POLITICA E CAMORRA. Parlano i pentiti: ecco le “nuove prove” del presunto versamento di mazzette per 50mila euro a Nicola Ferraro e a Romano per LA MONNEZZA DI ARIENZO
7 Gennaio 2026 - 14:16
Mai come in questo momento, avendo acquisito le nuove dichiarazioni di Romano e quelle indite del titolare di CZeta, occorre fare un punto aggiungendo a questi elementi nuovi un riepilogo preciso di quello che è stato il rapporto personale tra Nicola Ferraro e il sindaco Giuseppe Peppe Guida. Le intercettazioni rivelatrici
ARIENZO – (g.g.) Ritorniamo un attimo sugli elementi di riscontro, sulla presunta tangente versata da Ilario per ottenere, un po’ acrobaticamente l’appalto di rifiuti ad Arienzo. Abbiamo già parlato di 50mila euro perché lo ha raccontato l’altro pentito Domenico Romano uomo vicino ai clan di Napoli Nord divenuto a sua volta collaboratore del magistrato inquirente nell’ambito di questa indagine. Cinquanta mila euro affinchè il Comune di Arienzo revocasse l’affidamento già realizzato ad Econova della famiglia napoletana degli Amalfitano per far subentrare CZeta seconda classificata.
Una cosa la diciamo noi: non c’è traccia di tangenti consegnate a politici di Arienzo e in particolare al sindaco Peppe Guida. C’è traccia, invece, di un rapporto intimissimo tra Nicola Ferraro e lo stesso Guida che la casa che l’imprenditore di Casal di Principe possiede tra S. Maria a Vico e Arienzo, frequentava spesso come dimostrano le foto scattate dai carabinieri e allegate a suo tempo alla richiesta di applicazione di misura cautelare di arresto in carcere per Ferraro e dei domiciliari per Guida. Un rapporto intimissimo con riscontro palmare che si esplicita nell’assunzione al Comune di Arienzo di Gelsomina Crisci moglie di Nicola Ferraro.
A quest’ultimo viene chiesto da Romano di far saltare Econova e di piazzare al suo posto CZeta. E ciò avviene puntualmente, con un evento che molto di rado avviene in un Comune. Nel precedente articolo CLICCA E LEGGI abbiamo trattato alcuni passaggi di dettaglio consistenti anche nelle manovre di alcuni dipendenti di Econova finalizzati a evidenziare le mancanze di questa azienda. Oggi ci fermiamo, invece, ai conetti principali. Primo sillogismo: Nicola Ferraro e Giuseppe Guida sono intimamente legati al punto che Guida frequenta la casa di Ferraro, al punto che Guida assume al comune la moglie di Ferraro. Di qui la possibilità molto verosimile che Ferraro ha di influire sulle scelte amministrative del Comune di Arienzo. La defenestrazione di Econova a vantaggio di CZeta è una di queste ed è avvenuta sicuramente.
Parliamoci all’altro lato della narrazione: Domenico Romano dice ad Aniello Ilario di poter operare affinchè CZeta entri ad Arienzo e di poterlo fare perché Ferraro è legato al sindaco Giuseppe Guida. Uno scambio di idee che Domenico Romano riconosce e fa verbalizzare nei suoi interrogatori. Ilario a sua volta conferma che lui è entrato ad Arienzo grazie a Nicola Ferraro con l’intercessione di Romano.
In più ci sono due intercettazioni: la prima tra Domenico Romano e la sua compagna Anna Lanzuolo durante la quale il primo conferma il pagamento di 50mila euro da parte di CZeta legato all’operazione Arienzo di cui (intercettazione, ripetiamo, del 2022) 30mila già versati e 20mila da corrispondere. E i 20mila sono proprio quelli che si vanno ad accumulare in vare tranches da 5mila nel momento in cui si concretizzano le cose in quel di Arienzo. Questi soldi vengono finiscono nelle tasche di Ferraro e Romano. Successivamente si comprende sempre dalle intercettazioni le la famiglia Ilario aveva già versato 34mila e 16mila ancora da versare, ma la sostanza non cambia.
La seconda intercettazione è datata 22 dicembre 2022: Aniello Ilario parla col figlio Carlo a bordo della Fiat Panda del primo e riferisce che per acquisire l’appalto per il servizio rifiuti ad Arienzo lui aveva concordato la corresponsione di 50mila euro a favore di Nicola Ferraro e Domenico Romano.
Ora aggiungiamo noi, è anche probabile che Romano abbia esposto le sue ammissioni dopo aver letto questa intercettazione. Ma nessuno potrà contestare che la precisa corrispondenza tra quello che ha dichiarato al pm della Dda e quello che ha detto al telefono alla sua compagna non si frutto di un elemento di veridicità.
Stesso discorso vale per Aniello Ilario anche lui collaborante e che probabilmente ha confermato e messo a verbale la circostanza di aver pagato i 50mila euro.
