Sequestrato latte congelato da 200 MILIONI di euro. Noti caseifici casertani coinvolti. Fattorie Garofalo smentisce “Ecco la prova” e Cilento Spa: “noi estranei alla vicenda”

3 Aprile 2025 - 11:03

IN CALCE ALL’ARTICOLO LE NOTE INVIATECI DALLE DUE SOCIETA’ CILENTO E FATTORIE GAROFALO, ANTICIPATE DA UN BREVE TESTO

CasertaCe lo scriveva dieci anni fa, beccandosi le querele del presidente del Consorzio Mozzarelle Dop. C’è ancora, a diverso tempo di distanza, poca chiarezza sulla produzione casearia della nostra provincia. In questo caso, non si tratterebbe di latte utilizzato per la mozzarella Dop, ma il suo consumo industriale viene portato avanti da quei grandi caseifici che sulla qualità della mozzarella casertana hanno costruito la loro forza

CASERTA – Un imponente sequestro di latte di bufala concentrato congelato è stato effettuato dagli ispettori dell’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione frodi.

Centinaia di tonnellate di prodotto, trattato industrialmente e destinato alla produzione di mozzarella non DOP, sono state sequestrate in aziende come Eurofrigo e FrigoCaserta, salita recentemente alla ribalta delle cronache per la tragedia di Patrizio Spasiano, 19enne di Secondigliano, deceduto in seguito ad una fuoriuscita di ammoniaca all’interno di un capannone nello stabilimento di Gricignano d’Aversa.

Il latte stoccato sarebbe poi stato utilizzato per il formaggio prodotto e venduto in diversi caseifici molto noti della nostra provincia: parliamo di Marchesa, La Baronia, Sori.

La notizia del sequestro è emerso in queste ore, ma l’operazione è stata compiuta alla fine del mese di gennaio.

Il latte, congelato dopo un processo che ne riduceva il volume, sarebbe stato destinato a essere reidratato e trasformato in prodotti caseari senza le necessarie certificazioni di qualità. Il valore dell’operazione supera i 200 milioni di euro, considerando che ogni mille tonnellate di latte concentrato valgono circa 200.000 euro.

Le verifiche hanno evidenziato violazioni delle normative europee e italiane sulla tracciabilità e l’uso di latte concentrato, con l’assenza del registro elettronico obbligatorio. Le aziende coinvolte hanno presentato ricorso al TAR Campania, contestando il sequestro.

RETTIFICA

Dopo la pubblicazione di questo articolo, riportato da noi di CasertaCe, così come da altre testate, sono arrivate due richieste di rettifica da parte di due società che, secondo le informazioni che avevamo, avrebbero poi utilizzato quel latte congelato e sequestrato: parliamo di Cilento Spa e Fattorie Garofalo.

Chiaramente entrambe le ditte si ritengono estranee ai fatti contestati.

La società Fattorie Garofalo ci specifica che, dopo il sequestro di gennaio, l’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione frodi, preso atto che la ditta “produceva evidenze delle iscrizioni sul portale SIAN nonché stato delle giacenze ”, ha disposto “il dissequestro della merce posta sotto vincolo cautelare con il verbale di accesso, ispezione e contestuale sequestro amministrativo“.

Quindi, la notizia del sequestro di fine gennaio era legata ad un reale sequestro amministrativo dell’ICQRF, ma non eravamo a conoscenza degli sviluppi successivi che la Fattoria Garofalo ci ha comunicato e che ringraziamo per la precisa nota, che alleghiamo in calce all’articolo.

Anche la Cilento SpA ci ha chiesto di rettificare l’articolo, dichiarando la loro totale estraneità rispetto al sequestro amministrativo dell’Ispettorato.

Ora noi non sappiamo se, come Fattorie Garofalo, la Cilento SpA abbia ricevuto un iniziale sequestro amministrativo, poi sanato con la produzione della documentazione SIAN necessaria, visto che dalla società con sede a Cellole hanno inviato una nota a firma dell’avvocato (la trovate in calce all’articolo), senza allegare altra documentazione. Probabilmente no, visto che la Cilento si dichiara estranea ai fatti e non colpita da tali provvedimenti

Detto ciò, nella sua smentita ufficiale la Cilento dichiara che l’azienda sottolinea che non è stata coinvolta, né direttamente né indirettamente, nei fatti descritti e che non sono stati adottati provvedimenti nei suoi confronti né da parte dell’Autorità Giudiziaria né da parte dell’Autorità Amministrativa.

qui sotto, le note delle due società:

Fattorie Garofalo: Egregio Direttore,
in data odierna il sito del notiziario on-line CasertaCe da Lei diretto reca la notizia titolata
“Sequestrato latte congelato da 200 MILIONI di euro a noti caseifici casertani: ECCO QUALI SONO”;
nel testo dell’articolo si fa riferimento ad un “imponente sequestro di latte di bufala concentrato
congelato … effettuato dagli ispettori dell’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione frodi […]
Il latte stoccato sarebbe poi stato utilizzato per il formaggio prodotto e venduto in diversi caseifici
molto noti della nostra provincia: parliamo di Marchesa, La Baronia, Sori, Cilento e Fattorie
Garofalo.”. L’articolo aggiunge poi che “Il latte, congelato dopo un processo che ne riduceva il
volume, sarebbe stato destinato a essere reidratato e trasformato in prodotti caseari senza le
necessarie certificazioni di qualità. […] Le verifiche hanno evidenziato violazioni delle normative
europee e italiane sulla tracciabilità e l’uso di latte concentrato, con l’assenza del registro
elettronico obbligatorio.”.
Ebbene, la detta notizia, per quanto fa espresso riferimento all’azienda Fattorie Garofalo,
è falsa ed infondata, tanto da configurare l’ipotesi del reato di diffamazione a mezzo stampa,
previsto e punito dall’articolo 595, comma 3, del codice penale.
Invero, con provvedimento del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e
delle foreste, Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi
dei prodotti agroalimentari – ICQRF Campania e Molise, Ordinanza n. 20 /2025 del 27.2.2025 a
firma del Direttore dell’ufficio Dott. Salvatore Schiavone – che si allega in copia – preso atto che
la ditta Fattorie Garofalo Società cooperativa agricola “produceva evidenze delle iscrizioni sul
portale SIAN nonché stato delle giacenze alla data odierna”, è stato disposto “il dissequestro

della merce posta sotto vincolo cautelare con il verbale di accesso, ispezione e contestuale
sequestro amministrativo n. n°2025/28 redatto dai funzionari dell’ICQRF, Uff. d’area di Salerno”.
Detto provvedimento, emesso in data 27.2.2025 e notificato alla scrivente in pari data,
rende palese la falsità della notizia riportata da CasertaCe, per quanto essa addebita alla
scrivente la presunta violazione della normativa europea e nazionale.
Inoltre l’articolo in questione, avendo diffuso la falsa notizia che anche la Fattorie Garofalo
avrebbe violato la legge e conseguentemente messo in pericolo la salute dei consumatori, ha
causato alla scrivente un gravissimo danno di immagine, tanto che diversi clienti hanno già
contattato i nostri uffici per chiedere conto di quanto riportato sul vs. quotidiano; e,
verosimilmente, la progressiva diffusione della notizia continuerà a danneggiare ingiustamente
l’immagine della Fattorie Garofalo, con ingenti e irreparabili ricadute economiche.
Tanto premesso, riservandosi di agire in ogni sede anche per il risarcimento del danno ingiusto
causato dalla diffusione di false notizie, il sottoscritto

INVITA E DIFFIDA

la S.V., nella qualità di direttore della testata giornalistica on-line CasertaCe, a prendere atto
della falsità delle notizie contenute nell’articolo pubblicato il 2.4.2025, come sopra
specificate, e consequenzialmente a provvedere immediatamente, in ottemperanza al dovere di
rettifica stabilito dall’art. 8 della legge sulla stampa n. 47/1948 e dalla Carta dei Doveri del
Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, a pubblicare, dandovi adeguata visibilità e
rilevanza, la rettifica delle notizie stesse, dando evidenza dell’avvenuta iscrizione, da parte
della scrivente, del registro di carico e scarico sul portale SIAN e dell’intervenuto provvedimento
di dissequestro del 27.2.2025.

Raffaele Garofalo

Cilento spa: Si precisa e si diffida dal reiterare quanto segue: Cilento S.p.A. non è in alcun modo coinvolta nei fatti oggetto della presunta indagine; la società non si avvale di sistemi di stoccaggio esterno del latte e adotta da sempre elevatissimi standard di controllo qualità e tracciabilità; non esiste alcun provvedimento dell’autorità giudiziaria, né in sede penale né amministrativa, che riguardi la società scrivente.

La diffusione di tali contenuti ha causato grave allarme tra la clientela, con ricadute in termini di immagine
e affidabilità commerciale, generando un danno concreto e misurabile.

Tanto premesso Si invita e diffida le testate in indirizzo a voler procedere, entro e non oltre 24 ore dal
ricevimento, alla pubblicazione di una smentita e rettifica ufficiale, con pari evidenza e visibilità mediatica
rispetto alla notizia originaria, contenente i seguenti elementi minimi:

  • indicazione espressa che trattasi di smentita ufficiale
  • l’articolo intende chiarire che la società Cilento s.p.a è estranea ai fatti oggetto
    dell’inchiesta;
  • che la Cilento s.p.a. non risulta nemmeno indirettamente ed in alcun modo coinvolta nei
    fatti di cui agli articoli pubblicati;
  • che nessun provvedimento è stato adottato nei confronti della stessa né dall’Autorità
    giudiziaria né dall’Autorità amministrativa;
  • che non ha commesso alcuna irregolarità in materia di certificazione di qualità,
    tracciabilità del latte concentrato o aggiornamento del registro di carico e scarico
    dematerializzato.
  • che ogni accostamento, anche indiretto, è destituito di ogni fondamento.