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TUTTI I NOMI. LATTE E CAMORRA. “Capaldo? Non ricordo”. All’ennesima risposta mancata il pm si infuria: atti in procura

28 Aprile 2023 - 18:11

CASAPESENNA – È stata ascoltato dai giudici, dalla procura e dagli avvocati del collegio difensivo, l’ex amministratore delegato della Cooperativa Santa Maria Srl Gianfranco Costanzo, 38enne di Caserta, nel processo che si sta celebrando alla Prima Sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, scaturito dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sulla presunta gestione e sul controllo della criminalità organizzata relativamente alla distribuzione del latte in Campania, in questo caso nelle mani dei nipoti di Michele Zagaria, il superboss del clan dei Casalesi.

Non ricorda e non sa. Questa in buona sostanza la serie di risposte che Costanzo, prosciolto nel processo a suo carico, in merito al suo rapporto con Nicola Capaldo, che per la Dda lo utilizzava come una specie di prestanome, testa di legno nella sua società.

Ora Costanzo, al termine della discussione, rischia un’accusa di falsa testimonianza, secondo quanto ha dichiarato il pm dell’Antimafia Maurizio Giordano, che ha deciso di inviare gli atti relativi alle dichiarazioni su Capaldo in procura.

Euromilk, secondo l’inchiesta della Procura antimafia, avrebbe continuato ad avere il controllo della distribuzione del latte Parmalat grazie a dei funzionari della multinazionale, Antonio Santoro, originario di Casagiove, e Lorenzo Vanore, originario di Caserta, ma anche attraverso il supporto dell’imprenditore di Castellammare di Stabia

Adolfo Greco.

I contratti tra Euromilk e Parmalat, dopo che la società dei Capaldo venne sequestrata e sottoposta ad amministrazione giudiziaria per una interdittiva antimafia, sarebbero continuati attraverso un’altra impresa riconducibile ai fratelli, la Santa Maria srl.

Ciò fu possibile anche grazie all’attività di Adolfo Greco, che avrebbe concesso ai nipoti del boss latte da distribuire a un prezzo stracciato per diversi mesi, creando un potere economico alla neonata impresa.

Atti in Procura per falsa testimonianza nei confronti del. È quanto accaduto nel corso dell’udienza celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Giovanni Caparco (Maione e Iorio a latere) del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

A parlare in aula è stato anche un ex dipendente della Euromilk, Giovanni Massaro. L’uomo ha spiegato che a seguito del sequestro della società, era nata l’idea di creare la cooperativa Santa Maria, ricevendo il via libera di Capaldo alla sua costituzione.