MARCIANISE. La Coca Cola contro la plastic tax. Stabilimenti a rischio chiusura

2 Dicembre 2019 - 18:50

MARCIANISE – Lo stabilimento della Coca Cola di Oricola, in provincia di L’Aquila, rischia di chiudere. L’azienda annuncia la sospensione degli investimenti, se dovessero passare la sugar e plastic tax.
Dalla sospensione degli investimenti per il 2020, alle materie prime che saranno acquistate all’estero, fino alla chiusura degli stabilimenti ubicati nel Mezzogiorno. È quanto Coca Hbc sostiene potrebbe accadere se venissero approvate la plastic e la sugar tax. Della questione si è discusso oggi allo stabilimento di Marcianise, che produce e rifornisce tutto il Sud Italia delle bevande prodotte dalla multinazionale, in un incontro con il direttore della comunicazione di Coca Cola Hbc Italia Giangiacomo Pierini e il direttore della risorse umane Emiliano Maria Cappuccitti, al quale erano stati invitati rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e parlamentari. Al momento il primo effetto dell’annuncio delle due misure è stata la sospensione da parte di Coca Cola Hbc degli otto milioni di investimenti previsti per Marcianise nel 2020; altro effetto potrebbe essere l’acquisto delle arance per la Fanta non più in Sicilia ma all’estero. “Dei tre stabilimenti italiani – ha spiegato Pierini – quello di Oricola, dove la plastica rappresenta il 100% dei contenitori, e quello di Marcianise, dove siamo al 70% di utilizzo del Pet, rischiano seriamente la chiusura se non si ridurrà la portata di queste misure. Sulla plastica abbiamo registrato qualche apertura, sulla sugar tax, che è completamente nuova e colpisce le bevande anche senza zucchero, nessuno ci ha ascoltato”. In “soldoni”, l’aggravio di costi per Coca Cola Hbc sarebbe in totale di 180 milioni di euro (140 a causa della plastica tax, 40 per la sugar tax). La conversione al vetro e all’alluminio non conviene, secondo l’azienda, né economicamente né sotto il profilo ambientale: “La lavorazione di vetro e alluminio produce molta più anidride carbonica del Pet”. All’incontro hanno preso parte il deputato napoletano di Forza Italia Paolo Russo, che ha promesso di presentare emendamenti contro queste “misure folli”, e la consigliera regionale del Pd, l’irpina Vincenza Amato; prima il deputato Cinque Stelle Gianfranco Di Sarno.