Le società di vigilanza privata e gli interessi del cognato di Bidognetti: DUE CONDANNE
3 Aprile 2025 - 09:46

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PARETE – La Settima Sezione Penale del Tribunale di Napoli ha condannato quattro persone per trasferimento fraudolento di beni. Le pene inflitte sono di 2 anni e 6 mesi di reclusione ciascuna. I condannati sono Enrico Verso (61 anni, Parete), cognato di Raffaele Bidognetti, esponente del clan dei Casalesi e ora collaboratore di giustizia, Antonio D’Abbronzo (52 anni, Villaricca), Carlo Verdone (65 anni, Roma) e Alessandro Barbieri (75 anni, Carrara).
L’accusa ha sostenuto che Verdone, nel 2016, avrebbe stipulato un contratto fittizio di affitto di ramo d’azienda tra la società I Pretoriani e la Roma Security. L’obiettivo era evitare misure patrimoniali nei confronti di Verso, sospettato di legami con il clan dei Casalesi. Barbieri è stato coinvolto come amministratore unico della società I Pretoriani.
Il Tribunale ha escluso l’aggravante mafiosa, ritenendo che l’illecito non fosse legato alla cosca Bidognetti. L’indagine aveva originariamente visto l’accusa di corruzione per alcuni degli imputati, modificata successivamente in traffico di influenze illecite, ma quest’ultima è stata prescritta.
Ricordiamo che l’anno scorso Verso fu l’unico condannato nel processo gemello rispetto a quello di cui vi diamo notizia oggi e che, in quel caso, si chiuse con una condanna di un terzo inferiore a quanto richiesto dalla procura (CLICCA E LEGGI).
Per quanto riguarda l’accusa di corruzione, l’imputato Giorgio Pietrelli, archivista presso la Prefettura di Napoli, aveva promesso di far assumere alcuni familiari in cambio dell’impegno a sollecitare una pratica per ottenere l’autorizzazione alla vigilanza armata da parte della Roma Security. Tuttavia, poiché è stata esclusa l’aggravante mafiosa, i giudici non si sono pronunciati su questa parte del caso.
L’ultimo degli imputati, Antonio Ricci è stato assolto dall’accusa di rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio. Il Tribunale ha disposto la confisca delle quote della società I Pretoriani, precedentemente sequestrate.