I NOMI. Compivano estorsioni sul volere del boss. Due uomini del “Clan Mezzero” CONDANNATI
7 Luglio 2026 - 09:26
La stangata è arrivata dopo una lunga inchiesta iniziata nel 2024, a seguito di un’operazione della Dda di Napoli nell’ottobre dello stesso anno
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, seconda sezione presieduta da Rosetta Stravino, ha emesso la sentenza nei confronti di due uomini considerati vicini al boss Antonio Mezzero, al termine di un procedimento per estorsione consumata e tentata con l’aggravante della metodologia mafiosa. Per uno dei due contestata anche la gestione di una bisca clandestina.
La pena stabilita è di 6 anni di reclusione e 1.500 euro di multa per Vincenzo Addario, mentre per Giuseppe Diana sono stati inflitti 4 anni di carcere e 1.000 euro di multa. Per Addario è arrivata anche un’assoluzione in relazione all’accusa di gestione della bisca clandestina, perché il fatto non sussiste.
Il tribunale ha inoltre escluso per entrambi l’aggravante del metodo mafioso, riconoscendo invece le attenuanti generiche. Sono state disposte le interdizioni dai pubblici uffici: perpetua per Addario e di cinque anni per Diana. Quest’ultimo è stato anche condannato al risarcimento dei danni pari a 5.000 euro in favore delle parti civili.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Vincenzo Ranieri, aveva richiesto pene leggermente diverse: 10 anni e 20.000 euro di multa per Addario e 4 anni e 10 mesi con 10.000 euro di multa per Diana.
Gli imputati, insieme ad altri 11, erano coinvolti in un’inchiesta dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinata dalla DDA di Napoli, nell’ambito di un’operazione risalente all’ottobre 2024 che ha interessato più persone legate al gruppo criminale riconducibile al clan Mezzero.
