Muore operaio nel sito delle ecoballe della Regione Campania. Travolto dall’operaio-amico che lavorava per i Fontana. E il subappalto sul cantiere rifiuti da 289 MILIONI
16 Dicembre 2025 - 13:44
La ditta milanese Enki, ancora una volta, si connette alla Fontana Service per lavorare in Campania, come in passato in Gisec. Niente di illegale, lo diciamo subito, non c’è alcuna interdittiva nei confronti degli imprenditori liternesi, ma questa triste vicenda ci fa analizzare come funzionano le imprese sotto sequestro. Una scelta a nostro avviso discutibile e il ruolo delicatissimo degli amministratori nominati dal tribunale
CASERTA – Torniamo a parlare del tragico incidente sul lavoro che è costato la vita a un camionista di 56 anni, Nicola Garofalo, tre giorni fa in un cantiere della regione Campania per lo smaltimento delle ecoballe a Giugliano in Campania.
Garofalo era alla guida di un autocarro in un’area di movimentazione rifiuti. Il suo collega e amico, V.T., di 48 anni, stava operando nelle vicinanze alla guida di un muletto con braccio telescopico. Durante le manovre, il camionista sarebbe sceso dall’abitacolo del suo mezzo. V.T., impegnato in una retromarcia, non lo avrebbe visto, trovandosi in un punto cieco e lo avrebbe investito accidentalmente, causandone la morte sul colpo.
La vittima era dipendente della società Campania Felix, in servizio, spesso definito semplicemente distaccato, per una società nota ai lettori di CasertaCe: la Fontana Service. Si tratta, com’è noto, dell’impresa sequestrata, su richiesta della DDA di Napoli, per presunti legami di Giovanni Fontana, arrestato, poi scarcerato, e recentemente condannato in primo grado per spaccio internazionale di droga, con gli interessi del clan del boss Michele Zagaria. A capo dell’impresa, ora guidata da un amministratore giudiziario, c’è il fratello di Giovanni, Michele Fontana, che avrebbe lavorato in sinergia con Michele, ritenuto imprenditore di fiducia della camorra dell’agro Aversano.
ANCORA LE ECOBALLE
Per capire cosa ci facessero dipendenti diretti, come il mulettista divenuto protagonista di questa vicenda, o indiretti, come la vittima, bisogna tornare a qualche mese fa, alla scelta dell’amministratrice giudiziaria di Fontana Service di firmare un contratto di subappalto proposto dalla Enki, impresa milanese che da un decennio vediamo in azione a Caserta e in Campania, sempre a stretto contatto con i Fontana e che recentemente si è aggiudicata importanti appalti da oltre 9 milioni di euro dall’amministrazione provinciale di Caserta, tramite la sua impresa, controllata con il 100% delle quote, la Gisec – clicca e leggi –.
La Enki, assieme alla Vibeco, è una delle società aggiudicatarie del servizio dello smaltimento delle ecoballe, aggiudicataria di due lotti in una gara bandita dalla Regione Campania dal valore di 289 milioni di euro. E ancora una volta, come in passato, l’impresa con sede a Milano ha scelto di servirsi dei servigi degli imprenditori liternesi.
IL SUBAPPALTO DAGLI STORICI PARTNER DI MILANO
Ma se in passato, ovvero quando hanno operato insieme a seguito di appalti assegnati dalla provincia di Napoli e soprattutto per noi dalla Gisec (e ne abbiamo scritto tanto), era il classico schema di grossa società del nord che utilizza contatti, conoscenze personali e lavorative di una ditta casertana per occuparsi dei rifiuti da smaltire, ricevendo milioni e milioni di euro dalla società provinciale casertana della monnezza, qualcosa ora è diverso.
Il contratto per questo subappalto, infatti, è dell’inizio del 2025, ovvero quando la Fontana Service era già stata sequestrata ed affidata ad un amministratore nominato dal tribunale. Capiamo l’importanza di un affidamento da 289 milioni di euro e la necessità di essere operativi immediatamente, ma crediamo che si possa definire eticamente discutibile (non illegittimo, attenzione) la scelta del legale rappresentante di Enki, Francesco Fallica, di rivolgersi alla Fontana Service, in un momento in cui il rischio di una pesante confisca nei confronti dei Fontana è forte e, nel caso, si legherebbe a un rapporto economico stretto tra Giovanni Fontana e il clan di Michele Zagaria.
L’AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO E LA REGIONE CAMPANIA TROPPO LEGGERI
Per l’amministratore giudiziario, invece, va fatto un discorso diverso. L’istituto di un soggetto nominato dal tribunale, per portare avanti l’impresa, per la cosiddetta continuità aziendale di una ditta sequestrata, qualsiasi sia il motivo della decisione patrimoniale presa dal giudice, abbiamo sempre ritenuto sia connesso alla normale amministrazione, al portare avanti ciò che è già in essere. Firmare un contratto di subappalto che porterà oltre 3 milioni di euro nelle casse dei Fontana, perché la proprietà resta a Michele Fontana, anche se ora la ditta è guidata da un amministratore giudiziario, ci sembra andare molto oltre la normale e ordinaria amministrazione.
Va detto, però, che nel caso di restituzione intera all’imprenditore liternese, questi potrebbe creare problemi a chi ha gestito, arrivando a chiedere un risarcimento per i mancati guadagni. Del tipo: perché potevi firmare un contratto con un fornitore e non l’hai fatto? Pagami i danni. Ed è per questo che il ruolo dell’amministratore giudiziario è così delicato. Ed è per questo che ci sentiamo di criticare la scelta di Fallica, con la Enki che va così a rifornire una società e degli imprenditori in una situazione delicatissima di un importante introito.
Ci sarebbe anche da chiedersi se alla regione Campania, negli uffici del settore Ambiente e Rifiuti, si sia scelto di autorizzare questo subappalto senza porsi il problema delle criticità, che vanno oltre la questione sequestro, della Fontana Service. Ma questa è un’altra storia, molto lunga.
L’INDAGINE SULLA MORTE DELL’OPERAIO
Tornando al caso di cronaca, è molto probabile che l’operaio che stava guidando il muletto che ha investito Nicola Garofalo verrà indagato dalla procura di Napoli Nord, con sede ad Aversa, anche se la vicenda pare essere derubricabile come un caso sfortunato, senza specifiche responsabilità dell’autista.
E’ possibile anche che l’iscrizione del registro di notizie di reato potrebbe riguardare, per una responsabilità legata alla guida anche l’attuale legale rappresentante della Fontana Service, ovvero colei che al momento è l’amministratrice giudiziaria, e il soggetto deputato alla gestione dei cantieri, Michele Fontana. Quest’ultimo non è stato allontanato dall’impresa sequestrata dal tribunale delle Misure di prevenzione, come spesso avviene in casi simili, proprio per il suo ruolo operativo nella gestione del lavoro. Ripetiamo, si tratta di un’ipotesi che formuliamo analizzando la vicenda e conoscendo la storia di casi simili. Un atto formale questa indagine che, infatti, potrebbe avere una conclusione rapida.
Venendo ad Enki e Regione Campania, la polizia giudiziaria, riteniamo il Nucleo Tutela lavoro dei carabinieri, dovrà analizzare se il sito di stoccaggio regionale fosse in regola, ma anche la situazione di Enki verrà studiata, almeno come atto dovuto, in quanto società subappaltante e aggiudicataria dei lavori, quindi interlocutore e responsabile rispetto al rapporto con la Regione.
Documento sulla valutazione dei rischi, altri atti previsti dalla legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro del 2008, ovvero sarà controllato quell’insieme di obblighi che ricadono sulle imprese e che vengono studiati in casi di incidente sul lavoro, soprattutto se si concludono con risvolti drammatici. Controlli, approfondimenti che però al momento ci sembra molto difficile possano portare ad ulteriori iscrizioni nel registro delle notizie di reato.
