li abbiano commessi ovvero che gli stessi non siano previsti dalla legge come reato, specie facendo riferimento al contenuto delle deposizioni dei testimoni escussi, delle risultanze della documentazione acquisita, nonché delle conversazioni intercettate ne corso delle indagini.

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utilizzabili nel caso di specie anche per i reati di abuso d’ufficio e di truffa, sebbene gli stessi non rientrino nei limiti di cui all’art. 266 c.p.p., atteso che alla qualificazione giuridica in tali termini dei fatti ritenuti integranti i reati predetti si è giunti per la maggior parte di esse solo a seguito del completo sviluppo delle indagini e della complessiva lettura delle risultanze investigative, laddove nel momento genetico le medesime operazioni erano state autorizzate del quale sussisteva gravi indizi nella prospettiva di cui all’art. 266 c.p.p. (cfr. ex plurimis Cass. 21/23148).

P.Q.M.

Il Tribunale, letto l’art. 129 c.p.p. dichiara non doversi procedere nei confronti di Castaldo Graziano, Izzo Angelo, Ventriglia Andrea, Caserta Grazia, Palma Giovanna, Del Vecchio Luigi, Ruotolo Assunta, Campi Filomena, Florio Ciro, Perrotta Vincenzo, Gagliardi Raffaele, Antonucci

Claudio, Capone Alfonso, Traettino Giovanni, Caterino Carlo Rocco, Maione Gennaro, Gentile Fabrizio, Ruggiero Mattia, Napolitano Gavino, Ardito Aldo e Russo Olimpia per i reati loro rispettivamente ascritti ai capi I l, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 29, 30, 31, 32, 33, 36 bis, 37, 41, 42, 43 e 44 della imputazione perché estinti per intervenuta prescrizione.

Così deciso in S. Maria C.V., 13.10.2023