TUTTI I NOMI. UN BUCO DA 6 MILIONI. Acquisti su AMAZON e abbonamenti streaming con i soldi della Regione

20 Novembre 2024 - 12:04

CASERTA – Abbonamenti mensili a servizi di streaming musicale e spese su Amazon, anche alle due di notte, utilizzando le carte di credito istituite per gli acquisti urgenti della Sma Campania Spa, società in-house della Regione che si occupa, tra l’altro, di ambiente, prevenzione incendi e di depurazione.

Contesta uno sperpero di fondi da oltre 5,7 milioni di euro la Procura regionale per la Campania della Corte dei Conti che, al termine delle indagini contabili – riguardanti gli anni dal 2012 al 2022 – ha incaricato il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Napoli di notificare nove inviti a dedurre ad amministratori, dirigenti e dipendenti della società.

Destinatari delle contestazioni della Corte dei Conti campana (riporta l’Ansa) sono l’ex presidente del Cda Giuseppe Cammarota; gli ex amministratori unici Ciro De Leo, Raffaele Scognamiglio e Giuseppe Esposito; l’ex consigliere delegato Lorenzo Di Domenico; l’ex dirigente Cosimo Silvestro; l’addetto alla contabilità e bilancio Ernesto Tartaglione e il responsabile dell’impianto di depurazione di Napoli est Luigi Riccardi.

Tutti potranno ora depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti e chiedere di essere ascoltati dall’Autorità giudiziaria contabile.

Di Domenico, Scognamiglio, Silvestro e Tartaglione sono stati rinviati a giudizio nell’ambito di un procedimento penale parallelo dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a vario titolo per peculato, abuso d’ufficio e simulazione di reato.

Per quanto riguarda la figura dell’ex financial manager Roberto Iavarone, lo stesso ci informa che:

“a) la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’archiviazione della posizione del sottoscritto con provvedimento del 08/09/2023, riconoscendo l’estraneità dello scrivente ai fatti contestati;

b) l’archiviazione è stata determinata anche dalla circostanza che l’indagine relativa agli sprechi è stata avviata proprio su iniziativa del sottoscritto, che ha segnalato le irregolarità alle autorità competenti;

c) la Procura della Corte dei Conti ha chiamato in causa il sottoscritto in via meramente sussidiaria e per colpa grave, per un importo di circa 50.000 euro relativi a un presunto omesso controllo, e non per dolo come gli altri soggetti coinvolti direttamente e per dolo;

d) la chiamata in causa da parte della Procura contabile è avvenuta in assenza di conoscenza del provvedimento di archiviazione emesso dal GIP di Santa Maria Capua Vetere;”