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TUTTI I NOMI. FATTURE FALSE. Sequestrate due concessionarie d’auto. Con i soldi “fregati” dalle tasse, sconti e prezzi più bassi ai clienti

23 Novembre 2023 - 13:45

CASERTA – Aggiungiamo qualche informazione in più sul caso delle fatture false che ha coinvolto il responsabile della Gedauto, il 41enne Camillo Gravante, concessionaria di auto con sede a due passi dal casello di Caserta Nord, e altre 21 persone, su una frode per evaedere l’imposta sul valore aggiunto.

Come detto, ieri, mercoledì, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Caserta ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta di questa Procura, dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di due società operanti nel settore del commercio di autoveicoli, nonché dei rispettivi rappresentanti legali, per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro.

Le investigazioni svolte hanno consentito di disvelare un articolato sistema di frode perpetrato attraverso il ricorso sistematico a false fatturazioni, per un importo complessivo di oltre 8 milioni di euro, del quale hanno beneficiato numerose imprese operanti nello specifico settore.

In particolare, sono state individuate 21 società le quali, frapponendosi nella filiera commerciale, consentivano ai soggetti beneficiari della frode di evadere l’IVA.

Questa operazione, scrivono dalla procura, avrebbe permesso ai due concessionari di auto di praticare prezzi inferiori a quelli di mercato. Degli sconti che, in pratica, favorivano l’aumento di clienti, un doppio canale di guadagno, quindi, sia l’evasione delle tasse, sia gli sconti sulle vetture, possibile, secondo gli investigatori, proprio grazie al risparmio su quanto dovuto allo Stato.

Le società cartiere, infatti, hanno permesso a vari imprenditori del settore di costruirsi un ingente credito d’imposta fittizio, da trasferire a propria volta a diversi rivenditori di autoveicoli, mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, anche sfruttando l’interposizione di una o più società “buffer”.

Tale meccanismo fraudolento, inoltre, veniva reso ancora più sofisticato attraverso l’alterazione dei documenti di acquisto utilizzati per la richiesta di immatricolazione dei veicoli oggetto di compravendita. Gli stessi veicoli, infatti, sulla carta seguivano l’ iter della filiera di vendita, che generava l’indebito credito IVA di cui sopra, mentre nella realtà venivano immatricolati direttamente in capo alla persona fisica acquirente finale.

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TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI

Camillo Gravante, 41enne di Recale, Melania Ruotolo, 37enne, Giulia Di Natale, 42enne di Cava dei Tirreni, Antonio Decembrino, 32enne, Salvatore Piccerillo, 55enne, Fernanda Tiglio, 46enne, Giuseppina Detont, 31enne, Costantino Merone, 47enne, Pasquale Farina, 27enne, tutti originari di Santa Maria Capua Vetere, Vincenza Castellari, 45enne di Portico di Caserta, Alessandro Di Monaco, 56enne di Macerata Campania, Luigi Razzino, 30enne capuano, Giuseppe Pedata, 55enne di Sant’Antimo, Bruno De Pompeis, 49enne napoletano, Giuseppe Barracano, 24enne di Maddaloni, Michele Sorbo, 72enne di Casapulla, Marcello Paolella Benetenuto, 45enne di Caserta, Giuseppe D’Alessandro, 54enne di Napoli, Angelo Cardillo, 66enne nato a San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Di Monaco, 33enne casertano, Anna Angelino Mangiapelo, 31enne di Marcianise e Rita Merola, 39enne di Santa Maria Capua Vetere.