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ASI CASERTA. Altra braciola in vista: Marcianise, Caserta (forse) e altri 5 chiedono la convocazione del consiglio per “papparsi” le due poltrone accanto alla Pignetti

12 Ottobre 2018 - 11:09

CASERTA (g.g.) – La politica casertana dà  notizie di se solo quando deve occuparsi, pardon, occupare delle poltrone naturalmente remunerate.

In quel momento, trova quello smalto e quella vivacità, al contrario assente, totalmente latitante, quando deve impostare dei seri cronoprogrammi per realizzare cose reali, fatte a favore del popolo.

Si parla di iniziative dei partiti o di esponenti della sedicente classe dirigente, solo quando queste poltrone riguardano i cosiddetti enti di sottogoverno, autentici carrozzoni del fancazzismo parassita, centrali dello spreco e della disamministrazione.

Quante ne abbiamo raccontate negli anni sull’Asi di Caserta, sul consorzio idrico, sui consorzi di bonifica?
E quanto ne racconteremo ancora, a partire da oggi nel momento in cui registriamo una levata di scudi, concretizzatasi in una iniziativa di alcuni comuni nei confronti della presidenza Asi.

Chiedono la convocazione immediata del consiglio generale. In testa c’è il Comune di Marcianise, dove governa un “altro sedicente”, cioè il sedicente innovatore (perché a sentirlo parlare, lui è l’uomo della provvidenza che vuol cambiare gli schermi, sotterrando clientele, ovviamente quelle degli altri, non certo le sue) Antonello Velardi. Marcianise, insieme a Pietramelara, Alife e alcuni ambiti che raccolgono comuni più piccoli, assumono un’iniziativa non certo per parlare di strategie, di contenuti delle politiche di promozione, dell’economia produttiva di questa provincia, ma di poltrone, di posti di potere. Precisamente delle due postazioni all’interno del comitato direttivo, l’organismo formato da 5 persone e che in pratica dovrebbe essere il motore esecutivo del consorzio intercomunale che gestisce le aree industriali di questa provincia. Da tempo, infatti, sono vuote due poltrone su 5: quella del mondragonese Salvatore Davidde, le cui vicissitudini abbiamo raccontato più volte, e quella del rappresentante del Comune di Caserta Fulvio Granata da Torre del Greco, nominato a suo tempo da Pio Del Gaudio su indicazione di Luigi Cesaro detto Giggino a purpett e Carlo Sarro a quel tempo coordinatore provinciale di Forza Italia.

La richiesta reca anche la firma di Carmine Bevilacqua, un vero e proprio mattatore delle nomine di sottogoverno, il quale dopo aver per molti anni militato, si fa per dire, nel centrodestra che gli ha garantito posti e indennità di carica, ad esempio il consorzio rifiuti Caserta 3, è passato col centrosinistra e con Carlo Marino il quale lo ha premiato nominandolo nel consiglio generale dell’Asi. Non sappiamo se quello che è successo all’indomani dell’apposizione della firma, da parte di Bevilacqua sull’istanza di convocazione del consiglio generale, sia stato o meno concordato con Carlo Marino. Fatto sta che Bevilacqua è stato sostituito nel suo ruolo da Gianni Comunale, consigliere comunale del Pd, che Marino aveva bisogno di accontentare per tenerselo buono.

Caserta rivendicherà una delle due postazioni nel comitato direttivo. L’altra è stata promessa, come sempre capita, a più di uno dagli architetti di questa iniziativa che, ovviamente, è trasversale, perché da un lato impegna la coppia d’oro felice e biologicamente assortita, formata dal presidente della Provincia di centro destra, Giorgio Magliocca e dal consigliere regionale di centro sinistra (usiamo queste collocazioni per capirci non certo perché siano reali forme di adesione ideologica ad un ideale politico), Luigi Bosco, dall’altro gli interessi immediati del parlamentare uscente Nicola Caputo (Alife il sindaco Maria Luisa Di Tommaso, moglie di Alfonso Santagata, presidente del consorzio di bonifica del sannio alifano, un altro vecchio navigatore nei mari tempestosi del sottobosco della politica casertana) di mettere in ordine le sue “truppe” in vista della consultazione elettorale della prossima tarda primavera, quando verranno rinnovate le rappresentanze per Strasburgo e Bruxelles. Un posto lo pretende Marcianise, naturalmente, che aspetta da tempo un riconoscimento da parte del Pd, l’ex sindaco di San Tammaro, Luigi Cimmino, sono solo alcune delle ambizioni, legate a questa iniziativa.

Tra le altre cose, a complicare tutto, c’è la prospettiva che quest’azione venga vanificata dal problema, statutariamente non superabile, costituito dal fatto che 3 di questi 7 comuni sono morosi nei confronti dell’Asi, relativamente alla quote dell’anno 2017 e dunque non possono votare in consiglio generale.

Con grande spirito di sacrificio certamente non con significativa motivazione, cercheremo di seguire, nell’adempimento del nostro dovere d’informazione, questa ennesima pantomima, messa insieme dalla pseudo politica casertana.