MARCIANISE. Ribaltoni di famiglia: 27 anni prima di quello di Raffaele Guerriero ci fu di suo padre Giuseppe pro ZINZI. E Squeglia lo espulse dal Ppi
3 Aprile 2025 - 18:13

Il sindaco Trombetta gli ha promesso l’assesorato che rafforzerebbe alle Regionali.la posizione a Marcianise dell’aversano Marco Villano, candidato di Stefano Graziano. Ma per il momento io giunta non “è uscito il posto”
MARCIANISE (g. g.) – La politica è strana. Anzi, sarebbe più corretto dire che è un grande teatrino di terz’ordine.
Abbiamo raccolto reazioni tra lo scandalizzato e lo stupito riguardo a quanto accaduto qualche sera fa in Consiglio Comunale. Raffaele Guerriero ha votato a favore del bilancio, sancendo così un vero e proprio ribaltone . eletto nella coalizione a sostegno di Lina Tartaglione, è passato sull’altro fronte, schierandosi con la coalizione del sindaco Antonio Trombetta.
Chi ha seguito la politica marcianisana negli ultimi anni non dovrebbe sorprendersi. Guerriero non ha mai mantenuto una posizione mostrando fermezza..
Non
In altre occasioni, con le sue astensioni, ha garantito i numeri necessari alla maggioranza per sopravvivere. In ogni caso, le sue decisioni sono state sempre state dettate da un tornaconto personale.
L’ultimo episodio ne è la prova evidente: il sindaco Trombetta, pur di restare in sella e consentire a chi detiene il vero potere – sugli appalti, sui concorsi, sulla gestione amministrativa – di continuare indisturbato, ha a lungo corteggiato Guerriero, riuscendo infine a convincerlo al ribaltone.
Una dinamica già vista: lo stesso accadde con Giovanni Pratillo, che all’epoca riuscì persino a ottenere un assessorato per Carmen Posillipo. D’altronde, il trasformismo sembra un marchio di famiglia per i Guerriero.
Abbiamo ritrovato articoli di giornale risalenti al 1998 che raccontano di un episodio simile a quello capitato la settimana scorsa :Giuseppe Guerriero, papà di Raffaele, tradì il mandato ricevuto nel Partito Popolare di Pierino Squeglia per votare la sopravvivenza del sindaco Gianfranco Foglia, espressione del gruppo di Mimì Zinzi.
Nulla di nuovo dunque sotto il sole. Ieri Giuseppe Guerriero, oggi Raffaele Guerriero. La differenza è che, all’epoca, la politica conservava ancora un residuo di dignità. Esistevano già partiti di plastica, certo, ma anche formazioni radicate nella tradizione demcristiana e comunista. E infatti, dopo il ribaltone, Giuseppe Guerriero venne espulso dal Partito Popolare.
Raffaele Guerriero, invece, non rischia nulla: ha scelto di non tesserarsi nel PD, pur facendo iscrivere sua madre Questo perché Stefano Graziano, in vista del congresso provinciale, ha bisogno di voti. E il rafforzamento della posizione di Guerriero in Consiglio comunale gli permetterà di sostenere il candidato di Graziano, l’aversano Marco Villano, che a Marcianise potrà raccogliere tra i 300 e i 400 voti.
Tutto questo è frutto anche della strategia disastrosa dei coniugi Iodice-Scognamiglio, che oggi si trovano in una situazione politica caotica nella loro città. Pasquale Salzillo, ad esempio, sfoggia la fascia tricolore per farsi investire ufficialmente in una convention della Lega a Napoli, mentre il PD avrà un suo candidato alle regionali e il Movimento 5 Stelle potrebbe candidare la consigliera Rosalba Cibelli. . Senza contare che Pino Riccio correrà con Azione. Più passa il tempo e più i 3.300 voti conquistati alle scorse elezioni da Iodice sembrano un miraggio, anche a causa degli errori clamorosi del medico massimalista che ha tirato fuori dal cilindro il nome di Antonio Trombetta. Quest’ultimo, essendo legato al mondo di Giovanni Zannini, difficilmente si impegnerà per portare voti alla Iodice.
Per quanto riguarda le promesse fatte a Guerriero, pare che gli sia stato assicurato un posto in Giunta. Trombetta gli avrebbe garantito che, in caso di rimpasto, potrebbe nominare un assessore di sua fiducia. Tuttavia, il sindaco si è già scontrato con resistenze. Quando ha provato a sondare il terreno con Zinzi, si è trovato davanti a un muro. La posizione più fragile nella rappresentanza di Zinzi sembra essere quella di Amarando, specie da quando Pasquale Salzillo è entrato nella Lega.
Zinzi, però, ha fatto capire che, se proprio si dovrà intervenire, non sarà su Amarando, ma eventualmente su Stefano Farro, il cui ruolo è molto forte e ben saldo grazie all’accordo con Salzillo. Eliminare Farro dalla Giunta sarebbe per Trombetta un’impresa ben più ardua.
La situazione è questa, i personaggi sono quelli che sono. A Marcianise, la politica continua a essere un’operetta.