“Quei soldi non gli spettavano”. I giudici danno torto all’ex direttore delle Case Popolari di CASERTA

19 Luglio 2026 - 11:00

CASERTA – La corte di Cassazione, sezione civile, ha respinto il ricorso di Ernesto Toti, ex direttore dello IACP della Provincia di Caserta. L’uomo dovrà restituire i soldi che aveva ricevuto in più come compenso per aver firmato i contratti dell’ente. La decisione è stata presa il 5 giugno 2026.

La storia va avanti tra il 2000 e il 2006. Toti, che all’epoca era direttore generale e rogava gli atti dell’Istituto, aveva incassato delle somme aggiuntive, i cosiddetti “diritti di rogito”. Questi soldi erano finiti in un fondo speciale per le retribuzioni dei dirigenti. Secondo la Corte d’Appello di Napoli, però, quei pagamenti non erano legittimi.

La legge prevede che la retribuzione aggiuntiva possa essere data solo se il dirigente ha raggiunto determinati obiettivi, verificati in anticipo. Inoltre, i compensi per firmare gli atti non potevano essere aggiunti allo stipendio, perché il principio di “onnicomprensività” stabilisce che lo stipendio del dirigente comprende già tutto ciò che fa per l’ente.

La Cassazione ha detto che, nel lavoro pubblico, se un dipendente riceve soldi che non gli spettano, l’ente ha il diritto di riaverli indietro. Non importa se l’ente stesso aveva deciso di darglieli: quei pagamenti erano comunque sbagliati. Per questo, il ricorso è stato respinto e Toti dovrà anche pagare le spese del processo.