Caso di pubblicità ingannevole. Il bando prometteva di più di quanto lì, come ben sanno i nostri lettori, si può realizzare

4 Aprile 2018 - 00:00

SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) Ci deve essere rimasto proprio male Mario Natale, il noto imprenditore di Casal di Principe, trapiantato a Santa Maria Capua Vetere, ex presidente del Gladiator, quando si è reso conto di aver preso, per dirla alla romanesca maniera, una grande sola acquistando l’area che un tempo avrebbe dovuto ospitare l’opera della famosa Società di trasformazione urbana, meglio nota con il suo acronimo STU.

Se è vero, infatti, che nel bando non c’era scritto che in quell’area si sarebbero potuti costruire appartamenti, è anche vero che era riportato con chiarezza che un centro commerciale o qualcosa di simile poteva essere edificato.

Un

centro commerciale o polivalente non ricordiamo precisamente la dizione. Mentre ricordiamo che al quarto piano di questa struttura poteva nascere un albergo.

Insomma, il bando del tribunale era andato finanche più avanti di quello che per legge e per le inchieste giornalistiche di CasertaCe, negli anni 2008, 2009 non si era potuto fare nonostante la cosiddetta dottrina Mazzotti, lo storico dirigente, prima dell’ufficio tecnico di Santa Maria Capua Vetere, poi di quello di Caserta, il quale si era inventato la definizione di opera di intersse pubblico, anche quando questa presupponeva un lucro evidente e attività commerciali al dettaglio.

La

STU, partecipata dal 51% dal comune di Santa Maria, col 49% dal ntoo imprenditore di Giugliano Tartarone che ultimamente ha investito su una struttura elegante, alberghiera e di ristorazione nella zona di Telese Terme, fece un passo indietro. Il buco rimase lì e la società riteniamo fu messa in liquidazione. Ora Natale che sperava nel business, ha trovato subito un ostacolo nell’amministrazione comunale, la quale oggi interpreta ciò che è possibile fare in quell’area prospiciente alla C1 Nord esattamente alla stessa stregua di quello che CasertaCe lottando strenuamente, propognava nelle sue inchieste.

Mario Natale pare si sia rivolto al giudice per la risoluzione in base a questo parere negativo del comune. In poche parole soldi e impegni revocati.