IL SISTEMA ZANNINI. Vero Mega-sindaco. Due segretarie comunali, il presidente Magliocca e tante fasce tricolori dell’agro Aversano. I rapporti con i Della Gatta e…

12 Aprile 2022 - 10:50

SAN CIPRIANO D’AVERSA (Gianluigi Guarino) – Tutto sommato non è stato difficile fino ad oggi percorrere le tracce impresse e lasciate dal consigliere regionale Giovanni Zannini   grazie alle quali stiamo ricostruendo da qualche settimana, un meccanismo originalissimo, inquietantissimo, sicuramente unico nel suo genere,  che abbiamo definito, in sede di prima sintesi valutativa di tutti gli elementi oggettivi raccolti, come una sorta di aberrante e aberrata Unione dei Comuni, fin versione riveduta e (s)corretta, finalizzata alla gestione del potere e non certo a creare economie fruttuose per i cittadini, servizi pubblici, qualità della vita, con contributi in quota parte, grazie ai quali ogni Comune riceve  servizi in vari settori di somministrazione del governo, spendendo meno di quanto spenderebbe nel caso in cui i singoli Comuni si accollassero l’intera procedura, prima istruttiva e poi esecutiva.

Abbiamo cominciato a sviluppare questo percorso lungo.le tracce di Zannini, seguendo le mosse della ex-segretaria comunale di Mondragone Antonia Elia, la quale ha sviluppato un feeling intensissimo con il consigliere regionale, al punto che questi l’ha inserita nel suo staff di presidente della commissione Ambiente. Una carica per la quale la Elia non svolge più, al  momento, la professione di segretaria comunale.

Era andata già via dal Comune di Mondragone quando ce la ritrovammo nella commissione esaminatrice istituita dal Comune di Sparanise, allegata a quell’avviso pubblico ad esito scontato, grazie al quale Giorgio Magliocca, all’epoca, come del resto oggi, presidente della Provincia e sindaco di Pignataro Maggiore, centrò il bersaglio grosso dell’assunzione, categoria “D” nel Comune confinante con il suo.

Ricapitoliamo, dunque, il primo step:  Antonia Elia, tra le altre cose compagna di quel Carlo Salomone il cui nome compare nelle intercettazioni pubblicate nell’ordinanza relativamente all’indagine sul controllo da parte del clan dei Casalesi – e di Mario Iavarazzo in particolare –  degli impianti delle mega affissioni, che insistono in provincia  di Caserta, si insedia al vertice della commissione esaminatrice che sancisce l’assunzione di Magliocca al Comune di Sparanise. Di quel Magliocca che, dunque, al tempo già lavorava per Giovanni Zannini e che a Zannini avrebbe dato il proprio appoggio alle elezioni regionali del settembre 2020.

Antonia Elia, Giorgio Magliocca e ora Salvatore Martiello, sindaco di Sparanise, ancor più legato a Zannini di quanto non lo sia diventato lo stesso Magliocca, perché appartenente alla prima schiera dei sindaci arruolati dal consigliere regionale di Mondragone.

Al riguardo, solo l’arrivo dell’avviso di garanzia e la perquisizione, targate Dda di Napoli, hanno impedito che Martiello, come ampiamente già deciso da Zannini e da Magliocca, diventasse presidente della Gisec, il carrozzone della monnezza casertana, di proprietà dell’Amministrazione provinciale e di cui Magliocca, quindi, impugna le redini.

A Sparanise, la poltrona di segretaria comunale era occupata, da Daniela Rocco. Ma la postazione era diventata  molto scomoda dopo l’indagine, svolta dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che  l’aveva iscritta nel registro degli indagati, salvo poi chiedere e ottenere il suo rinvio a giudizio nella nota vicenda delle luminarie, per la quale Martiello aveva, addirittura, trascorso qualche giorno agli arresti domiciliari.

Dunque, è Daniela Rocco, di professione segretaria comunale, l’ennesimo personaggio di questa saga.  Segretaria comunale come lo era (e tutto sommato è ancora) Antonia Elia.

Un tizio, passato qui per caso, potrebbe essere portato, a questo punto della storia, a pensare che la Rocco, prudentemente, si sia rifugiata in un Comune non ascrivibile all’area politico- amministrativa e di interessi nella quale aveva operato fino ad allora. Uscire da Sparanise, per dare il segnale alla magistratura di una sua autentica separazione dal sindaco Martiello, costituisce, invece, esattamente l’antitesi di quello che la Rocco non ha fatto, di quello che è capitato poi alla vita professionale della professionista, la quale, nel novembre 2019, firma la nomina a segretario comunale in quel di San Cipriano d’Aversa, dove sostituisce Gilda Zolfo.

In sostanza, la Rocco si sposta da un Comune controllato da Zannini, così come dimostra la storia recente della politica casertana, ad un altro Comune ugualmente collegato a Giovanni Zannini.

Perché, se è vero che l’allora presidente del consiglio comunale Giuseppina Barbato, cugina diretta del già fedelissimo di Nicola Schiavone ed oggi pentito parimenti a quest’ultimo, Francesco Barbato detto O’ sbirro, votò per Raffaella Zagaria e dunque per Italia Viva, partito di Nicola Caputo, attuale assessore regionale all’Agricoltura, ciò accadde solo perché la Zagaria, come da noi scritto ultimamente, è cugina diretta di Orlando Diana, imprenditore delle cooperative sociali, in passato uomo forte dell’amministrazione capitanata dal sindaco Enrico Martinelli e che, alle ultime elezioni comunali, celebratesi prima dell’esplosione dell’inchiesta giudiziaria che lo ha pesantemente coinvolto lo scorso dicembre, è riuscito, assieme alla moglie, a raggiungere la vertiginosa cifra di 650 preferenze personali. 

Quelle elezioni si svolsero in un contesto che fu democratico, ma solo pro forma, visto e considerato che la lista del candidato sindaco Vincenzo Caterino fu l’unica a presentarsi, esattamente come sarebbe accaduto in un altro Comune legatissimo a Zannini, San Marcellino, dove la famiglia imprenditoriale dei Colombiano è andata letteralmente a spasso, centrando la rielezione dell’uscente Anacleto, senza avere l’incomodo di confrontarsi con un qualsiasi avversario.

Ricapitoliamo: Tonia Elia, segretaria comunale di Mondragone, poi nello staff di Zannini, poi a capo della commissione giudicatrice nel concorso vinto da Magliocca a Sparanise. Un’operazione che potremmo definire di tipo “previdenziale”, un piccolo sopruso del potere, visto e considerato che Magliocca, che resta in aspettativa da presidente della Provincia dove si è aumentato sensibilmente il suo stipendio, in quell’ufficio del comune di Sparanise non ha messo mai piede. Un comune che guidato, come già scritto, dal sindaco Martiello, che assieme al vicesindaco Vitaliano Ferrara è ancor più zanniniano di qualsiasi altro zanniniano, utilizzava i servigi (stiamo sempre ricapitolando i punti essenziali trattati fino ad ora) della segretaria Daniela Rocco, prima indagata e poi imputata nel processo citato, e trasferitasi al comune di San Cipriano d’Aversa, altra roccaforte di Zannini, governata dal sindaco Vincenzo Caterino, che il consigliere regionale ha scelto recentemente come nuovo presidente Gisec, essendo stato costretto a rinunciare prima a Martiello e poi all’avvocato De Benedictis, in quest’ultimo caso dopo alcuni articoli pubblicati da questo giornale.

Alle Regionali, Zannini raccoglie, a San Cipriano, circa 400 voti di preferenza , che con la concorrenza che c’era, rappresenta un risultato di rilievo. A votarlo non è stato solo il sindaco Caterino, il quale non poteva avere un profilo troppo marcato, a causa della già citata candidatura concorrente di Raffaella Zagaria e all’impegno familiare tutt’altro che irrilevante, negli equilibri della politica sanciprianese profusa dai coniugi Orlando Diana e Giuseppina Barbato, ma anche di altri esponenti dell’amministrazione comunale e della maggioranza che la sostiene.

Sicuramente il più esposto di tutti a sostegno delle sorti elettorali di Zannini era Armando Coppola che, come si vede dalla foto che pubblichiamo, è molto legato e in amicizia con il noto imprenditore delle cave di Caserta Antonio Luserta, l’uomo più vicino di tutti, il vero confidente su ogni vicenda e su ogni faccenda di Giovanni Zannini. Anche in questo caso, come avvenuto per Diana e Barbato, c’è stato un avvicendamento in famiglia: Armando Coppola, che la politica a San Cipriano l’ha fatta dall’interno delle stanze dei bottoni del comune ai tempi di Enrico Martinelli sindaco, ha consolidato la sua posizione nel potente sindacato della Cisl. Il suo posto in comune è stato preso dallo zio Antonio Coppola, oggi assessore allo Sport, ai Servizi Cimiteriali e ai Trasporti.

Finito questo capitolo della storia? Assolutamente no. Tra i personaggi più noti di San Cipriano, va, infatti, annoverato Nino Della Gatta, già presidente dell’Unione Industriali di Caserta, super imprenditore dei lavori pubblici e con il figlio Luigi che, a nostro sommesso avviso, vive in palese e ormai annoso conflitto di interessi per aver messo insieme la carica di consigliere di amministrazione dell’ex Iacp, ora Acer, dove l’ha “piazzato” in pratica il governatore De Luca, e il ruolo di responsabile regionale dell’ANCE, L’Associazione nazionale costruttori edili.

Qualche tempo fa (LEGGI L’ARTICOLO DEL TEMPO, CLICCANDO QUI), abbiamo scritto della partecipazione dello stesso Luigi Della Gatta ad una gara d’appalto bandita dal comune di Mondragone, dove a comandare è il solo Zannini. Sei milioni di euro in tutto. Questo ci ha indotto a ritenere che il mondo-Della Gatta, un indubbio potentato economico, come lo sono d’altronde quelli dei vari Capriglione, Colombiano, Luserta eccetera, di questa provincia e non solo di questa provincia, abbia aperto delle linee di dialogo molto intense con il consigliere regionale. Non sappiamo se questo rapporto si sia cementato prima o dopo le elezioni regionali e dunque, al momento non possiamo dirvi come abbia votato e come abbia fatto votare la famiglia Della Gatta il 20 e 21 settembre 2020, a partire proprio da San Cipriano, dove Ines Della Gatta, nipote del presidente degli industriali, svolge la funzione di super assessore, in quanto super votata nelle ultime due elezioni comunali, quando è riuscita finanche a far meglio della su nominata Giuseppina Barbato in Diana, arrivando intorno alle 700 preferenze.

Stiamo costruendo suggestioni, frottole, o tutti questi fatti che abbiamo incatenato l’uno all’altro giustificano la nostra idea sull’esistenza in provincia di Caserta di un super comune, non codificato, non ufficiale ma tremendamente reale e che a capo ha un mega sindaco?

Un’ulteriore dimostrazione? Oggi, la Gisec dei rifiuti è presieduta dal sindaco di San Cipriano Vincenzo Caterino; l’Eda dei rifiuti è presieduta dal sindaco di Parete Gino Pellegrino che, se non ricordiamo male, ha “preso” circa il 90% dei voti, che assimila, sostanzialmente, la sua posizione rispetto al proprio elettorato a quelle già illustrate di San Marcellino e San Cipriano; Anacleto Colombiano, sindaco di San Marcellino, è presidente dell’Ato delle risorse idriche.

Dal lato dei rifiuti, l’operazione in fase di lancio è quella dell’acquisto, da parte dell’Eda, di GISEC e delle sue funzioni, del suo personale e ovviamente di tutte quante le nefandezze che l’abitano, dall’altro lato Colombiano, insieme a Di Biasio, zanniniano di ferro anche lui, punta a far diventare il Consorzio idrico, in cui il consigliere di Mondragone ha fatto assumere persone sue, tra cui l’assessore comunale di Aversa, decisivo per il ribaltone nella città normanna, Giovanni Innocenti,  dicevamo, punta a far diventare, in combutta con Di Biasio, il Concorsio Idrico, braccio operativo dell’Ato delle acque, ovviamente senza passare per una gara, visto che, a fasi alterne, quando non conviene, cioè quando bisogna stabilizzare a tempo indeterminato il citato Innocenti, la Esposito e tutti i raccomandati di Zannini, il Consorzio Idrico si dichiara non proprio, non completamente un ente pubblico, mentre quando c’è da acquisire l’importantissima posizione di braccio operativo della gestione delle acque in provincia di Caserta lo stesso Idrico si sente in tutto e per tutto un ente pubblico e, come tale, non obbligato a partecipare ad una gara, avendo, proprio per il suo status, una corsia preferenziale e diretta nel rapporto di impresa con l’Ato.

Potremmo continuare per ore, ma per stasera è sufficiente quanto abbiamo scritto.