A De Luca il bullo: ma Luigi Della Gatta, figlio di Rino, può stare nel Cda della nuova super Iacp e fare il presidente di Ance Caserta e il capo di un super-consorzio di imprese edili?

22 Gennaio 2020 - 19:21

CASERTA (gianluigi guarino) – Luigi Della Gatta è un imprenditore. Probabilmente, se non fosse stato il figlio di Rino Della Gatta da San Cipriano D’Aversa, ex presidente dell’Unione industriali, non avrebbe avuto la strada spianata che sembra aver imboccato negli ultimi anni. Fu responsabile, o qualcosa del genere, dei Giovani industriali di Caserta e il suo nome affiorò per una simpaticissima scazzottata con un altro giovane, oggi meno giovane, cioè il mitico di Barbagallo, prima socio di Iavazzi nella JuveCaserta, poi patron o vice nella VolAlto pre-Turco e ultimamente scomparso un poi’ dai radar.

Mentre dai radar non è scomparso Luigi Della Gatta. Tutt’altro. Qui il discoros va fatto esplicitando un concetto non nuovo. Vincenzo De Luca, governatore della Campania che in tanti abbiamo votato nel 2015, affascinati dalla sua personalità, dà sempre più l’idea di essere un guascone e basta. Per esempio, il sottoscritto l’ha votato nel 2015 perché, osservando da lontano la sua esperienza di sindaco di Salerno e soprattutto le sue irresistibili trasmissioni televisive su LiraTv, ha ritenuto che si trattasse di un grande guascone, ma di quelli pieni di fascino. Di un fascino costruito che promanava dal combinato di un carattere un po’ antico, picaresco, per l’appunto guascone, e da contenuti forti, cioè da elaborazioni politico-amministrative in grado di realizzare concretamente degli obiettivi visibili agli occhi di tutti ma soprattutto utili per l’intera comunità. Da un po’ di tempo, avendo già annunciato che stavolta il sottoscritto non lo voterà, in quanto deluso, ci siamo attestati sulla posizione del film Gli Intoccabili. Chiacchiere e distintivo. Anzi, in maniera un po’ riveduta, distintivo e chiacchiere.

Nella giornata di ieri abbiamo affrontato una questione molto più seria rispetto a quella di stasera, riguardante la situazione venutasi a creare nel settore dell’allevamento bufalino (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO). Già da ora, avendo scoperto che De Luca ha fatto un intervento dei suoi alla Camera di Commercio di Caserta molto recentemente, vi annunciamo che ritorneremo e come se ritorneremo su questo argomento che De Luca farebbe bene a non sottoporre alla droga dell’esercizio di una dialettica smargiassa, perché si tratta di una cosa molto importante che investe sia il futuro di migliaia di famiglie che vivono grazie al reddito tratto da questa particolare area del settore primario casertano, sia quello della salute dei consumatori.

In attesa di agganciare la questione dell’abbattimento, anzi, dello sterminio delle bufale casertane, veniamo al tema più profano e ritorniamo a Luigi Della Gatta. Il rampollo è stato nominato recentemente, proprio per volontà del governatore De Luca, nel consiglio d’amministrazione dell’Acer, che non è la marca dei computer ma il nuovo organismo regionale che ha assorbito, diciamocela tutta, centralizzato, le competenze dei vari Iacp provinciali. Insieme a lui abitano questa importante e influente stanza dei bottoni, il presidente del Cda, David Lebro, premiato forse per aver rotto con il nemico di sempre De Magistris, Michele Brigante, ex numero uno dell’Ordine degli ingegneri di Salerno, Leonardo Impegno, uomo per tante stagioni della sinistra napoletana, sicuramente una nomina di tipo politico, senza se e senza ma, e infine Bianca De Roberto, architetto, ma sempre saldamente ancorata allo status di dirigente, quindi dipendente, del settore pubblico. La De Roberto al tempo della sua nomina ricopriva la carica dirigenziale al Settore Urbanistica Territorio Piani e Programmi del comune di Salerno.

Qualcosa da dire ci sarebbe già sull’ingegnere Michele Brigante. Non si sa, infatti, se questi svolga la professione libera. Se dovesse essere così, al di là del fatto se abbia o meno firmato progetti o abbia o meno assunto incarichi per opere riguardanti l’edilizia popolare, la sua presenza in quel Cda non sarebbe opportuna. Se per l’ingegnere Brigante affiorano dei dubbi, la situazione di Luigi Della Gatta è, se proprio non ci vogliamo arrabbiare, spassosa, comica. Perché spassoso e comico è l’atteggiamento di chi ritene che sia normale stare nel consiglio d’amministrazione del super-istituto regionale della Case Popolare e contemporaneamente essere presidente della sezione casertana dell’Associazione nazionale costruttori edili. Oppure, ritenere normale stare nel Cda di Acer e contemporaneamente essere amministratore di Cogest, il Consorzio Stabile di imprese operante nel mercato dei lavori pubblici in Italia.

Siccome i costruttori edili non è che siano lì a pettinar le bambole, per dirla alla Bersani, ma partecipano agli appalti degli enti pubblici, anche a quelli banditi dalle Iacp, siccome il Cogest è un consorzio che partecipa agli appalti banditi dalle pubbliche amministrazioni e quini potenzialmente anche da quelli banditi nel settore dell’edilizia popolare, allora il signor chiacchiere e distintivo De Luca, che rifila rimbrotti, frizzi, lazzi e canzonamenti assortiti a chiunque, ci spiega, fuori dal suo cabaret delle sue battute e non uscendo fuori tema, come si coniuga la presenza di Luigi Della Gatta nel cda di Acer con la carica di presidente dell’Ance e con quella di legale rappresentante di un super-consorzio di imprese private del settore edile? Non si coniuga, ma siccome De luca è bullo, De Luca è guappo, è il don Gennarino parsifal del XXI secolo, si può fare. Ecco perché De Luca, da me votato anche per il voltastomaco divenuto cronico nel racconto quotidiano di ciò che succedeva nel governo di Stefano Caldoro, è stato una grande delusione. Con una differenza: che mentre Caldoro non è mai voluto apparire diverso da ciò che è, De Luca ci scassa i marroni da anni, propinandoci la sua logica infallibile e il confronto disarmante con le idee altrui indegne, a suo dire, neppure di essere considerate nel merito.