CAMORRA. Il boss Pietro Ligato collabora con la giustizia

29 Marzo 2025 - 09:36

Un iter, quello del collaboratore di giustizia, complicato, dall’esito incerto come insegna il recente pentimento fallito di Francesco Schiavone Sandokan

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PIGNATARO MAGGIOREPietro Ligato ha deciso di provare a tagliare i legami con il mondo mafioso in cui è cresciuto e da alcune settimane sta collaborando con la giustizia.

Ligato, noto esponente del clan Lubrano-Ligato di Pignataro Maggiore e figlio del defunto fondatore della cosca Raffaele Ligato. Cresciuto in una famiglia centrale nel sistema criminale dell’Agro caleno, in costanti rapporti con i
vertici dei Casalesi, ha permesso a Ligato di avere notizie non solo sui meccanismi estorsivi ma anche sui rapporti tra uomini d’affare e clan o ancora tra il modo politico e il clan.
Al

di là dell’apporto investigativo che potrebbe rivelarsi importante, il pentimento di Ligato evidenzia come chi è al vertice delle cosche non è più disposto a tacere, a conservare i segreti mafiosi e affrontare la detenzione. Quel sistema si è indebolito e ora è più che mai vulnerabile. Un iter, quello del collaboratore di giustizia, complicato, dall’esito incerto come insegna il recente pentimento fallito di Francesco Schiavone Sandokan.