Imola corsara al PalaMaggiò, Caserta difesa bucata: finisce 84-94 tra i fischi dei tifosi

10 Novembre 2019 - 19:39

CASERTA – In un PalaMaggiò che ha, come primo sentimento, quello di ricordare le ‘quattro stelle’ ad 11 anni dalla loro scomparsa, va in scena un Caserta-Imola che serve per allontanarsi dai bassifondi della classifica. Ad uscire dal palazzo dello sport di Castel Morrone con i due punti in tasca sono gli ospiti, che approfittano della morbida difesa bianconera per banchettare a proprio piacimento. Il secondo tempo del match è tutto imolese, con la Juve che è costretta a rincorrere cadendo sino al -14. Ora la situazione inizia a diventare davvero preoccupante.

CRONACA. Gentile, orfano di Cusin, inizia il match con Giuri, Allen, Turel, Carlson e Valentini. Coach Dipaolantonio invece si affida all’esperienza di Fultz e dell’indimenticato ex Timmy Bowers, accompagnati da Baldasso, Masciadri e Morse.
Caserta non inizia nel migliore dei modi, sparacchiando a salve dall’arco e difendendo poco e maluccio: Imola ne approfitta così per portarsi sul 7-14 nonostante un timeout già speso da Nandokan. L’assenza a centro area di Cusin si fa sentire notevolmente in difesa e, paradossalmente, ancora di più in attacco, dove i bianconeri, privi di un riferimento, non esplorano quasi mai i pressi del ferro.

Ma la Juve quest’anno vive e muore con il tiro da tre punti e così, dopo esser andata sotto anche 11-20, grazie alle triple di Hassan e Giuri, il punteggio torna in equilibrio fino al 19-22, e stavolta a chiamare un minuto di sospensione è la panchina ospite. Allen, con due liberi, sigilla il primo quarto sul 23-24.
È Hassan, su rimbalzo offensivo, a regalare il sorpasso, ma è l’ingresso di Paci sul parquet a dare una nuova fisionomia all’attacco casertano, che trova nell’ex Arechi Salerno un riferimento in post.
Il match scorre via veloce tra errori che si susseguono su ambo i lati del campo, ma le difese bucate fanno sì che almeno lo spettacolo se ne giovi, anche perché il punteggio resta sempre in bilico.
Negli ultimi due minuti del primo tempo la gara diventa una sfida a chi commette meno errori: airballs, palle perse, pessime scelte di tiro: ad uscirne con un qualcosa in più è Imola, che va all’intervallo avanti 43-47.
A dare per prima una scossa alla ripresa è Imola, che si porta sul +8 (43-51) grazie ad un paio di appoggi di Morse, ma Giuri ed Allen rispondono presente, riportando Caserta fino al 49-51. La risposta degli emiliani è però veemente, e con un parziale di 8-0 Gentile è costretto a chiamare timeout visto il massimo svantaggio sul 49-59.
La tripla di Carlson sveglia l’ambiente e Gentile decide di piazzarsi a zona fronte pari, ma Masciadri la punisce immediatamente dall’arco ristabilendo un gap in doppia cifra.
Con il passare dei minuti la difesa casertana passa da pessima ad imbarazzante, e così il massimo vantaggio imolese arriva fino al +14 (54-68), con Morse che continua indisturbato a banchettare sotto le plance e Giuri che spara a salve da tre tirando a canestro anche le asciugamani che gli passano dalla panchina. L’ultimo quarto prende così il via con i bianconeri in forte confusione, un Nando inferocito ed una Imola che banchetta al PalaMaggiò sul 57-69.
Il rientro di Hassan sul parquet dà un sussulto all’attacco casertano ed un paio di difese intense ridanno vita ad un PalaMaggiò fin lì abbastanza sconcertato.
Carlson riavvicina la Juve fino al 65-71, ma una tripla di Baldasso ed una poderosa schiacciata di Morse, arrivato nel frattempo a quota 24, respingono al mittente l’offensiva. Caserta si aggrappa più alla foga che alla tecnica e così, copiosi, fioccano gli errori.
Gli ospiti raggiungono in un amen di nuovo il massimo vantaggio (72-86). Caserta rientra ancora fino al -8 (78-86), ma le triple di Baldasso e Fultz chiudono definitivamente i giochi.
Il PalaMaggiò viene nuovamente sbancato, Imola fa suo l’incontro con il punteggio di 84-94.

Ruben Romitelli